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Studi di settore 2017 semplificati: domande e risposte

Cosa sono gli studi di settore, chi deve presentarli e novità 2017: le modifiche per semplificare gli accertamenti fiscali


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Gli studi di settore da quest’anno sono stati sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale, che premieranno i contribuenti più affidabili, riducendo i termini per gli accertamenti e semplificando le modalità di accertamenti fiscali.

Cosa sono gli studi di settore?

Gli studi di settore sono utilizzati per verificare, in sede dichiarativa, la congruità e la coerenza del contribuente. Ricordiamo che il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, considerando le risultanze dell’applicazione degli indicatori di normalità economica; mentre la coerenza misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore.

Quanti e quali sono gli studi di settore 2017?

Online sono disponibili i 193 nuovi modelli per gli studi di settore da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e relativi alle attività economiche nel settore

  1. dei servizi;
  2. delle manifatture;
  3. del commercio;
  4. delle attività professionali.

In particolare, i modelli riguardano 50 studi per il settore delle manifatture, 53 studi per il settore dei servizi, 24 studi per i professionisti e 66 studi per il settore del commercio.

Chi deve presentare gli studi di settore?

Gli studi di settore devono essere presentati dai contribuenti che, nel periodo d’imposta 2016, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati gli studi di settore sopra citati.

Quali sono le novità degli studi di settore 2017?

  1. I nuovi modelli degli studi di settore 2017 semplificati contengono:
  2. le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 7 dicembre 2016 e, per motivi di semplificazione;
  3. omogenee informazioni presenti nei quadri A dei diversi studi relativi al Personale addetto all’attività e, in particolare, per il periodo d’imposta 2016 sono state predisposte due sole strutture di quadro A, una per le attività esercitate in forma di impresa e una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo;
  4. il riferimento all’eventualità degli eventi sismici;
  5. inserimento dei dati relativi ai voucher. In particolare, nel quadro A si precisa che i lavoratori retribuiti con i voucher sono da riportare, rispettivamente, per le imprese, nel rigo A02 (‘Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro’) e per il lavoro autonomo, nel rigo A02 (‘Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro’).

Quali sono le modalità di invio degli studi di settore?

La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline, o tramite intermediari incaricati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il