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Impiego dei fondi comunitari, ultime notizie su sprechi persistenti e ancora mancanza di importanti novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Proprio l'impiego dei fondi comunitari, o il cattivo impiego osservando tanti casi, è uno dei punti critici del nostro Paese. Non solo, ma ci sono anche episodi sempre più spesso narrati nelle ultime e ultimissime notizie, di budget stanziato ma non speso per assenza di progetti. Ma cosa sarebbe successo se fossero stati dirottati sulle novità per le pensioni o il rilancio dell'occupazione?

Continuano a non essere per nulla positive le ultime notizie sull’impiego degli ingenti fondi comunitari concessi ai diversi Paesi, Italia in prima fila. Le ultime notizie riguardano la cifra di ben 21 miliardi di euro che sono stati concessi da impiegare contro l’indigenza e che potevano essere impiegati per l’introduzione dell’assegno universale per tutti o per novità per le pensioni come la quota 100 o sistemi simili di novità per le pensioni volti al rilancio dell’occupazione giovanile che, come ormai ben sappiamo, porterebbe ad un contestuale rilancio di produttività e consumi allo stesso tempo. I 21 miliardi da investire in misure di sostegno e aiuti per i cittadini deriverebbero dal fondo di solidarietà comunitario ma non si sa ancora in quali misure saranno effettivamente investiti i nuovi soldi.

Fondi comunitari sprecati e impatto su novità per le pensioni

Se male impiegati, i nuovi 21 miliardi di euro potrebbero rappresentare un ulteriore spreco dei fondi che la Comunità ha concesso al nostro Paese. Del piano 2014-2020, è stato usato solo l’1,2% di 42,7 miliardi e le regioni di Campania, Lazio e Sicilia sono state le peggiori. Ma ci sono Paesi che hanno fatto anche peggio dell’Italia, Paesi come Belgio, Austria, Irlanda, Lussemburgo, Croazia e Romania. Ma non dimentichiamo casi virtuosi come quello della Germania che per ogni 100 euro dato all'Europa in tasse ne riceve 110 per progetti.

Ai 42,7 miliardi di euro, devono essere sommati i soldi del cofinanziamento nazionale che portano il totale a 73,6 miliardi. E dalle ultime notizie, sembra che i problemi più grossi siano delle singole Regioni, responsabili dei progetti, e delle singole iniziative, per ci spesso di distribuiscono risorse a pioggia per interventi che hanno poi uno scarso impatto sulla crescita effettiva dei territori che ne avrebbero più bisogno.

Partendo dal Fesr, per esempio, Fondo europeo di sviluppo regionale, mentre dalle ultime notizie emerge che la Valle D’Aosta ha speso già quasi il 10%, la Lombardia ne ha speso il 4,1% e nulla è stato ancora speso in Regioni come Sicilia, Campania, Abruzzo e Lazio. Stesso discorso per quanto riguarda i fondi comunitari del Fondo sociale europeo, per cui la Puglia non ha speso nulla a fronte di 7,1 miliardi previsti. Passando, poi, al fondo Feasr per l’agricoltura, a metà del programma 2014-2020 il Piemonte ha speso 124 milioni, la Lombardia 102 e la Toscana 51,8, ma la Calabria solo 9 milioni; la Sicilia, meno di 3 milioni; l’Abruzzo appena 2 e il Molise non arriva a un milione mentre la Campania si ferma a 783 mila euro. E’ chiaro, dunque, come si tratti di soldi davvero sprecati che se invece fossero stati utilizzati al meglio avrebbero potuto dare certamente ottimi risultati. Di contro, però, vi sono realtà locali che impiegano i soldi dei fondi comunitari per misure davvero importanti, iniziative sociali come assegno universale, staffetta generazionale o comunque aiuti.

Fondi comunitari e il caso dell’impiego di risorse a Milano

Citiamo, per esempio, il caso di Milano, dove è stato dato il via libera a:

  1. reddito di maternità;
  2. bonus badante;
  3. bonus tata e baby-sitter.

Si tratta di misure che prenderanno il via dal prossimo mese di maggio e destinate alle famiglie milanesi che si ritrovano a vivere in condizioni di maggiori difficoltà. Partendo dal reddito di maternità, si tratta di un bonus di 150 euro mensili da erogare per 12 mesi, attraverso una carta elettronica, che potrà essere richiesto da neo mamme residenti a Milano, con un Isee familiare fino a 17.000 euro. Sottolineiamo che il reddito di maternità si potrà cumulare con altre misure come l’assegno di maternità.

Per quanto riguarda il bonus badante, tata e baby-sitter, ‘Buono assistenza familiare’, si tratta di una misura destinata alle famiglie più bisognose che prevede un contributivo, da erogare in un’unica soluzione, di 1.500 euro e anche in questo caso destinato a famiglie con Isee familiare fino a 17.000. Per la richiesta del bonus badanti, tate e baby-sitter bisogna compilare l’apposito modulo, disponibile nelle prossime settimane, e consegnarlo, insieme al documento Isee in corso di validità, allo sportello CuraMi presso il Pio Albergo Trivulzio (via Trivulzio 15).

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di Marianna Quatraro pubblicato il