Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 regioni per rilancio pensioni più avanti sempre

Le singole regioni italiane continuano a muoversi da sole per novità per le pensioni: ultimo caso e altri esempi

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:47): Esecutivo e amministrazioni locali viaggiano a velocità differenti anche sulle novità per le pensioni. Da una parte si assiste a un procedere a scartamento ridotto, con lentezza e gradualità tali da essere una costante fonte di preoccupazione. Dall'altra ci sono le regioni che, come abbiamo visto dalle ultime e ultimissime notizie, cercano di mostrare più efficienza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): E le regioni non si inventano nulla, ma riescono ad applicare le novità per le pensioni che a livello centrale nelle ultime notizie e ultimissime non si riesce o non si vuole attuare come dimostrano anche questi recenti casi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:30):  In una sconfortante paresi, sono le regioni le poche realtà che stanno facendo qualcosa di concreto per le novità per le pensioni e continuano ora ad andare avanti nelle ultime notizie e ultimissime in questa direzione

Singole regioni italiane ancora pronte a rilanciare in maniera del tutto autonoma novità per le pensioni già avviate senza attendere le decisioni a livello nazionale da parte dell’esecutivo: le ultime notizie sono ben chiare e mentre l’esecutivo continua a temporeggiare e rimandare discussioni e approvazione delle importanti novità per le pensioni, come quota 41 per tutti e quota 100, che sarebbero molto vantaggiose sia per i lavoratori, sia per il rilancio di occupazione giovanile e in termini di risparmi, favorendo un riavvio alla ripresa economica, le regioni si continuano a muovere da sole.

Le ultime notizie di novità per le pensioni approvate in una singola regione

L’ultimo esempio di approvazione di novità per le pensioni presa in piena autonomia in una singola regione arriva dall’Emilia Romagna dove, secondo quanto riportano le ultime notizie, dove è stato deciso il taglio delle ricche pensioni degli esponenti istituzionali attualmente eletti. Si tratta di una misura che porterà al risparmio di circa un milione di euro secondo le stime, almeno per questa legislatura, chiaro esempio di quanto si potrebbe risparmiare a livello nazionale se fosse approvato lo stesso piano di tagli per tutti i parlamentati italiani e non solo. Misura che però sembra totalmente bloccata. Le ultime notizie, infatti, confermano l'esistenza di una proposta di legge che mira proprio a rivedere le elevate pensioni degli alti esponenti politici, a firma Richetti del centrosinistra che sarebbe sostenuta anche dai pentastellati, ma che continua a rimare ferma senza essere mai calendarizzata per la discussione in Aula. Ennesimo esempio di scandalo all'italiana.

Sicilia, Piemonte, Calabria sono alcune delle Regioni che, senza aspettare le decisioni dell’esecutivo a livello nazionale per quanto riguarda l’approvazione di importanti e profonde novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti, hanno già deciso autonomamente di approvare novità per le pensioni interne per modificare l’attuale sistema. In Sicilia , infatti, ormai da due anni circa, è stata pprovata la novità per le pensioni di quota 100 per i dipendenti regionali in esubero, mentre in Calabria, per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione, oltre un anno fa ormai, è stato definito uno scivolo di accompagnamento alla pensione finale in cambio di immediata risoluzione lavorativa accompagnata da contestuale nuova assunzione di più giovani, sistema messo a punto per favorire i prepensionamenti dei lavoratori più anziani da una parte, e, dall’altra, per dare nuova spinta all’occupazione tra i più giovani.

Via libera, invece, in Piemonte, al part time per i lavoratori con più di 50 anni, dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa con sede nella Regione, cui mancano tre anni di contributi per raggiungere la pensione finale. Anche in tal caso, questa possibilità di uscita prima è stata pensata per permettere l’assunzione a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato di un giovane disoccupato, di età compresa fra i 18 e i 32 anni. Il lavoratore che passerà al part time continuerà a ricevere dall’impresa il regolare pagamento dei contributi che in parte sarà coperto dall’impresa stessa e in parte dall’ente di gestione delle pensioni.

I casi di Toscana, Puglia, Lombardia ed Emilia Romagna e novità per le pensioni avviate

Anche i casi di Toscana, Puglia ed Emilia Romagna sono piuttosto emblematici per l’avvio di novità per le pensioni e misure sociali importanti, da tempo in discussione all’esecutivo ma che ancora non sono state approvate. In Toscana, il governatore ha dato il via al piano di rimborso totale ai pensionati, seguendo quanto deciso dall’Alta Corte, andando oltre i temporeggiamenti dell’esecutivo nazionale; in Puglia, il governatore, particolarmente attento al sociale, già lo scorso anno ha dato il via ad una sorta di assegno universale nella sua regione, così come avviato, sempre lo scorso anno, anche in Lombardia dall’attuale governatore della regione, e le ultime notizie confermano l’introduzione dell’assegno universale anche in Emilia Romagna, misura di sostegno sociale per cittadini residenti nella Regione da almeno due anni, con un reddito Isee inferiore a 3 mila euro all'anno possano, e del valore massimo di 400 euro mensili valido per 12 mesi. Anche il Trentino Alto Adige, ancor prima delle regioni appena citate, insieme alle Marche ha introdotto l’assegno universale per i suoi cittadini.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il