Finanziamenti Unione Europea: controlli poco efficienti lo ammette la stessa Corte dei Conti Ue

Un basso livello di efficienza dei sistemi di controllo interno della Commissione ha determinato illegittimità anche nelle spese di politica interna e di azioni esterme



Come ogni anno, a novembre, arriva la relazione annuale della Corte dei Conti europea sul bilancio generale dell'UE e sui fondi allo sviluppo finanziati al di fuori del bilancio.

Nel 2006 si sono registrati miglioramenti, soprattutto nella spesa agricola, sebbene permangano errori di legittimità e regolarità nelle maggior parte delle spese dell'UE, causati da carenze dei sistemi di controllo interno, sia presso la Commissione, sia presso gli Stati membri.

Lo scorso anno l'UE ha effettuato complessivamente 106,6 miliardi di euro di pagamenti e la Corte ha verificato irregolarità nei settori della spesa che riguardano le politiche strutturali, le politiche interne ed una parte significativa delle azioni esterne. Per l'agricoltura nel suo insieme (49,8 miliardi di euro nel 2006), la Corte ha riscontrato una notevole riduzione del livello di errore globale stimato, tranne che per le componenti della spesa non soggette al SIGC, il sistema integrato di gestione e di controllo introdotto dalla Commissione.

Per quanto riguarda le spese per le politiche strutturali (32,4 miliardi euro nel 2006), la Corte ha identificato un livello significativo di errori stimato ad almeno il 12 % dell'importo totale rimborsato ai beneficiari. Gli errori più frequenti riguardano le domande per spese non ammissibili, il mancato esperimento delle procedure di gara e la mancanza di elementi probatori a sostegno del calcolo delle spese generali o di quelle relative al personale. I sistemi di supervisione e controllo posti in essere negli Stati membri sono generalmente inefficaci o moderatamente efficaci e la supervisione esercitata dalla Commissione sul loro funzionamento presenta un'efficacia limitata.

Un basso livello di efficienza dei sistemi di controllo interno della Commissione ha determinato illegittimità anche nelle spese di politica interna imputabili principalmente ai rimborsi concessi a beneficiari che avevano dichiarato spese per i progetti superiori al dovuto.

Le spese per le azioni esterne (5,2 miliardi di euro nel 2006) sono soddisfacenti per le operazioni gestite e verificate dalle delegazioni, ma non per quelle eseguite dagli organismi incaricati dell'attuazione di progetti in tale area. Gli errori includono l'inosservanza delle procedure d'appalto e la dichiarazione di spese non ammissibili.

Le operazioni su cui sono basati i conti dei Fondi europei di sviluppo sono, secondo la Corte, legittime e regolari, eccetto che per i pagamenti autorizzati dalle delegazioni della Commissione negli stati beneficiari.

Il Presidente della Corte dei conti Hubert Weber ha affermato ieri sera nel corso della riunione della commissione per il controllo dei bilanci: "Alla base di tali errori nelle operazioni sottostanti vi sono, fra l'altro, la negligenza, la scarsa conoscenza di norme spesso complesse, nonché i presunti tentativi di frode a danno del bilancio comunitario."

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il