Elezioni in Russia: il partito Russia Unita di Putin destinato a vincere. Che cosa farà il leader ?

Vladimir Putin corre come capolista del partito Russia Unita ed è più che mai deciso a non abbandonare la scena politica anche dopo la scadenza del suo mandato



Russia alle urne, domenica 2 dicembre. In ballo c'è il rinnovo dei 450 deputati della Duma, la Camera bassa del parlamento. Ma il voto, grazie alla nuova legge elettorale, sembra ritagliato su misura per consacrare una volta di più il presidente Vladimir Putin, che corre come capolista del partito Russia Unita ed è più che mai deciso a non abbandonare la scena politica anche dopo la scadenza del suo mandato di capo dello Stato in marzo.

Per la prima volta, infatti, la Duma verrà eletta con un sistema proporzionale puro e una soglia di sbarramento portata dal 5 al 7 per cento, mentre le precedenti consultazioni del 2003 si erano tenute con un sistema misto di proporzionale e uninominale. L'elezione dei deputati, inoltre, sarà possibile solo se questi sono collegati alle liste dei partiti, il che esclude la presenza di candidati indipendenti. Ma le nuove regole hanno anche reso molto più difficile la registrazione dei partiti, limitando la corsa elettorale a quelle sole formazioni organizzate sull'intero territorio e in grado di contare su almeno 50 mila iscritti (laddove in passato ne bastavano diecimila).

La nuova legge appare dunque mirata a lasciare importanti partiti d'opposizione fuori dal Parlamento, favorendo, di contro, lo schieramento dato per favorito, che ovviamente è quello del presidente. Ben 35 partiti, infatti, avevano presentato domanda di iscrizione in vista delle consultazioni, ma solo in 11 sono stati dichiarati ammissibili dalla Commissione elettorale centrale, che ha contestato agli altri la validità delle firme degli aderenti o la presenza sul territorio. E di questi, neanche a dirlo, l'unico certo di superare la soglia di sbarramento del 7 per cento è Russia Unita. Tuttavia, per preservare un'ombra di democraticità, la legge prevede, nel caso passi un solo partito, che anche il secondo arrivato venga ammesso alla Duma.

Putin a parte, secondo i sondaggi gli unici ad avere qualche chance di superare lo sbarramento sono il Partito liberaldemocratico dell'ultranazionalista Vladimir Zhirinovski e il Partito comunista di Gennady Zyuganov (l'unico che, nel 2004, si schierò apertamente contro le leggi di riforma del sistema partitico ed elettorale). Ma le stesse proiezioni assegnano a Russia Unita i due terzi dei seggi alla Camera bassa, cosicché il "partito del Presidente" verrà probabilmente a trovarsi privo di ogni reale opposizione.

Quanto ad Altra Russia, la formazione dell'ex campione di scacchi Garry Kasparov - uno dei più tenaci oppositori di Putin, arrestato domenica durante una manifestazione di protesta a Mosca e S. Pietroburgo e trattenuto in cella per cinque giorni - il problema è stato risolto dalla Commissione elettorale, che non ha ritenuto soddisfatti i requisiti per iscriverla come partito.

Con queste premesse e dato il controllo che il Cremlino esercita sui media, l'incognita del voto di domenica risiederà unicamente nell'estensione della vittoria di Putin, e nell'affluenza alle urne. L'astensionismo è infatti un pericolo da scongiurare ad ogni costo, che spiega in parte l'enfasi e i toni apocalittici utilizzati da Putin in campagna elettorale. Un'affluenza bassa o molto bassa sarebbe infatti un risultato inaccettabile per "zar Vladimir", come lo chiamano i suoi oppositori. Uno smacco, per uno "zar" che vanta consensi attorno all'80 per cento della popolazione e che ha più volte definito l'appuntamento di domenica come un "referendum" sulla sua figura politica e sul suo "piano" per la Russia, tra l'altro mai apertamente spiegato.

Il "piano Putin" consta infatti di pochi, semplici e generici punti: sviluppo economico, forte ruolo dello Stato e politica estera indipendente (è notizia di oggi la decisione di Mosca di sospendere unilateralmente il trattato sulle armi convenzionali in Europa). Ma i toni sono concentrati soprattutto sulla figura del presidente: "Sostenete il piano Putin", "Votate Putin" recitano i cartelli elettorali che tappezzano le strade, in una campagna elettorale dai fortissimi accenti personalistici, che mischia tecniche sovietiche con kermesse in stile americano (o berlusconiano).

La propaganda per Russia Unita, d'altronde, s'intreccia con quella per la rielezione di Putin ad un terzo mandato da presidente, vietata dall'attuale Costituzione ma che ha visto numerose manifestazioni di massa "spontanee" nelle 30 regioni della Russia e la raccolta, riferiscono i media russi, di 30 milioni di firme per incoronarlo "leader nazionale". Ed è qui che si innestano le maggiori speculazioni, divise tra chi ritiene che Putin si "accontenterà" del ruolo di Primo ministro, piazzando comunque un suo fedelissimo al Cremino, e chi pensa invece che, una volta conquistati almeno i due terzi dei seggi alla Duma, Russia Unita voglia cambiare la Costituzione per rendere possibile il terzo mandato.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il