Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 crescono privilegi pensioni e tendenza continuerà

Continuano i privilegi di novità per le pensioni solo per pochi: casi già noti e ultime notizie relative al mondo dell’editoria. Cosa cambia

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:36): Qui entra in gioco un'altra questione delicata di cui si dibatte da sempre ed è quella delle novità per le pensioni che siano quanto più universali possibili. Tuttavia la direzione imboccata è ben diversa e continuano a esserci molte differenze di posizioni tra caste privilegiate e, nelle ultime e ultimissime notizie, categorie svantaggiate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Tutti i sistemi che sono stati inseriti, a dire la verità pure pochi, finora come novità per le pensioni hanno creato privilegi ulteriori in quanto non sono stati metodi validi per tutti, ma solo per alcuni con determinate condizioni per accedervi che si sono aggiunti a quelli già esistenti che tuttora persistono nonostante nelle ultime notizie e ultimissime, si è affermato più volte la ferma volontà di eliminarli.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01):  Non si può certo dire che la pensione nel nostro Paese è uguale per tutti, anzi di privilegi ci sono e continuano ad aumentare nelle ultime notizie e ultimissime. E non solo, tenderanno ancora a crescere con le novità per le pensioni che si stanno cercando di portare a termine.

Privilegi e squilibri sociali continuano ad aumentare: nonostante da mesi si continuino a chiedere novità per le pensioni per rendere l’attuale sistema previdenziale più equo per tutti, le ultime novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 continuano ad essere sperimentali e solo per pochi (si parla di circa 50-60 mila persone a fronte di 300 che avrebbero i requisiti per richiederle), destinate dunque solo a determinate categorie di persone, lasciandone fuori altre, contribuendo, pertanto, ad aumentare ancor di più le differenze. E si tratta solo delle ultime notizie che di quelli che potremmo definire privilegi che vanno ad affiancarsi ad alcuni privilegi pensionistici già esistenti per alcune categorie di lavoratori.

Requisiti pensionistici attuali e privilegi solo per pochi

Se gli attuali requisiti pensionistici contro cui tanto si ‘lotta’ prevedono il raggiungimento di un’età anagrafica di 66 anni e sette mesi e un requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi per gli uomini che diventano 41 anni e 10 mesi per le donne, requisiti considerati decisamente troppo rigidi per alcuni lavoratori, vi sono categorie che, invece, possono andare già in pensione prima, indipendentemente dall’approvazione di quelle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che cambierebbero i requisiti pensionistici per tutti. Stiamo parlando di:

  1. lavoratori del comparto difesa e sicurezza che possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o avendo maturato 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica;
  2. dirigenti medici, ricercatori universitari e professori associati che possono andare in pensione a 65 anni;
  3. lavoratori del comparto dello spettacolo che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che diventano a 61 e 7 mesi, attori, conduttori, direttori di orchestra, lavoratori appartenenti al mondo della moda;
  4. cantanti, concertisti e orchestrali vanno in pensione a 61 anni di età e 7 mesi, che scendono a 58 anni e 7 mesi per le donne.
  5. lavoratori iscritti all'Ensarco (agenti e rappresentanti di commercio), che possono andare in pensione fino a due anni prima, cioè a 64 anni, con una decurtazione sulla pensione del 5% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare la propria occupazione;
  6. donne lavoratrici che grazie al contributivo femminile possono anticipare la propria età pensionabile, a 57 anni per le statali, a 58 per le lavoratrici private o autonome, con almeno 35 anni di contributi, accettando una pensione finale ridotta, fino anche al 30%, interamente calcolata con sistema contributivo;
  7. impiegati del settore privato che possono uscire due anni prima, cioè a 64 anni e che alla data del 28 dicembre 2011 fossero o meno regolarmente impiegati in attività da lavoro dipendente del settore privato;
  8. gli impiegati di aziende con più di 15 dipendenti a cui manchino solo 4 anni al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici che grazie alla cosiddetta isopensione possono andare in pensione, appunto, fino a 4 anni prima rispetto all’attuale soglia pensionistica, cioè a 62 anni.

Nuovi privilegi e novità per le pensioni per il mondo dell'editoria

 

Le ultime notizie che confermano che i privilegi continuano ad aumentare riguardano i lavoratori del comparto dell'editoria: stando a quanto stabilito, infatti, questi lavoratori possono andare in pensione fino a cinque anni se impiegati in aziende che dimostrino di essere profondamente in crisi. E', infatti, arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri alla nuova delega sull'editoria che prevede la possibilità per gli iscritti all'Inpgi dipendenti di aziende editrici in crisi di andare in pensione prima a condizione di aver raggiunto almeno 61 anni di età e 25 anni di contributi (passando dai precedenti 58 anni di età e 18 di contributi). Si tratta, dunque, di una novità che cerca di allineare l’età pensionabile di questa categoria di lavoratori agli altri, ma comunque garantendo loro la possibilità di un’uscita ancor prima, visto che è fissata a 61 anni, rispetto a quanto previsto dalle stesse novità per le pensioni attuali di mini pensione e quota 41, fissata a 63 anni, pru sempre limitate e non per tutti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il