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Prestiti vitalizi per gli anziani sopra i 65 anni di età e con abitazione. Trend in crescita

'Se hai più di 65 anni di età e sei proprietario di una abitazione, puoi avere da 32 mila a 450 mila euro, per tutta la durata della tua vita'. È solo uno degli esempi delle offerte pubblicitarie dei rpestiti vitalizi.



"Se hai più di 65 anni di età e sei proprietario di una abitazione, puoi avere da 32 mila a 450 mila euro, per tutta la durata della tua vita". È solo uno degli esempi delle offerte pubblicitarie che circolano ultimamente sulle pagine dei giornali e che lanciano una nuova formula di finanziamento chiamata prestito vitalizio e riservata agli over 65. La banca o la finanziaria prestano il denaro e non lo chiedono indietro per tutta la vita del cliente.

Solo l'ultimo di una serie di messaggi che puntano sul "mercato" dei pensionati e su una richiesta, purtroppo crescente, di soldi da parte dei pensionati. Sempre a questa platea, per esempio, è destinata un'altra possibilità di finanziamento, la cessione del quinto della pensione, che si sta affermando con numeri di sicuro interesse. Basti pensare che solo in sette mesi (tra febbraio e settembre 2007) oltre 50mila famiglie vi hanno fatto ricorso. Del resto, come testimoniano gli ultimi dati Istat, la condizione economica percepita da chi ha superato i 65 anni di età è drammatica: oltre il 32% arriva con grande difficoltà a fine mese e il 27,4% delle coppie senza figli non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 600 euro. Logico che in molti ricorrano ai finanziamenti, magari espondendosi a più di un rischio.

Prestito vitalizio

Sono 8,5 milioni le famiglie italiane con più 65 anni proprietarie di un immobile (solo nel Lazio sono 717.782), per un valore di 900 miliardi di euro. Per le banche e le finanziarie mettere le mani su questo patrimonio rappresenta un ottimo affare, ma è così anche per il titolare del prestito e per i suoi eredi?
I "finanziatori" prestano una somma che va dal 20 al 50% del valore della casa, in relazione all'età del richiedente. In genere, sotto i 70 anni si può ricevere il 20%, sopra i 90 anche il 50%. Il titolare, può beneficiare del prestito senza preoccuparsi di pagare le rate, saranno gli eredi a provvedere all'estinzione del debito, una volta che il caro congiunto è passato a miglior vita. Nel frattempo, però, se il nonno ha la fortuna di vivere a lungo, il debito cresce a dismisura. Alla morte del cliente il finanziatore può incassare il doppio, il triplo, perfino il quadruplo della cifra iniziale. Insomma, può appropriarsi dell'intera la casa. In ogni caso, gli eredi possono estinguere il debito in tre modi: pagandolo (a rate e con nuovi interessi), vendendo la casa o rinunciando all'eredità. Trascorso un anno, se il debito non viene rimborsato, la banca mette all'asta l'immobile e recupera il credito.

Debiti moltiplicati

A ben guardare questo strumento è davvero particolare e non solo per l'innaturale entusiasmo con cui banche e finanziarie lo propongono. Il prestito vitalizio (introdotto con la finanziaria 2006 dall'ex ministro Giulio Tremonti), infatti, è l'unico strumento finanziario che prevede il calcolo di interessi sugli interessi. In pratica il debito viene "ricapitalizzato" ogni anno. Si chiama anatocismo. In Italia è vietato, ma con un'unica eccezione: questa.
Facciamo un esempio pratico. Se il pensionato chiede un prestito di 100mila euro, con un tasso di interesse dell'8%, dopo un anno la cifra da restituire si aggira a 108mila euro. E fin qui, tutto naturale. In seguito, però, gli interessi non si calcolano più sul capitale iniziale, ma sull'intero debito. Così, trascorsi 5 anni, la cifra sale a 146mila euro; in 10 anni a 215mila euro; dopo 15 anni siamo già a 317mila euro: oltre il triplo del capitale iniziale.
Come se non bastasse, il finanziamento, che non prevede il consenso degli eredi, è proposto come una risposta ai "buchi" del sistema previdenziale italiano: "La tua pensione non basta?", grida l'annuncio pubblicitario della società finanziaria Euvis, che propone di ipotecare la casa, in cambio di una dignitosa sopravvivenza.
Nella pubblicità di Ibl Banca, invece, due nonnetti se la spassano ai tropici e sorseggiano il succo di una noce di cocco. Ma la realtà è diversa: "Abbiamo notato", spiega una dirigente di Ibl Banca, "che molti anziani chiedono il prestito vitalizio anche per sopperire alle spese straordinarie del condominio". In Italia, il prestito vitalizio sta prendendo piede, oltre Euvis, Ibl Banca, anche una banca tradizionale come Monte dei Paschi di Siena lo ha inserito nelle varie proposte di finanziamento.

Cessione del quinto

Se le formule più azzardate di ottenere un prestito stanno prendendo piede ora, ci sono anche soluzioni meno azzardate per la platea crescente di "over 65". In tutta Italia, per esempio, sono 55.549 i pensionati che hanno fatto ricorso alla cessione del quinto della pensione. E la quota cresce con il crescere della sofferenza finanziaria dei pensionati.
Tra le regioni italiane, dove questa soluzione di prestito è più diffusa, troviamo in testa il Piemonte con 7.300 prestiti concessi, seguono la Lombardia, con 6.634, e il Lazio con 5.983.

Come funziona

In pratica: il titolare chiede il prestito alla banca o alla finanziaria e l'Inps gli paga le rate trattenendole dalla pensione, ma solo dopo aver verificato alcune condizioni a tutela del pensionato.
La rata, ad esempio, deve essere "a misura di pensione": l'importo cedibile è calcolato, al netto delle tasse, in modo da non intaccare l'importo della pensione minima (436,14 euro nel 2007).
Per ridurre, invece, al minimo il rischio di adesione a proposte di prestito "vessatorie", offerte da soggetti che non presentano i requisiti di affidabilità previsti dalla legge, prima di autorizzare la cessione del quinto, l'Inps verificherà quattro condizioni: che la banca o la finanziaria abbiano i requisiti previsti dalla legge per questo tipo di contratto; che la rata prevista sia inferiore o pari al quinto dell'importo della pensione; che il tasso effettivo globale (Taeg) applicato sul prestito sia inferiore alla "soglia anti-usura"; che nel contratto siano indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, tasso di interesse e Teg complessivo).

Tutto tranquillo, dunque? Se questo prestito è sicuramente meno azzardato del "vitalizio", c'è anche da riflettere sugli interessi applicati, di gran lunga superiori al tasso medio di mercato (16,48%) e solo di poco inferiori al cosiddetto livello di "usura" (24,73%).

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il