Forze dell'ordine, militari, polizia, carabinieri: bonus 80 euro 2017 da sindacati conferme e smentite.In salita rinnovo contratti

Non solo quella del bonus di 80 euro, c'è anche la partita del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici da portare a termine.

Forze dell'ordine, militari, polizia, ca

Aumento stipendi statali e bonus 80 euro



AGGIORNAMENTO: La stretta attualità riferisce che due funzionari del Ministero dell'Interno e un poliziotto sono stati arrestati per corruzione nell'ambito di un'operazione della Squadra Mobile della questura di Savona che ha portato a sei misure cautelari. 

Arrivati a questo punto era verosimile credere che il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine fosse realtà. La realtà racconta invece che il mese di gennaio è andato a vuoto e per questo di febbraio si resta ancora in attesa del decreto, retroattivo, che dovrebbe sanare il ritardo. C'è da essere fiduciosi? Sì secondo una parte dei sindacati che riferiscono come la volontà politica sia assodata e che sono da portare a compimento solo alcuni passaggi tecnici facilmente risolvibili. E anzi, non escludono di poter aprire un tavolo di discussione per rendere strutturale il bonus. Di contro, una parte delle forze sociali di categoria invita piuttosto alla cautela, ricordando le difficoltà attuali a far quadrare i conti pubblici e il confronto-scontro in corso con la Comunità. Di più: c'è anche la partita del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, considerato una priorità anche alla luce delle sentenza dell'Alta Corte, destinato ad assorbire buona parte del budget stanziato per la pubblica amministrazione con l'ultima manovra.

Problemi anche per le forze dell'ordine

La stretta attualità riferisce anche che due funzionari del Ministero dell'Interno e un poliziotto sono stati arrestati per corruzione nell'ambito di un'operazione della Squadra Mobile della questura di Savona che ha portato a sei misure cautelari. Secondo le indagini, coordinate dalla Procura di Savona, i tre avrebbero ottenuto denaro in cambio di favori come il rilascio di permessi di soggiorno, autorizzazioni di polizia, riduzione di giorni di sospensione patenti, cambio di cognomi. Nell'operazione sono finiti in manette anche un cittadino marocchino di 50 anni, residente a Savona; una cittadina italiana di 49 anni, accusata di sfruttamento della prostituzione e falso; e un cittadino albanese, di 31 anni.

Per tutti le accuse sono di corruzione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, rivelazione di segreti d'ufficio, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso. Il poliziotto è inoltre indagato, in concorso, per il reato di favoreggiamento della prostituzione di due donne, che esercitavano a Savona in un appartamento di proprietà della 49enne arrestata. L'uomo gestiva infatti le proprietà immobiliari della donna raccogliendo gli affitti e fornendole informazioni riservate sulle persone interessate ad affittare gli immobili. Il poliziotto, che svolge servizio a Savona in un ufficio che ha compiti logistici, è ora in carcere mentre i due funzionari del ministero dell'Interno sono agli arresti domiciliari.

L'inchiesta è stata avviata alla fine del dicembre 2015, nell'ambito di un altro procedimento, che riguardava personaggi malavitosi, nel quale gli inquirenti hanno documentato contatti sospetti tra alcuni indagati e il poliziotto arrestato. Le indagini hanno messo in evidenza gli stretti contatti tra l'agente e i due funzionari: i rapporti illeciti intrattenuti dai tre con commercianti, liberi professionisti, lavoratori hanno infatti delineato un quadro sistematico di abuso della carica pubblica, al fine di trarne un profitto personale o un vicendevole scambio di favori.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il