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Ape Social, Quota 41, Ape Volontaria: quando e come leggi ufficiali e domanda INPS

Attese ultime notizie, leggi ufficiali e ultimi dettagli sul funzionamento delle ultime novità per le pensioni di Ape volontaria, social e quota 41


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Quando entreranno ufficialmente in vigore le novità per le pensioni di ape social, quota 41 e ape volontaria e quali sono le modalità per presentarne domanda per l’accesso a questi sistemi di pensione anticipata? Sono diverse le risposte che ancora si attendono per definire l’ufficialità delle regole di funzionamento di ape volontaria, sociale e quota 41, per cui, stando alle ultime notizie, si potrà iniziare ad inviare domanda a partire dal prossimo mese di maggio, anche se si tratta di una data ancora incerta e che potrebbe essere anche rimandata a settembre. Molto dipenderà da quando saranno effettivamente attuati i Dpcm ed eventuali monitoraggi di richieste e disponibilità di risorse economiche. Le leggi ufficiali su ape volontaria, social e quota 41 dovrebbero infatti arrivare solo dopo l’attuazione dei Dpcm e solo dopo eventuali successive discussioni di ulteriori novità per le pensioni con il Milleproroghe.

Modalità di presentazione domanda per l’Ape

Stando a quanto noto al momento, la domanda per la richiesta di pensionamento anticipato con l’ape, volontaria, social e quota 41, dovrà essere doppia e da inviare all’Inps: la prima domanda servirà per richiedere all’Istituto di previdenza la certificazione del diritto all’Ape, avendone maturati i requisiti richiesti; la seconda servirà per chiedere l’attivazione dell’anticipo finanziario e la domanda vera e propria per la pensione. Inoltrando la domanda per l’Ape, il lavoratore dovrà scegliere la banca cui chiedere l’ape e l’assicurazione, da riportare nel contratto definito dall’Inps. Una volta ottenuto il via libera dall’Inps, l’erogazione dell’Ape avverrà entro 30 giorni lavorativi, mentre il piano rimborso partirà dal momento di pagamento della pensione sempre da parte dell’Inps, che dovrà poi l’importo stabilito alla banca scelta e indicata nel contratto non oltre 180 giorni dalla data di scadenza di ogni rata.

Ultimi dettagli e ultime notizie sull’Ape: tassi di interesse e polizze assicurative

Nell’attesa che vengano ufficialmente attuati i Dpcm che, come ormai ben sappiamo, dovrebbero contenere:

  1. entità dei tassi di interesse da calcolare sull’ape;
  2. condizioni delle polizze assicurative;
  3. criteri di priorità di accesso ad ape, volontaria e social, e quota 41;

le ultime notizie riportano l’andamento delle trattative con gli istituti di credito e le assicurazioni proprio sugli accordi sui tassi di interesse che dovranno essere calcolati sull’anticipo Ape: se per l’Ape volontaria restano ancora diversi dettagli da definire, per l’ape social sembra che le trattative siano avviate alla conclusione, mentre per quanto riguarda le polizze assicurative, le condizioni sembrerebbero essere state definite sia per ape volontaria che per ape social. Le ultime notizie, confermerebbero che il calcolo della rata di rimborso dell’ape dovrebbe avere un costo inferiore al 5%, tra il 4,5% e il 4,7%, il problema è che i tassi di interesse, poichè legati all’Euribor, potrebbero subire modifiche ogni 3 mesi, soprattutto aumentando e quindi rendendo l’ape non poi così conveniente per andare in pensione solo qualche prima. Per quanto riguarda, il costo della polizza assicurativa, si parla di un costo al 29%.


Ulteriori cambiamenti attesi con Milleproroghe

Il Milleproroghe potrebbe contenere ulteriori cambiamenti alle recenti novità per le pensioni di ape, soprattutto social e per la quota 41, cambiamenti che interesserebbero:

  1. ampliamento della lista di professioni da considerare faticose;
  2. estensione dell’invalidità non solo civile ma anche sul lavoro per la richiesta di ape social e quota 41;
  3. abbassamento della percentuale di invalidità dal 75% al 60% per ape social e quota 41;
  4. richiesta di calcolo dei contributi figurativi per il raggiungimento del requisito contributivo richiesto per ape social e quota 41;
  5. diminuzione degli anni contributivi da 36 a 35 per ape social e quota 41 da parte di chi svolge occupazioni faticose;
  6. aumento dei tempi di non occupazione e assistenza ai malati per ape social e quota 41;
  7. cancellazione dell’obbligo dei 6 anni continuativi di svolgimento di attività faticosa;
  8. possibilità di cumulo per il raggiungimento del requisito contributivo necessario per il contributivo femminile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il