Mutui: crescono i pignoramenti del 20% su 3,5 milioni di famiglie in Italia. E tendenza è negativa

La cirisi dei mutui non è solo in Usa. E sta già arrivando in Italia con una crescita del 20% dei pignoramenti di case per il mancato pagamento del mutuo. E siamo solo agli inizi



Si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione significativo di Tribunali, ben 18 monitorati dall’Adusbef.

Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.

Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza,vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita dall’Abi e dalle banche.

L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui,aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005,porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che si traducono,per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef,che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23% .

Il peso insostenibile sui portafogli delle famiglie è rappresentato dal fatto che i mutui erogati, sono in gran parte, il 91%, a tasso variabile, quindi suscettibili,anche per la rapidità delle banche italiane di trasferire le decisioni di politica monetaria sui debitori, ad ogni ritocco del costo del denaro, ignorando l’art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi che dovrebbe trasferire le manovre dei saggi anche sui depositi e di libretti di risparmio, mentre la media dei mutui è aumentata a 130.000 euro con una durata media dei nuovi mutui erogati che si è allungata: nel 2004, era pari a 18,4 anni, mentre nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, con un aumento del +19,4%.

Il caro-casa pesa su 3,6 milioni di famiglie italiane, di cui 1,7 milioni è alle prese con l’affitto mentre il restante 1,9 milioni fatica ad onorare a fine mese il pagamento della rata del mutuo. Secondo le stime,quindi le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento.

Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate,perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3 anni,quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2007 rispetto al 2006, da un minimo di un + 15-18% dei Tribunali di Pinerolo e Mantova,ad un più 19% di Padova e Rovigo; ad un + 21-22% di Roma e Milano,ad un + 24% di Torino e Bari; + 25% Firenze e Monza; + 28%-29% Venezia, Nocera e Napoli; ad un + 41% dell’Aquila, con una media del 23%. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il