Voucher nuovi 2017: come funzionano, cosa cambia. Tutte le novità ufficiali approvate dalla Manovra Correttiva Governo Gentiloni

Il testo non fa espressamente riferimento a nuovi voucher cancellati con una certa rapidità nel marzo del 2017 da Governo e Ministro del Lavoro Poletti, ma la realtà è che i buoni lavoro Inps tornano

Voucher nuovi 2017: come funzionano, cos

Cosa prevede la Manovra Correttiva in materia di nuovi voucher 2017. Cosa cambia rispetto al passato?



Quello che era stato espulso come oggetto indesiderato dalla porta appena tre mesi fa, rientra dalla finestra con l’approvazione al Senato, della manovra correttiva che ha quindi reintrodotto i buoni lavoro Inps, la nuova formula utilizzata per denominare i vecchi voucher. Il testo risultante dalla conversione in legge appare parzialmente modificato rispetto al decreto licenziato dal Governo.

Si tratta di uno strumento pensato per garantire la retribuzione dei lavori occasionali in sostituzione dei vecchi voucher. Come funzionano e cosa cambia rispetto al passato? Domande a cui non si può che dare una risposta chiara e dettagliata offrendo tutte le informazioni, a partire dalle novità ufficiali approvare dalla Manovra Correttiva del Governo Gentiloni passata al Senato con 144 voti favorevoli, 104 contrari e un solo astenuto, dopo il via libera della Camera dei Deputati.

Il testo non fa espressamente riferimento a nuovi voucher cancellati con una certa rapidità nel marzo del 2017 da Governo e Ministro del Lavoro Poletti, ma la realtà è che i buoni lavoro Inps tornano, con una nuova livrea, ma con la stessa sostanza.

Voucher nuovi 2017 cosa cambia

I voucher nuovi 2017 saranno uno strumento diverso dalla precedente versione. Ecco cosa cambia. Saranno innanzitutto differenziati sulla base del committente: se il datore di lavoro è una famiglia bisognerà utilizzare il nuovo libretto telematico dei buoni lavoro Inps. Per le piccole aziende invece sarà possibile usufruire anche del contratto telematico.

Come funzionano e chi potrà utilizzare i nuovi voucher 2017

Ma quindi come funzionano e chi potrà utilizzare i nuovi voucher 2017? I due nuovi strumenti per la retribuzione dei lavori a prestazione occasionale e per la retribuzione dei lavori domestici introducono nuove regole e nuovi limiti. Questo è il risultato finale di un dibattito interno ed esterno alle istituzioni che ha occupato per mesi la scena pubblica. Cambia l’importo. Previsti nove euro all’ora per i lavoratori delle piccole imprese e dieci per colf, bandati, babysitter e piccoli lavori domestici.

I voucher che potranno utilizzare i datori di lavoro domestici diventano il Libretto famiglia per la retribuzione di colf, badanti e per altre prestazioni a carattere occasionale. Questo oggetto sarà nominativo e si potrà acquistare sia online sul sito dell’Inps e sia in maniera tradizionale presso l’ufficio postale. Al suo interno buoni lavoro di dieci euro all’ora ai quali si va ad aggiungere 1,65 euro per i contributi, 0,25 euro per la copertura assicurativa Inail e dieci centesimi come onere di gestione a carico del privato.

Il costo unitario dei nuovi voucher per le famiglie sale quindi a dodici euro, due in più rispetto al passato. Il tetto di compensi che si possono ricevere in un anno è stato fissato a cinquemila euro, ma il lavoratore non potrà percepire più della metà da un singolo datore di lavoro. Tra le nuove regole viene introdotto il diritto per il lavoratore ai riposi giornalieri e settimanali e non sarà possibile essere retribuiti con il libretto famiglia nel caso in cui con il medesimo datore di lavoro ci sia stato, da meno di sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Novità voucher 2017 per le imprese

Nel testo sono contenute anche importanti novità per quel che riguarda i voucher 2017 che le imprese possono utilizzare. Quelle che non superano i cinque dipendenti, saranno le sole a poter usufruire del nuovo contratto telematico per le prestazioni occasionali. La retribuzione base per il lavoratore sarà di nove euro, ai quali si aggiungono i contributi Inps del 33% del compenso e il premio Inail contro gli infortuni sul lavoro. La paga giornaliera non potrà essere inferiore a trentasei euro e la prestazione non potrà essere superiore a quattro ore continuative.

Anche in questo caso non si può utilizzare il contratto telematico in caso di rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione nei sei mesi precedenti. Anche le Pubbliche Amministrazioni potranno dotarsi di questo strumento, ma solo in caso di emergenze, eventi o manifestazioni sportive. Il tetto massimo di retribuzione con contratto telematico a prestazione occasionale resta fissato a cinquemila euro all’anno e resta il limite di 2.500 euro di retribuzione da singolo committente, con un monte ore annue fissato nel numero di duecento ottanta.

Tabacchi e banche non potranno più venderli e per acquistarli bisognerà svolgere una procedura telematica interamente gestita dall’Inps. Il datore di lavoro è tenuto a comunicare con almeno un’ora di preavviso l’avvio della prestazione di lavoro occasionale tutte le informazioni e le ore che verranno lavorate. Restano invariate le sanzioni: il datore di lavoro dovrà assumere obbligatoriamente il lavoratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato se non vengono rispettate le nuove regole. Norme che rischiano di riaccendere di nuovo la polemica anche nel mondo delle forze sociali che non vedono di buon occhio provvedimenti del genere.

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di Luigi Mannini pubblicato il
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