Banca Popolare di Vicenza e Banca Veneta Bail In, fallimento, rischio e lista banche Aprile 2017 a rischio. Novità settimana

Verso la ricapitalizzazione precauzionale ovvero all'iniezione di soldi di Stato nei portafogli delle due banche venete.

Banca Popolare di Vicenza e Banca Veneta

Banche a rischio fallimento Bail in



AGGIORNAMENTO: Nella settimana che potrebbe rivelarsi cruciale per le sorti delle due Banche a rischio fallimento la tensione tra gli investitori e nel mercato finanziario cresce. Non si riesce ancora a capire se si riuscirà a fare la ricapitalizzazione di cinque miliardi per salvare i due Istituti oppure si sta scivolando lentamente, ma inesorabilmente, verso il bail in. In attesa di novità dell'ultima ora questo è il quadro attuale.

Si apre oggi lunedì 3 aprile una settimana che non inizia bene Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, alle prese con una ricapitalizzazione pubblica per nulla scontata. Dopo l'incontro a Francoforte con la Banca centrale europea, i due istituti di credito stanno cercando di uscire da una situazione non facile in un'epoca di banche a rischio fallimenti, bail in ed elenchi aggiornati di banche a rischio e sicure. Il consiglio d'amministrazione della Vicenza si è riunito per rispondere alle domande della Bce, che ha chiesto informazioni e chiarimenti sul piano industriale. Lo stato di salute delle due banche impone che i tempi siano più stretti possibile. Il tutto mentre Banca Popolare di Vicenza ha fissato l'assemblea per il 28 aprile. Oltre ai cda sta lavorando Francoforte, che deve approvare i piani industriali delle banche, dove è prevista la fusione dei due istituti. E sta lavorando l'Antitrust della commissione europea che deve dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale ovvero all'iniezione di soldi di Stato nei portafogli delle due venete.

E anche Banca d'Italia spinge sulle aggregazioni

In questo contesto di banche in crisi e a rischio fallimento, per gli istituti di credito italiani è necessario proseguire nel processo di concentrazione attraverso operazioni di aggregazione mirate perché l'aumento dimensionale permetterebbe di conseguire rilevanti economie di scala e di scopo, migliorando le condizioni di accesso ai mercati. A chiederlo è Banca d'Italia attraverso Carmelo Barbagallo, capo dipartimento della Vigilanza bancaria e finanziaria, magari pensando anche alla partita in corso delle banche venete. Il recupero di una adeguata redditività è una esigenza per tutte le banche europee e lo è a maggior ragione per le banche italiane.

Ma non è certo il vaglio del mercato che manca al settore: ai gruppi italiani quotati in Borsa fa infatti capo più di tre quarti dell'attivo del sistema a fronte di una media europea di circa il 60%. Intanto sul fondamentale tema della messa in sicurezza del sistema bancario è tornato il presidente del Consiglio, secondo cui se ci sono stati errori da parte delle banche bisogna trovare meccanismi perché vengano riconosciuti e pagati, ma non dal popolo dei risparmiatori. Sulla difesa del risparmio una delle prime cose urgenti da fare è quella finalmente di realizzare i decreti attuativi dell'arbitrato per ristorare migliaia e migliaia di risparmiatori traditi delle quattro banche, tra cui banca Etruria, ribatte a Gentiloni il presidente di Federconsumatori.

Da parte sua, il direttore generale per gli affari economici e finanziari della Commissione europea, Marco Buti, ha ricordato che c'è una questione che va oltre Monte dei paschi di Siena e le banche venete. A suo dire occorre affrontare il tema dei crediti deteriorati. Anche se togliamo di mezzo le questioni più acute del sistema bancario, c'è un problema più generale perché, con un livello di Npl così elevato, la fornitura del credito all'economia è ovvio che stenti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il