Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 l'insegnamento dalla Gran Bretagna

Le differenze con l'Italia sono di metodo ma si riflettono evidentemente anche sui contenuti, incluse le novità per le pensioni.

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Pensioni: nuove regole allo studio



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): E la Gran Bretagna insegna almeno due elementi importanti nelle ultime notizie e ultimissime ovvero che ci vuole un esecutivo eletto dai cittadini con dei punti chiari e priorità che i cittadini stessi scelgono e che occorre avere sempre il consenso dei cittadini stessi. Cosa che nel nostro Paese manca da troppo, troppo tempo e le novità per le pensioni come gestite e trattate sono solo uno dei tanti, purtroppo, esempi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Il confronto con gli altri Paesi è sempre piuttosto impietoso, soprattutto quando di mezzo ci sono le novità per le pensioni. Ma questa volta è anche il metodo adottato in Gran Bretagna e abbondantemente riferito dalle ultime e ultimissime notizie, a rappresentare un grande insegnamento per l'Italia e la sua farraginosa e poco efficiente democrazia.

Il confronto con l'Italia è impietoso e non si tratta tanto di una questione di contenuti tra novità per le pensioni e cambiamenti di altri gangli vitali per il Paese. A stupire della decisione assunta dalla Gran Bretagna di decidere in quattro e quattr'otto di ritornare alle urne è il metodo. Il premier britannico (o la premier secondo il nuovo lessico italiano) ha capito che portare a casa i cambiamenti voluti dai cittadini, l'uscita del Paese dalla Comunità così come da risicato voto popolare, è necessario mutare i rapporti di forza nella Camera rappresentativa o comunque chiedere agli elettori di esprimere le proprie preferenze. E così, senza disperdersi nei trabocchetti e nei mille vicoli della democrazia, ma anche smentendo le affermazioni ripetute a più riprese nei giorni scorsi, ecco che c'è già la data del voto. Che tra l'altro è prossima: meno di due mesi di attesa.

Differenze con l'attuale esecutivo e impatto su novità per le pensioni

Le differenze tra la Gran Bretagna e l'Italia sono dunque di metodo, ma si riflettono evidentemente anche sui contenuti. Perché si tratta di aggiornare la rappresentanza istituzionale alle esigenze del momento e non tenerle ancorate ferme a quatto anni fa. Ed è anche questa una delle ragioni per cui alcune delle proposte sulle novità per le pensioni sono sempre più insistenti, ma senza che ci sia una risposta positiva. Basti pensare a

  1. assegno universale in favore di chi si trova senza occupazione e senza pensione;
  2. novità per le pensioni di quota 41 senza vincoli anagrafici e di storia occupazionale;
  3. revisione delle probabilità di vita o comunque abbassamento dell'età pensionabile per tutti a 62 anni senza distinzioni;
  4. eliminazione delle ricche pensioni degli alti esponenti istituzionali;
  5. novità per le pensioni di quota 100 cioè permettere di smettere l'attività occupazione quando tra età e anni di contribuzione maturata si raggiunge questa cifra.

Tutte queste proposte continuano a essere tenute da parte nonostante il progressivo allargamento della schiera di chi ne invoca subito l'introduzione. Al di là delle solite questioni di budget, sono tanti gli osservatori che puntano l'indice contro l'incapacità di questo esecutivo ad ascoltare le richieste dei cittadini sulle novità per le pensioni e altri grandi temi proprio per via di dare la precedenza ai calcoli personali ed elettorali prima ancora che alle esigenze vere e quotidiane del Paese.

Il grande insegnamento della Gran Bretagna al di là delle novità per le pensioni

Di conseguenza dalla Gran Bretagna arriva un grande insegnamento, da applicare nella gestione del Paese, incluso il versante delle novità per le pensioni: mettere al centro la rappresentanza. Quella vera che rispecchia la volontà della base, scavalcando giochi di palazzo. Utilizzando questo metro di valutazione, l'Italia avrebbe avuto tante ragioni per aggiornare la sua deputazione e quindi riscrivere il programma delle priorità:

  1. i dubbi dell'Alta Corte sulla legittimità delle Camere;
  2. lo scollamento tra cittadini che chiedono cambiamenti veri e rappresentanza sempre più impermeabile alle richieste, comprese quelle sulle novità per le pensioni;
  3. l'incapacità di scrivere le norme sul voto che vadano bene a tutti;
  4. il tentativo di cambiare le regole della Carta senza mandato.

Ed è allora difficile per questo Paese identificarsi con la classe parlamentare ovvero riporre fiducia sull'introduzione di cambiamenti veri e sani anche sulle pensioni e non rispondente ad altre logiche.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il