Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 100 i contro e pro nell'alzare l'iva

Nuovo annuncio di aumento Iva, pro e contro e benefici di approvazione di ulteriori novità per le pensioni per rilancio dell’economia

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): Puntuale come ogni anno, anche nelle ultime e ultimissime notizie si torna a discutere dell'aumento delle aliquote Iva che porterebbe un aumento del gettito per l'erario ma potrebbe incidere sui consumi. Ovviamente in segno negativo, al pari di quanto accaderebbe per le novità per le pensioni e per gli stessi pensionati. A beneficiarne sarebbero solo le casse dello Stato in un'ottica di corto raggio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Sottolineiamo immediatamente che alzare l'iva non porta nessun beneficio alle novità per le pensioni al momento, in quanto il cosidetto scambio economico pensato nelle ultime notizie e ultimissime, sarebbe quello di una revisione delle imposte su chi una attività ce l'ha già, con la strana idea rivelatosi sbagliata, che porterebbe all'incremento di posti in azienda.

Tra taglio delle imposte sulle attività e aumento dell’Iva sembrano decisamente le ultime notizie rese note che, ancora una volta, non fanno alcune riferimento diretto a quelle importanti e profonde novità per le pensioni che, in realtà, dovrebbero essere le misure prioritarie sulle quali insistere per dare concreto rilancio all’economica italiana attraverso una nuova spinta al lavoro giovanile e alla produttività. Ma non è questa la strada che si intende intraprendere, alla luce delle ultime notizie arrivate dal dicastero del Tesoro. Attenzione puntata, ad oggi, soprattutto sull’annuncio di un aumento dell’Iva che, a fronte di alcuni pro, potrebbe avere moltissimi contro. Ma che comunque potrebbe essere attuato.

Effetti dell’aumento dell’Iva: pro e contro

Nonostante le prime critiche già arrivate, dal Dicastero del Tesoro spiegano che vi sono buone ragioni per aumentare l’Iva, imposta sui consumi, che potrebbe salire dal 10 al 13% e dal 22 al 25%, se a settembre, come riportato nel nuovo iter economico, non sarà attuata una concreta e seria revisione della spesa pubblica e degli sprechi. Tuttavia, se è vero che tra i pro dell’aumento dell’Iva dovrebbe esserci una spinta all’export, sono decisamente troppo i contro: alzare l’Iva significa portare tutti i prodotti ad un costo maggiore, riducendone, certamente, i consumi. Sale, dunque, l’Iva ma diminuiscono i consumi, anche in relazione ai beni importati. Saranno dunque scoraggiati i consumi e l’economia, in generale, tenderà a subire una nuova brusca fermata. All’aumento dell’Iva, stando a quanto riportano le ultime notizie, corrisponderà una riduzione delle imposte sulle attività che, secondo le stime, dovrebbe rilanciare il lavoro per i più giovani ma finora solo in maniera teorica, con il rischio che non si raggiungono i risultati sperati, esattamente come accaduto con la nuova norma sul lavoro introdotta dal precedente esecutivo.

Dovrebbe, dunque, aumentare il numero dei giovani occupati, aumentare il reddito, ma anche se così fosse non essendoci nuova spinta per i consumi, a causa di un aumento Iva che contribuirebbe solo ad alzare i pezzi di tutto, l’economica resterebbe comunque ferma. Secondo la Confederazione Generale Italiana degli Artigiani, l’aumento dell’Iva rappresenterebbe una vera e propria stangata per i cittadini, bloccando, di conseguenza, ogni possibile passo in avanti dell’economia.

Aumento Iva da scoraggiare e novità per le pensioni da rilanciare

Le ultime notizie su un possibile nuovo aumento dell’Iva non sono poi così positive e non lo sarebbero né per i consumi né per una concreta ripresa dell’economia, resta ancora l’incognita su quali potrebbero essere gli esiti della riduzione delle imposte sulle attività, mentre al Dicastero della Finanza non ci si rende ancora conto di quanto, invece, importante sarebbe rilanciare profonde novità per le pensioni di revisione dell’attuale sistema come quota 100 o quota 41 per tutti che sarebbero effettivamente in grado di rilanciare:

  1. impiego dei più giovani, attraverso il ricambio generazionale tra prepensionamenti dei lavoratori più anziano e conseguente impiego dei più giovani;
  2. produttività;
  3. consumi;
  4. capacità di risparmi, anche se nel lungo periodo.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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