Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 inesorabile cresce senza sosta scontro tra generazioni

Cresce ancora lo scontro generazionale e continua ad essere sempre più evidente la necessità di importanti novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:33): Il rapporto tra occupazione e novità per le pensioni continua a essere molto stretto ma allo stesso tempo gli esecutivi che si stanno succedendo alla guida del Paese, come è chiaro dalle ultime e ultimissime notizie, stanno trascurando questo legame senza dare seguito con atti concreti. Il rischio è evidente: quello di una lotta sempre più aspra tra generazioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01):  Non c'è solo il fatto che si rimane al proprio posto più lungo in azienda, ma le stesse aziende assumono per differenti variabili che abbiamo spiegato nelle ultime notizie e ultimissime, sempre più 55-65enni, chiudendo ancora di più le oppurtunità ai giovani. E dall'altra parte senza novità per le pensioni gli stessi 55-65enni sono costretti, se perdono l'occupazione, a rilanciarsi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:30): Ulteriori dati oggettivi da una ennesima ricerca mostrano come lo scontro generazionale è sempre più evidente e in crescita e di come sarebbero necessarie le novità per le pensioni. Anche perché non sono dati temporanei o casuali nelle ultime notizie e ultimissime ma che continuano a ripetersi provenienti da più fonti differenti.

Si fa sempre più profondo il divario tra lavoratori più anziani e giovani senza occupazione, sempre più duro lo scontro generazionale in un società, quella italiana, in cui la classe lavorativa risulta la più anziana rispetto a quella degli altri Paesi comunitari. Troppi i lavoratori più anziani costretti a rimanere a lavoro sempre più a lungo dalle attuali norme pensionistiche che hanno aumentato l’età pensionabile per tutti, troppo pochi i giovani occupati che rappresenterebbero la vera risorsa per dare effettiva nuova spinta alla crescita economica del nostro Paese.

Ultimi dati su uno scontro generazionale sempre più duro

Continuano, dunque, ad emergere senza sosta le notizie secondo le quali i più anziani continuano a sovrastare la presenza di giovani nel mondo del lavoro, nonostante la maggior parte di questi ultimi vanti livelli di istruzione e cultura decisamente elevati, tanto da decidere, in alcuni casi, di lasciare l’Italia, alla ricerca di soddisfazioni fuori dai confini nazionali e che spesso non tardano ad arrivare. In patria, invece, bisogna arrivare a sperare che qualcuno almeno legga nuovi curriculum. Manca, come hanno spiegato diversi studiosi, la capacità da parte della classe dirigente italiana, e forse anche la volontà, di rinnovarsi, di aprirsi ai giovani che potrebbero facilmente diventare la leva di un nuovo sviluppo. Ed è chiaro che se la mancanza di iniziativa è anche accompagnata da norme che scoraggiano, nulla si muove.

Secondo le ultime notizie rese note dall'ente do gestione delle pensioni, i lavoratori ormai sono per lo più over 50, in particolare sono 7,5 milioni i lavoratori impiegati in Italia di età compresa tra i 50 e i 64 anni, con 511 mila nuove assunzioni avviate a gennaio di cui 91mila per le persone più avanti con l'età e 'solo' 74 mila per gli under 24. E' chiaro, dunque, come gli orientamenti siano verso età superiori ma non si tratta di una tendenza positiva, considerando che l'avvio di una concreta crescita economica è nelle mani dei giovani, ma anche che, d'altro canto, i lavoratori più anziani arrivano ad una certa età stanchi e incapaci, soprattutto per quanto riguarda determinate occupazioni, di rimanere ancora a lavoro, cosa che chiaramente li mette a rischio sugli stessi posti di lavoro. Paradossalmente, poi, in Italia gli over 50 sono i più licenziati ma anche i più occupati, perchè aumenta l'età media e si allunga il tempo di occupazione per chi ha un'età più avanzata.

Ulteriori dati e ricerche e rilancio della necessità di importanti novità per le pensioni

I dati sopra riportati sono solo gli ultimi in ordine di arrivo a dimostrare la  necessità di revisione dell’attuale sistema, troppo rigido, da modificare con profonde novità per le pensioni, come la quota 100 che, secondo molti, continua ad essere le soluzione pensionistica migliore per tutti. Un recente rapporto della Fondazione Bruno Visentini ha, infatti, già stabilito che se nel 2004 un ragazzo di 20 anni impiegava circa 10 anni per realizzarsi, nel 2020 ne impiegherà 18 che saliranno, ancora, a 28 nel 2030 28, avviandosi alla piena autonomia solo a 40 anni, età che, come ben si capisce, è troppo in avanti e non consente prospettive rosee né private, né pensionistiche. Altro recente dato che sembra indirizzare verso la necessità di novità per le pensioni è quello relativo all’andamento dell’efficienza, in Italia decisamente ferma e ben lontana dai livelli di altri Paesi comunitari, Germania in prima fila. Basti pesare che su un valore di 100, l’Italia è ferma a quota 94,5, mentre la Germania arriva a 109,2.

Per risolvere le divergenze tra generazioni, permettere ai lavoratori più anziani di collocarsi finalmente e riposo e ai più giovani di entrare a pieno titolo nel mondo occupazionale, contrariamente alle errate politiche e strategie decise dall’esecutivo per dare nuova spinta all’occupazione giovanile, servirebbero unicamente ulteriori novità per le pensioni che, contrariamente alle attuali novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 ancora limitate e sperimentali, siano universali per tutti e strutturali, come:

  1. novità per le pensioni di revisione dell’attuale sistema;
  2. novità per le pensioni di quota 100;
  3. novità per le pensioni di modifica del meccanismo delle probabilità di vita;
  4. novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza alcuna penalità,
  5.  

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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