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Questione pensionistica e necessità di rilancio di novità per le pensioni tra falsa demagogia e dati oggettivi: situazione e ricerche

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:03):  Non serve a nulla, non occorre nulla anzi è addirittura demagogia pura la necessitià delle novità per le pensioni secondo alcuni nelle ultime notizie e ultimissime nonostante tutti i dati oggettivi e il parere non solo degli esperti ma anche di chi ha creato questo sistema che ora afferma chiaramente che vi sono errori da sistemare

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:01):  Il sistema come è quello attuale va bene e tutte le motivazioni per le novità per le pensioni si rivelano nella realtà false, motivazioni puramente ideologiche e demagogiche. Così alcuni nelle ultime notizie e ultimissime ancora ritengono.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:59): Vi è ancora nonostante tutto chi crede che tutte quelle novità per le pensioni che si ritengono urgenti e imprescindibili a 360 gradi nelle ultime notizie e ultimissime, non servono davvero e sia una mera questione demagogica.

Se è vero che le ultime notizie sulla condizione di pensioni e pensionati e sull’andamento dell’occupazione nel nostro Paese non sono affatto positive è anche vero che estremizzare fino a creare allarmismo e troppo pessimismo non fa di certo bene. Sono diverse le ricerche condotte recentemente sulla condizione di vita dei cittadini italiani, sulle loro dichiarate priorità, sulle misure necessarie per invertire un’attuale tendenza che certamente non soddisfa i reali bisogni della gente.

Condizioni pensionistiche e occupazionali falsa questioni demagogiche

Secondo le ultime notizie spiegate da alcuni studiosi, nonostante la comprensibile situazione di amarezza e delusione per come stanno andando le cose nel nostro Paese, sia per quanto riguarda le pensioni, sia per quanto riguarda l’occupazione, le lamentele e le proteste sarebbero decisamente esagerate. O, addirittura, definite infondate. E dalla stessa ricerca risulta anche la falsa questione demagogica delle pensioni: secondo quanto spiegato, infatti, l’idea secondo cui un giovane può trovare occupazione solo se si cambia l’attuale sistema permettendo prepensionamenti ai lavoratori più anziani ora costretti a rimanere sempre più a lungo a lavoro per le norme pensionistiche in vigore, nonostante la logica decisamente lineare, non sarebbe propriamente corretta.

E le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione tra i più anziani e tra i più giovani ne è una dimostrazione: gli studiosi hanno, infatti, dimostrato come l’andamento dell’occupazione nel nostro Paese non dipenda solo dalle norme pensionistiche che, come tanti hanno asserito, bloccano l’occupazione stessa, impedendo ai più giovani di entrare a pieno titolo nel mondo occupazionale, ma da una serie di variabili che sono diverse e tante.

Demagogia, secondo la recente ricerca, anche sulla questione di obbligo a lavoro fino a tarda età: nonostante le norme pensionistiche in vigore abbiano infatti aumentato l’età pensionabile per tutti, al momento fissata a 66 anni e sette mesi, secondo le ultime notizie, nel 2014, l’età media di pensionamento nel nostro Paese è risultata tra le più basse d’Europa, il che dimostrerebbe che non è vero che i lavoratori rimangono in attività più a lungo e che i rischi che corrono soprattutto alcune categorie di lavoratori, lavorando fino a tarda età, potrebbero essere gli stessi rischi che tutti correrebbero svolgendo determinate occupazioni. Potremmo, dunque, dire, leggendo queste ultime notizie, che un rilancio di importanti novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti potrebbe sì migliorare le condizioni di tanti ma non essere poi così fondamentali e cruciali si ripete da tempo.


Realtà ben diversa, dati oggettivi e reale necessità di rilancio di novità per le pensioni

Eppure i dati reali e oggettivi smentiscono la falsa questione demagogica dimostrando quanto le importanti novità per le pensioni siano in realtà necessarie per dare nuovo slancio all’occupazione e risolvere i problemi creati dalle stesse norme pensionistiche attualmente in vigore. Stando a quanto riportano le ultime notizie di un recente studio presentato dal nuovo Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche, però, il mondo occupazionale è decisamente cambiamento dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche e dalla nuova norma per l’occupazione introdotta dal precedente esecutivo. Secondo lo studio, è vero che senza le attuali norme pensionistiche ci sarebbero state 35mila assunzioni in più ma senza l’attuale norme per l’occupazione ne sarebbero saltate circa 710 mila.

In particolare, stando a quanto reso noto, senza nuova norma per l’occupazione, si sarebbe passati dai 930 mila contratti stabili del 2014 ai 960 mila del 2015, 30 mila in più, dunque, mentre la nuova norma per l’occupazione ha permesso di far salire le nuove occupazioni stabili a 1 milione 670 mila. Ma analizzando gli effetti delle norme pensionistiche attuali, i risultati sono ben diversi ed emerge chiaramente come il risultato diretto dell’aumento dell’età pensionabile per tutti sia stato un totale blocco di pensionamenti e nuovi ingressi nel mondo del lavoro, con i più anziani costretti a rimanere a lavoro sempre più a lungo e che non riescono ad andare in pensione e i più giovani che non vengono assunti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il