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Rinnovo contratti statali, pubblico, docenti: nuove regole ufficiali Decreto Madia e riunione oggi mercoledì uleriore

Bastone e carota per i dipendenti pubblici, ma rimane ancora da sciogliere il nodo dell'aumento degli stipendi degli statali.


Aumento dello stipendio degli statali

Statali: regole nuove più rigide



AGGIORNAMENTO:  E il centro dei decreti Madia sarà come detto una seri di regole nuove per gli statali e il pubblico impiego, mentre oggi mercoledì 15 Febbraio 2017 ci sarà una riunione tra forse socialie  Governoo Gentiloni-Madia per l'assunzione di 300mila precari e dove si potrebbe parlare ancora delle regole dei bonus per diminuire questi in favoore degli stipendi più alti per il quale argomento nelle ultime notizie e ultimissime non è stato trovato nessun accordo, mentre le novità rimangono le nuove regole che diventare ufficiali venerdì nel CDM previsto.

AGGIORNAMENTO: E tra le ultime novità, cambiano anche le regole su assunzioni e mobilità. Le amministrazioni dovranno dire di quali professionalità hanno bisogno. Trasferimenti per il personale in esubero. Il tutto mentre sono proseguite anche oggi le trattative con le forze sociali sulla riforma del pubblico impiego, prima di entrare nel vivo dell'aumento degli stipendi. Il contratto potrà derogare alla legge.

Ci sono novità in chiaroscuro per i lavoratori pubblici italiani tra flessibilità e rigidità su licenziamenti e permessi e con la questione del rinnovo del contratto che rimane ancora irrisolta. Oltre al Testo Unico e al prossimo aumento dello stipendio degli statali, è infatti in dirittura d'arrivo una direttiva apposita per un restyling del lavoro pubblico in versione familiare. Il tutto mentre arriva la linea dura delle forze sociali sul rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici. L'intesa del 30 novembre ha stabilito un aumento medio di 85 euro lordi al mese, ma deve essere ancora tutta attuata.

Maggiore flessibilità su part time e asili nido

Per i dipendenti pubblici sono tante le novità in arrivo pro famiglia, dal telelavoro ad altre formule flessibili per venire incontro a mamme e papà con l'obiettivo di conciliare i tempi di vita e lavoro. La maggioranza sta infatti lavorando a una direttiva ad hoc per dare attuazione a quanto previsto dalla riforma Madia, dove si prevede che almeno il 10% dei dipendenti pubblici, dove lo richiedano, entro il 2018, possa avvalersi di nuove modalità spazio-temporali di lavoro. Nella stessa direzione vanno le convenzioni con gli asili nido e le misure per agevolare il ricorso al part time. La delega Madia prevede, infatti, che le amministrazioni stringano accordi con nidi e scuole dell'infanzia, sempre nei limiti delle risorse disponibili. Viene aperta anche la possibilità di organizzare, anche d'intesa con altre amministrazioni, campi estivi per i figli dei dipendenti: servizi di supporto alla genitorialità aperti durante i periodo di chiusura delle scuole.

E maggiore rigidità su licenziamenti e permessi

A preoccupare le forze sociali è l'impianto stesso del testo: sembra ricorrere un intento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici che vengono associati costantemente ai furbetti del cartellino con una casistica allargata per i licenziamenti disciplinari, oltre alla stretta sulle assenze per malattia con visite fiscali a chi si assenta il lunedì o il venerdì e, non ultima, l'entrata in campo dell'Inps per controlli più efficaci. Si assiste a "un incessante attacco nei confronti dei dipendenti pubblici per punirli e licenziarli" hanno osservato. Da qui la richiesta dell'avvio del tavolo per il rinnovo dei contratti 2016- 2018, fermi da oltre sette anni e il rispetto di nuovi e differenti sistemi di valutazione della produttività e la riduzione delle forme di precariato.

Mobilitazione in arrivo?

In questo contesto le forze sociali sono pronte a una mobilitazione unitaria se il governo Gentiloni non rispetterà l'accordo quadro firmato il 30 novembre tra il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia e i leader sindacali. Una linea condivisa in un vertice a tre che i segretari generali hanno dettato alle prime file delle rispettive organizzazioni in vista della convocazione di domani allo stesso Ministero. Quello di oggi sarà un confronto sul Testo Unico che conterrà le nuove regole del pubblico impiego, necessarie ai rinnovi contrattuali, e si svolgerà tra i rappresentanti dei lavoratori pubblici, confederazioni e categorie, e i tecnici di Palazzo Vidoni. Il tavolo però sembra partire in salita.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il