Cartelle Equitalia Rottamazione, multe, cartelle esattoriali: proroga bocciata oggi martedì 14 Marzo. Cosa succede ora

Lo slittamento dei tempi per rottamare le cartelle sarà portato a casa, probabilmente con un atto ad hoc del Consiglio dei ministri.

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Cartelle Equitalia: problemi regole differenti



Salta la proroga della rottamazione delle cartelle Equitalia. O almeno non ci sarà con l'emendamento al decreto Terremoto con cui veniva assegnati 15 giorni supplementari di tempo a Equitalia per rispondere ai contribuenti indicando il nuovo importo da pagare e 21 giorni ai contribuenti per presentare domanda di definizione agevolata. La ragione è semplice: la commissione Ambiente della Camera dei deputati ha ritenuto inammissibile il cambiamento perché non attinente alla materia. Tuttavia lo slittamento dei tempi sarà portato a casa, probabilmente con un atto ad hoc del Consiglio dei ministri. I tempi sono naturalmente ristretti perché ci sono due settimane per il varo del provvedimento.

In attesa della proroga e del cambiamento del calendario fiscale, al momento della richiesta il contribuente può comunque scegliere di pagare l'importo dividendolo in 4 rate. Entro il 22 giugno l'agente della riscossione deve comunicare a chi ha aderito l'importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza. Le prime due rate sono pari ciascuna a un terzo del dovuto, le ultime due a un sesto. Sulle rate saranno calcolati gli interessi ma chi vuole può pagare in un unica soluzione. Le prime tre rate devono essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018. Il versamento della cartella scontata potrà esser fatto anche con la domiciliazione sul conto della banca, oppure con i bollettini precompilati. Possibile anche versare agli sportelli del concessionario della riscossione. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano.

Altri cambiamenti in arrivo

Più autonomia gestionale, più efficienza nella governance, meno duplicazioni tra vari organismi. Sono queste le linee guida su cui si sta muovendo il prossimo disegno di legge di riforma delle Agenzie fiscali, atteso entro l'inizio di aprile. Il piano dovrebbe ridefinire gli ambiti di competenza e delle Agenzie sulla falsariga delle indicazioni arrivate dall'Ocse e dal Fondo monetario nei mesi scorsi, mantenendo come linee guida gli obiettivi che agendo contemporaneamente su più fronti, dall'abbandono degli studi di settore alla dichiarazione precompilata, stanno progressivamente rivoluzionando il sistema fiscale italiano.

Presentando i rapporti richiesti dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che hanno in parte ispirato anche il decreto fiscale collegato alla manovra, Ocse e Fmi avevano entrambi insistito innanzitutto sulla necessità di ripristinare urgentemente l'autonomia delle Agenzie, spiega, approfittando della riforma della pubblica amministrazione. L'Ocse aveva suggerito in particolare che le agenzie avessero la libertà di decidere come realizzare i tagli di bilancio necessari e di procedere con maggiore autonomia all'assunzione e promozione del personale. Un punto non indolore soprattutto per l'Agenzia delle entrate, dopo le ferree regole di spending review, i concorsi bloccati e il caso dirigenti, e che il disegno di legge del governo dovrebbe quindi recepire.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il