Rinnovo contratti statali, pubblico 2017: novità a febbraio stipendi aumento, nuove regole visite, premi, congedi, licenziamenti

Si attende in questo mese il decreto unico Madia ma la contrattazione sull'aumento degli stipendi è ancora ferma.

Rinnovo contratti statali, pubblico 2017

Dipendenti pubblici e il decreto Madia



AGGIORNAMENTO: È partito il conto alla rovescia per il decreto attuativo della riforma del pubblico impiego che dovrebbe arrivare a metà febbraio. L'obiettivo è quello di massimizzare l'efficienza dei controlli. L'Inps dispone di un sistema computerizzato in grado di immagazzinare tutti i certificati medici e di riscoprire così le storie di ciascuno. Competenze e risorse saranno spostate dalle Asl all'Inps. 

La macchina dei cambiamenti nella pubblica amministrazione continua ad andare a velocità differenti. Se da una parte, quella che passa per il rinnovo definitivo e una volta per tutte del contratto degli statali procede con molta lentezza, dall'altra la rapidità maggiore è evidentemente maggiore. Il riferimento va ovviamente alle nuove norme su licenziamenti, visite, premi, congedi. Non è un caso che le forze sociali stiano spingendo per incontrare i rappresentanti del Ministero per la Funzione Pubblica ovvero quelli dell'Aran, l'agenzia che fa le veci della maggioranza nelle trattative, per mettere a punti i dettagli operativi dell'aumento degli stipendi degli statali. Si dovrebbe riaprire la contrattazione, che vedrà sul tavolo anche le regole su malattia e congedi e si potrebbe intervenire su alcune modalità di fruizione dei permessi.

Dipendenti pubblici tra il decreto Madia e le nuove regole

Mentre si attende il decreto del ministro Madia chiamato a sistemare un bel po' di dettagli sulla pubblica amministrazione, tra cui quello relativo al bonus di 80 euro per le forze dell'ordine, si sa già che sarà l'Inps a sorvegliare sulle assenze per malattia nel pubblico impiego. Le Asl saranno quindi messe da parte, con la creazione di un polo unico della medicina fiscale, lo stesso sia per i dipendenti del privato che del pubblico. Si va quindi verso fasce orario di reperibilità, in cui farsi trovare a casa, armonizzate, con controlli che anche per gli statali potranno basarsi sul cervellone informatico dell'Istituto di previdenza. Ci si aspettano quindi visite mirate e, da quanto si apprende, sarà possibile anche ripeterle se è il caso.

Inserito tra le deleghe della legge Madia è ora pronto a diventare realtà, con una operazione che investe il pubblico impiego, guardando a quello che già accade nel settore privato. È infatti partito il conto alla rovescia per il decreto attuativo della riforma del pubblico impiego che dovrebbe arrivare a metà febbraio. L'obiettivo è quello di massimizzare l'efficienza dei controlli. L'Inps dispone infatti di un sistema computerizzato, in grado di immagazzinare tutti i certificati medici e di riscoprire così le storie di ciascuno. Competenze e risorse saranno spostate dalle Asl all'Inps. Sarà inoltre rafforzata la posizione dei 1.300 medici presenti nelle liste speciali.

Si tratta di personale sottoposto a un regime di incompatibilità, per evitare conflitti d'interesse tra controllore e controllato. Dovrebbe essere assicurata loro continuità professionale, così da permettere una maggiore specializzazione e l'attività in via esclusiva. Si sta anche studiando un modo per armonizzare le fasce orarie per la visita: se nel pubblico le ore giornaliere sono sette nel privato scendono a quattro. D'altra parte con accertamenti intelligenti l'arco temporale di reperibilità potrebbe non essere così esteso. Quanto alla possibilità di ripetere il controllo, nel privato in teoria c'è già adesso, anche se in qualche modo il destinatario dovrebbe essere avvisato. Si può fare il bis per verificare il risultato di un'analisi.

Il decreto sarà oggetto di un confronto con le forze sociali, che spingono anche per l'aumento degli stipendi degli statali, prima dell'approdo in Consiglio dei ministri. Già domani ci sarà un passaggio con le Regioni. E, dopo il via libera di palazzo Chigi, il provvedimento dovrà raccogliere i vari pareri, inclusi quelli parlamentari, per chiudere verso maggio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il