Elezioni Uk aggiornamenti tempo reale oggi risultati ufficiali giovedì 08-06 proiezioni, exit poll chi vince e domenica comunali

Doppio appuntamento con il voto: oggi la Gran Bretagna sceglie il premier, domenica i cittadini sceglieranno i sindaci.

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Elezioni comunali: 11 giugno primo turno



Urne protagoniste sia oggi giovedì 8 giugno 2017 con le elezioni in Gran Bretagna e sia domenica 11 giugno con le elezioni comunali. Seguiremo questi appuntamenti da vicino ovvero forniremo aggiornamenti in tempo reale, dati sull'affluenza, proiezioni, exit poll su chi vince in attesa dei risultati finali. In fin dei conti la partita è alta in entrambi i casi. Subito dopo la chiusura della urne e l'accertamento del numero dei votanti, inizieranno infatti le operazioni di scrutinio. Per risultati e aggiornamenti in tempo reale sull'andamento degli scrutini, il sito di riferimento è quello del Ministero dell'Interno, ma invitiamo a seguire anche noi per la diretta live. Ci sono quattro capoluoghi di regione interessati (Genova, Palermo, L'Aquila e Catanzaro) e svariate altre città, piccole o grandi che siano.

Il Ministero dell'Interno ricorda che gli elettori interessati dalle urne comunali di domenica 11 giugno, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre a un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente che ha sostituito il certificato elettorale. Si vota in una sola giornata.

Gran Bretagna al voto oggi giovedì 8 giugno 2017

Dunque la Gran Bretagna va al voto a muso duro e con un po' di inquietudine per via dell'allarme terrorismo. La premier si gioca il tutto per tutto, mostrando il pugno di ferro sulla sicurezza e svoltando a destra, per difendere oggi quella vittoria elettorale che da settimane viene annunciata come un immancabile destino e che sondaggi e analisti di grido continuano nonostante tutto a pronosticare. Ma che potrebbe non essere il trionfo che la premier Tory assaporava quando poco più di un mese fa decretò il voto anticipato con una disinvolta piroetta. A rimescolare le carte, più del sangue versato dalla violenza jihadista a Manchester o a Londra, è stata la sfida di Jeremy Corbyn.

Si tratta del vecchio leader laburista radicale che l'establishment immaginava e sperava votato a una disfatta irrimediabile, ma che diverse rilevazioni danno in rimonta. E che, se non altro, è riuscito a occupare uno spazio centrale nella campagna, approfittando di passi falsi dell'avversaria, a riempire le piazze come non si vedeva da decenni, a risvegliare dal torpore del malcontento sociale sacche di disillusi. Probabilmente non abbastanza per invertire i giochi. Ma per renderli meno scontati, sì. Gli elettori aventi diritto sono quasi 47 milioni. In palio, i 650 seggi alla Camera dei Comuni. E il numero magico è 326, la maggioranza assoluta, da conquistare nei collegi maggioritari in ciascuno dei quali il primo prende tutto.

Ma per il Partito Conservatore non andare oltre i 331 attuali sarebbe una figuraccia. E restare sotto i 326, aprendo le porte a un parlamento senza maggioranza che gli ultimi sondaggi non escludono, sarebbe un disastro. Per evitare la sua fine politica, Theresa May ha martellato su un concetto: ogni voto per lei è un voto per una Gran Bretagna più forte e indipendente, come ha ripetuto nel suo appello di chiusura, al termine di una girandola d'incontri su e giù per l'isola.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il