Rinnovo contratti forze dell'ordine bonus 80 2017 neppure in CDM come aumento stipendio rinviato polizia, carabinieri, esercito

Verso il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine. La prossima potrebbe essere la settimana decisiva. Il punto.

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AGGIORNAMENTO: La strategia è chiara: un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri stabilirà il modo di distribuzione delle risorse del fondo per la pubblica amministrazione che, oltre agli aumenti degli stipendi degli statali, prevede il finanziamento del bonus da 80 euro per le forze dell'ordine, il riordino delle carriere e le nuove assunzioni. E sotto il primo versante, avrà validità retroattiva per il mese di gennaio. Ma non sarà, o almeno non ci dovrebbe essere in questo CDM di venerdì.

AGGIORNAMENTO: Non solo bonus di 80 euro per le forze dell'ordine, su cui anche le ultime e ultimissime notizie sembrano propendere verso il sì, ma nel nuovo Testo Unico del pubblico impiego, oggi sarà al centro del confronto con le forze sociali finiranno nuove regole sia in senso restrittivo e sia di concessione di maggiori spazi per la conciliazione vita-lavoro. L'approdo del decreto in Consiglio dei ministri è previsto alla fine della settimana, anche se c'è tempo fino al 28.

Il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine arriverà. Sono queste le indicazioni che continuano ad arrivare e che potrebbero trasformarsi in fatti concreti già nella prossima settimana. Si resta infatti in attesa di quel decreto che dovrebbe fissare le modalità operative di un surplus in busta paga che avrà l'esatta configurazione dello scorso anno. Con lo sola differenza che sarà in vigore per tutti e 12 mesi e con il mese di gennaio (e forse quello di febbraio) che sarà pagato retroattivamente. Tra gli ambienti delle forze sociali legati alle forze dell'ordine vige ottimismo. Lo stesso che sta venendo a mancare sul versante del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Almeno a stretto giro, l'appuntamento con l'aumento degli stipendi per gli statali non si consumerà e anche il Milleproroghe sarà un passaggio a vuoto.

Arriva il decalogo, anche per le forze dell'ordine?

Tra bonus di 80 euro per le forze dell'ordine e rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, arriva una sorta di decalogo che dovrebbe mettere in fila i dieci casi in cui per un dipendente pubblico scatta il licenziamento: dalla falsa attestazione della presenza allo scarso rendimento. Restano da capire i campi di applicazioni ovvero fino a che punto sono coinvolte le stesse forze dell'ordine. La riforma Madia del pubblico impiego, che approderà in Consiglio dei ministri, rimetterà infatti mano anche al capitolo che tocca i licenziamenti. Ed evidentemente le novità non mancheranno: vizi formali, cavilli giuridici, non potranno fermare o annullare le sanzioni e la procedura sprint, immaginata per i furbetti del cartellino, verrà estesa a tutti gli illeciti commessi in flagranza: si applicherà pure a chi ruba o si macchia di corruzione.

Nel mirino anche l'assenza senza giustificazione per più giorni, il rifiuto del trasferimento e la presentazione di documenti mendaci per ottenere il posto. Nel dettaglio il licenziamento per scarso rendimento si dovrebbe attivare per chi già è stato richiamato. Sanzioni in arrivo anche per tutti quei casi di grave violazione del codice di comportamento, dall'accettare regali costosi a un uso improprio dell'auto di rappresentanza. Dovrebbe rientrare nel decalogo anche l'infrazione dolosa delle regole sulla responsabilità disciplinare e sarà introdotta la procedura rafforzata e abbreviata prevista per chi timbra il badge e poi se ne va, estendendola ai casi in cui si viene colti con le mani nel sacco.

Iter da concludere in 30 giorni, con possibile sanzione massima per il dirigente che si gira dall’altra parte. Dovrebbe poi essere esplicitata la validità dell’articolo 18 per gli statali. L’articolo 18 non si tocca, ha sempre detto il ministro Madia. Ciò che conta è il merito ha più volte sottolineato Madia. Inoltre se il giudice accerta una sproporzione con la sanzione disciplinare, il procedimento si rifà. Con le forze sociali il confronto è in corso. Le organizzazioni dei lavoratori mirano a restituire più spazio alla contrattazione, soprattutto in materia di valutazione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il