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Italia, aggiustamento conti non strangola economia

L'aggiustamento dei conti pubblici chiesto all'Italia dall'Unione europea è difficile, ma permette di non strangolare l'economia nazionale



L'aggiustamento dei conti pubblici chiesto all'Italia dall'Unione europea è difficile, ma permette di non strangolare l'economia nazionale.

A dirlo è il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, nella conferenza tenuta dopo che l'Ecofin ha approvato la raccomandazione Ue all'Italia.

"La raccomandazione è stata approvata, non c'è niente di nuovo. L'aggiustamento che ci viene chiesto dall'Unione europea, pur difficile, consente di non strangolare l'economia", ha detto Siniscalco. "L'aggiustamento dello 0,8 (del deficit/pil) non è una passeggiata, ma è sopportabile".

In tema di obiettivi condivisi con la commissione "io con il Dpef mi impegno a fare meno di 4,3% di deficit/Pil nel 2005, meno del 4% in 2006, meno del 3 in 2007", ha spiegato il ministro, aggiungendo che qualora il tasso di crescita nel 2006/2007 fosse inferiore alle previsioni della commissione occorrerebbe ridiscutere gli impegni.

In tema di Irap "qualsiasi cosa si faccia, il primo anno tagliare di 5 miliardi non si può fare nemmeno con la buona volontà" ha annunciato Siniscalco.

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