Assegni familiari 2017: cosa cambia già ufficiale INPS nel 2017 e nuovo assegno universale per figli. Per chi, quando, come funzio

In arrivo un unico assegno che vada a tutte le famiglie con figli, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

Assegni familiari 2017: cosa cambia già

Nuovo assegno universale per figli: per chi



Questo del 2017 è l'anno degli assegni familiari. E mentre l'Inps continua a fornire indicazioni ufficiali e chiarimenti sugli strumenti in vigore, si sta già discutendo su un nuovo provvedimento a carattere universale. Sono tanti gli aiuti per la famiglia 2017 previsti nell'ordinamento italiano e spesso è il calcolo Isee 2017 a essere decisivo. Ci sono gli assegni al nucleo familiare tra i bonus famiglia 2017, da non confondere con gli assegni familiari, destinati ad alcune categorie di lavoratori ovvero titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e dunque artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli coltivatori diretti; coltivatori diretti, coloni e mezzadri. I nuovi limiti di reddito sono pari a

  1. 1,21 euro al mese ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati;
  2. 8,18 euro al mese ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per i figli ed equiparati;
  3. 10,21 euro al mese ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati.

La principale novità di questo 2017 è invece il premio alla nascita Mamma Domani ovvero un assegno di 800 euro per le prime spese. Può essere richiesto dal settimo mese di gravidanza e spetta all'Inps, a cui fare domanda, erogare la prestazione e comunicare le esatte modalità operative.

Nuovo assegno universale per figli: per chi, quando, come funziona

Un unico assegno che vada a tutte le famiglie con figli, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori, e li accompagni fin oltre la maggiore età ovvero fino all'indipendenza economica. Si tratta del disegno di legge delega che riscrive le detrazioni e gli assegni familiari traducendoli in un unico strumento universale, progressivo oltre una certa soglia Isee e che va a scomparire per le famiglie più abbienti. Il nuovo strumento consentirebbe di coprire l'85% dei nuclei familiari e sarebbe declinato in tre fasce e due soglie Isee: la prima fino a 30.000 euro, entro la quale si prenderebbe l'assegno intero; la seconda fino alla soglia Isee di 50.000 euro nella quale si percepirebbe ridotto. Le tre fasce sono invece riferite alle età: l'assegno sarebbe più corposo, nelle prime stime a 200 euro a figlio, nei primi 3 anni di vita, per passare a 150 euro almesefino a 18 anni e ridursi a 100 euro al mese fino ai 26 anni.

Ma è ancora tutta da verificare la questione delle coperture economiche del provvedimento di cui il primo firmatario è Stefano Lepri. Il ddl non si propone solo di razionalizzare le attuali detrazioni per i figli a carico e le diverse forme di assegno familiare, ma anche di consentire l'accesso ai lavoratori autonomi e agli incapienti, prevedendo che per questa categoria il beneficio sia riconosciuto in denaro così da superare l'esclusione dalle detrazioni fiscali. Il costo dell'intera operazione è di 2 miliardi il primo anno e di 4 a regime, aggiuntivi rispetto agli attuali 16 che si spendono per le varie forme di sostegno per i figli. Circa 6,5 miliardi vanno agli assegni per i nuclei familiari, 7,5 per le detrazioni per i minori a carico, circa 800 milioni per l'assegno per i nuclei con tre figli minori e 1 miliardo per il bonus bebè introdotto quest'anno. Si tratterebbe quindi di passare da 16 a 20 miliardi complessivi.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il