Acea: il titolo destinato a crescere secondo gli esperti dopo la presentazione del piano industriale

Acea presenta il piano industriale 2008-2011 e il mercato applaude. In realtà gli investitori avevano già scommesso sul titolo dell’utility romana.



Acea presenta il piano industriale 2008-2011 e il mercato applaude. In realtà gli investitori avevano già scommesso sul titolo dell’utility romana che in chiusura della scorsa ottava aveva messo a segno un netto recupero dopo la flessione accusata a seguito della presentazione dei risultati trimestrali che si sono rivelati inferiori alle attese, stando alle indicazioni di Cheuvreux.

Gli esperti del broker francese avevano confermato il rating outperform sul titolo con target price a 16 euro visto che “nonostante la debolezza emersa nell’ultimo trimestre Acea ha confermato la guidance di una crescita a doppia cifra per l’Ebitda”, sottolineando che la presentazione del nuovo piano industriale sarebbe stata l’occasione per dare nuova visibilità alla società.

Così è stato: la municipalizzata romana si attende una crescita nell’ordine del 10% medio annuo del margine operativo lordo (che dovrebbe attestarsi a 858 milioni di euro nel 2012 grazie anche al consolidamento di Tirreno Power a partire dal 2008) e un utile netto di gruppo in aumento a 203 milioni di euro nel 2008 e a 292 milioni nel 2012. Gli investimenti complessivi previsti nel quadriennio sono pari a 2.054 milioni di euro. Prospettive che hanno allettato gli investitori.

Ma a trainare al rialzo le quotazioni della multiutility sono stati anche i nuovi accordi in campo idrico, dopo la crescita quasi piatta registrata in questo business nell’ultimo trimestre.

Acea infatti ha firmato un accordo quadro a Firenze per l’avvio del processo di costituzione di un operatore idrico al servizio di 2,4 milioni di cittadini il cui fatturato sarà pari a oltre 300 milioni di euro.

Un’analisi comparativa evidenzia infine che ci sono anche motivi di carattere fondamentale alla base del rinnovato interesse nei confronti del titolo. Il rapporto tra prezzo e utili, pari circa a 17, non è solo inferiore alla media europea di settore (circa 20) ma anche a quello dei principali competitor italiani.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il