Rinnovo contratti statali, docenti, pubblico: decreti Madia in CDM, tre elementi decisi e rinvio in milleproroghe

Il Ministero per la Semplificazione e l'Aran stanno guadagnando tempo per la contrattazione sull'aumento degli stipendi degli statali.

Rinnovo contratti statali, docenti, pubb

Statali e dipendenti pubblici 2017



AGGIORNAMENTO: Dalla riunione di ieri, emerge con chiarezza il percorso per quanto riguarda l'iter dei nuovi contratti per il rinnovo degli stipendi degli statali. I decreti di domani non saranno da subito leggi i vigore, ma vi sarà un confronto in Aula per almeno tre mesi, duranti i quali, anche grazie alla proroga nel Milleproroghe, si ritornerà a trattare sul rinnvo dei contratti in base anche alle regole fissate proprio nei dereti Madia.

AGGIORNAMENTO: I nuovi contratti nazionali dovrebbero disincentivare le assenze strategiche dei dipendenti pubblici, quelle cioè che si concentrano in periodi critici per i servizi, come festività e fine settimana, vietando gli aumenti di fondi che finanziano le voci integrative nelle amministrazioni in cui questo tipo di assenza si rivela molto superiore alla media.

Ci sono tre fasi distinte nella partita del pubblico impiego. La prima è quella del Testo unico con le nuove regole su premi, produttività, licenziamenti e permessi. Già venerdì sono attese le determinazioni finali del Consiglio dei ministri. Poi c'è quella del rinnovo del contratto degli statali, che entrerà nel vivo solo dopo la definizione delle materie nella disponibilità della contrattazione e i cui tempi sono di conseguenza indefiniti. Infine c'è quella del bonus da 80 euro per le forze dell'ordine, rispetto a cui la maggioranza ha promesso un decreto ad hoc con validità retroattivi. E il tutto mentre è in via di approvazione il Milleproroghe, adesso in Senato, contenente misure sulla pubblica amministrazione. Una dilatazione dei tempi permetterebbe al Ministero per la Semplificazione ovvero all'Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione, di avere più tempo per discutere con le forze sociali in sede di contrattazione.

Pubblico impiego: i punti del confronto

Il primo punto del confronto tra maggioranza e forze sociali è quello della produttività. La riforma del 2009 mai attuata negava i premi a un quarto del personale, concentrandoli sul 25% dei dipendenti eccellenti e spalmando il resto sul 50% degli organici. Le ultime bozze rinunciano a questa strada evitando comunque indennità a pioggia ma senza indicare in via preventiva criteri validi per tutti gli enti pubblici. Quindi c'è quello dell'assenteismo. I contratti nazionali dovrebbero anche disincentivare le assenze strategiche dei dipendenti pubblici, quelle cioè che si concentrano in periodi critici per i servizi, come festività e fine settimana, vietando gli aumenti di fondi che finanziano le voci integrative nelle amministrazioni in cui questo tipo di assenza si rivela molto superiore alla media. Infine c'è quello dei contratti integrativi. Un altro delicato compito affidato ai contratti nazionali è quello di decidere come sfoltire la giungla delle regole sui fondi per gli integrativi che finora hanno alimentato il caos interpretativo, ma non sono riuscite a fermare gli abusi individuati dagli ispettori della Ragioneria generale e dalla Corte dei conti.

Il nodo dei conti pubblici: cosa tagliare?

Resta allora da suddividere il budget per la pubblica amministrazione stanziato con la legge di Bilancio. Per il 2017 sono previsti circa 1,5 miliardi di euro per aumentare lo stipendio degli statali di circa 40 euro. Per il 2018 sono da mettere in conto 1,9 miliardi di euro, ma con la Comunità che sorveglia i conti pubblici è difficile avere certezze. La maggioranza non intende mettere mano in questo capitolo di spesa per sistemare i numeri. Tra i punti fermi per arrivare all'aggiustamento dei conti pubblici c'è l'ampliamento delle misure antievasione Iva, che consentirebbe di recuperare circa un miliardo di euro. Per questo il governo ha già chiesto di poter estendere lo split payment a soggetti e transazioni finora esclusi. Come nei rapporti commerciali con le società pubbliche. Ma il tutto è ancora molto incerto.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il