Hillary Clinton-Obama: il dibattito si fa sempre più acceso. Ecco gli argomenti di confronto

La senatrice Clinton sembra aver vinto lo scontro con i suoi avversari democratici in questo quinto dibattito, confermando il vantaggio



In casa democratica c'è preoccupazione in merito agli attacchi che Obama e Edwards lanciano nei confronti della Clinton perchè, come fa notare il giornalista Stephen Collinson dell'AFP, "gli attacchi delle ultime due settimane nei confronti della Clinton hanno aperto potenziali aree di vulnerabilità, che il prossimo candidato repubblicano potrà sfruttare l'anno prossimo."

Per John Edwards, "la senatrice Clinton difende il sistema accettando soldi dalle lobby". Edwards critica la Clinton come massimo rappresentante di quei democratici che bloccano il cambiamento, definendoli "corporate democrats" (democratici delle corporazioni), interessati a difendere un "sistema allo sfascio". 

Per Obama, gli Americani vogliono sentire "risposte dirette a domande precise su argomenti concreti-risposte che, finora, non abbiamo ancora sentito dalla senatrice Clinton". In tema di sicurezza sociale, Obama è a favore della tassazione anche del reddito che supera la soglia dei $97.000 annuali per finanziare il Social Security, il sistema delle pensioni. La senatrice Clinton ha dichiarato invece d'essere contraria ad innalzare questo limite perchè danneggerebbe il ceto medio americano. 
Obama ha immediatamente risposto all'asserzione della Clinton accusandola di ignorare la realtà americana, dove solo il 6 percento della popolazione guadagna più di $97.000 annuali, e che questi non compongono certamente il ceto medio, bensì la classe più abbiente.  Obama ha accusato la senatrice Clinton di sostenere posizioni molto vicine a quelle sostenute dai candidati repubblicani Rudi Giuliani, l'ex sindaco di New York, e Mitt Romney, l'ex governatore del Massachusetts.

Sul tema della riforma del sistema sanitario nazionale, Obama e Clinton si sono scontrati duramente.  Secondo l'ufficio del censimento americano, circa 45 milioni d'Americani, pari al 15,3 percento della popolazione, non ha alcuna copertura assicurativa sanitaria. La Clinton ha lanciato una proposta chiamata "American Health Choices "(Scelta Sanitaria Americana) che prevede l'assicurazione obbligatoria per tutti i cittadini.  Obama propone, invece, un intervento che riduca i profitti della grandi case farmaceutiche e delle assicurazioni private, rendendo i premi più accessibili agli americani. 

Secondo Obama, non è necessario rendere obbligatorio l'assicurazione sanitaria, ma è necessario renderla più abbordabile. Per Edwards, è necessario creare un sistema di "responsabilità condivisa" fra governo, datori di lavoro, e singoli individui, per creare le condizioni affinché ogni cittadino americano possa essere coperto da un'assicurazione sanitaria. Edwards sostiene la necessità dell'intervento pubblico diretto sia agli individui, sia alle assicurazioni per favorire la massima copertura assicurativa dei cittadini.

In politica estera, Obama ha criticato la senatrice Clinton per le sue posizioni vicine al presidente Bush, rinfacciandole sia il voto che ha dato in diverse circostanze a favore dell'intervento americano in Iraq, sia la sua recente decisione di appoggiare il presidente George W. Bush nella sua politica nei confronti dell'Iran.  Edwards attacca la Clinton accostandola ai neoconservatori vicini a Bush, accusandola di aver sostenuto l'amministrazione repubblicana nella recente decisione di definire la Guardia Repubblicana iraniana un'organizzazione terrorista, dando al presidente il pretesto di usare la forza militare in un'azione preventiva contro l'Iran. Per Edwards, "la questione fondamentale è se il prossimo presidente sarà capace di riguadagnare la fiducia del popolo americano nella presidenza" nella conduzione della politica estera del paese.

Wolf Blitzer ha chiesto ai candidati democratici: "Che cosa ha la precedenza nei rapporti fra gli Stati Uniti ed il Pakistan, la questione dei diritti umani e politici del popolo pachistano o la sicurezza nazionale degli Stati Uniti?" Per tutti i candidati, il governo degli Stati Uniti deve usare la sua potenza per influenzare il presidente Pervez Musharraf a rispettare i diritti civili e politici dei pachistani, ma i candidati hanno espresso diverse opinioni in merito a quanta e quale tipo di pressione esercitare. Per Hillary Clinton ed il senatore del Connecticut, Christopher J. Dodd, la sicurezza nazionale deve sempre avere la priorità assoluta in materia di politica estera del presidente americano. Per Obama, la questione dei diritti umani e civili e la sicurezza degli Stati Uniti sono complementari: "Se gli Stati Uniti appoggiano incondizionatamente un regime antidemocratico, non si fa altro che alimentare l'impressione che agli Americani non importa cosa succede nel resto del mondo, e questo ci renderà meno sicuri".

Secondo la stampa americana, la senatrice Clinton sembra aver vinto lo scontro con i suoi avversari democratici in questo quinto dibattito, confermando il vantaggio già alquanto forte nei confronti di Obama e Edwards. Un sondaggio della Fox News del 14 novembre, il giorno prima del dibattito, confermava la Clinton al 44 percento contro il 23 per Obama e il 12 per Edwards.

Dopo il dibattito, un sondaggio della CNN, fra gli elettori democratici dello stato del Nevada, da alla Clinton il 51 percento, contro il 23 di Edwards. Le primarie in Nevada si svolgeranno il 19 gennaio, immediatamente dopo di quelle dell'Iowa e del New Hampshire, e potrebbero influenzare non poco l'andamento delle votazioni che seguiranno nelle settimane seguenti negli altri stati.

Hillary Clinton, durante il dibattito, ha provato a rafforzare la sua immagine di donna forte e decisa.  In una battuta indicativa del suo nuovo spirito battagliero, ha dichiarato di essersi presentata "con un'armatura d'amianto" pronta a respingere l'attacco dei suoi avversari democratici. Ora sarà interessante capire se gli attacchi personali fra i candidati democratici continueranno anche durante le primarie, sortendo effetti irreparabili nello scontro con i repubblicani, o se la necessità di unire il partito attorno al candidato più forte prevarrà.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il