Rinnovo contratti forze dell'ordine, polizia, esercito: bonus 80 euro ufficiale in DPCM, regole in Decreti Madia

Nuove rassicurazioni: nel corso del 2017 sarà stanziato un bonus complessivo di 960 euro netti alle forze dell'ordine e ai militari.

Rinnovo contratti forze dell'ordine,

Aumento stipendi statali e bonus 80 euro



AGGIORNAMENTO: Vi sono due domande che giustamente si pongono le forze dell'ordine: cosa ci sarà nel DPCM del bonus degli 80 euro, quali regole, condizioni, eccezioni eventuali? E quando finalmente sarà dato anche retroattivo arrivati a questo punto. E la seconda domanda è queli regole vi saranno nel Decreto Madia che interessarano polizia, vigili, carabinieri, esercito, militari e le forze dell'ordine in generale?

AGGIORNAMENTO: Si moltiplicano i paletti per poter aspirare a diventare valutatore, dai divieti per chi ha ricevuto condanne o sanzioni disciplinari, ai titoli di studio necessari. A riscrivere le regole è un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, firmato dalla titolare della pubblica amministrazione. 

Non subito, ma il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine e per i militari dell'esercito arriverà. Continuano ad arrivare rassicurazioni dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. E lo strumento sarà quello del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri con validità retroattiva. Significa che anche se nel mese di gennaio i destinatari sono rimasti a bocca asciutta, nel corso del 2017 sarà comunque stanziato un bonus complessivo di 960 euro netti. Diverso è invece il caso del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, rispetto a cui la contrattazione con le forze sociali è ancora in corso. Anche le ultime notizie confermano come il budget non sarà sufficiente a garantire gli 85 euro medi promessi. Si va verso la concessione di meno della metà dell'importo, almeno nel 2017. La stretta attualità passa invece dall'imminente rivisitazione del testo sul pubblico impiego, venerdì in Consiglio dei ministri.

Nuovo sistema di valutazione dei dipendenti pubblici

Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha deciso di mettere mano alla materia della valutazione del lavoro degli statali e lo fa con un nuovo pezzo della riforma Madia. E volta pagina partendo dalle cellule giudicatrici, garanti delle pagelle degli statali e a cui spetta di mettere il voto agli alti dirigenti pubblici. Il nome ufficiale è Organismi indipendenti di valutazione con l'obiettivo di far funzionare il sistema, puntando su autonomia e professionalità. La prima novità è la creazione di un albo nazionale di chi si candida a fare l'esaminatore, con l'amministrazione di turno obbligata a pescare dall'elenco e non più libera di prendere dove vuole.

Si moltiplicano poi i paletti per poter aspirare a diventare valutatore, dai divieti per chi ha ricevuto condanne o sanzioni disciplinari, ai titoli di studio necessari. A riscrivere le regole è un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, firmato dalla titolare della pubblica amministrazione. Il dipartimento della Funzione pubblica ha già provveduto a dare seguito alla nuova disciplina, aprendo una piattaforma online dedicata sul sito istituzionale del Ministero. La legge prevede che ogni amministrazione si doti di un Organismo indipendente di valutazione. I componenti vanno da uno a un massimo di tre e le funzioni svolte sono diverse, tra cui garantire la correttezza dei processi di misurazione e valutazione.

E ancora: propone all'organo di indirizzo la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l'attribuzione dei premi, certifica l'assolvimento degli obblighi di trasparenza. Per farne parte, il decreto precisa che non bisogna aver riportato condanne penali, anche con sentenza non passata in giudicato per delitti contro la pubblica amministrazione; non avere a carico giudizi di responsabilità per danno erariale; essere in possesso del diploma di laurea; avere maturato una esperienza professionale di almeno 5 anni nel settore della valutazione; non essere stati destinatari, se dipendenti pubblici, di una sanzione superiore alla censura.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il