Partita Iva: malattia. Regole ufficiali con il Job Act Autonomi. Aiuti e sostegni per professionisti

Due milioni di possessori di Partita Iva hanno atteso con trepidazione e un pizzico di impazienza che il Job Act per gli Autonomi diventasse legge. Finalmente regole precise per il lavoro autonomo

Partita Iva: malattia. Regole ufficiali

Cosa cambia e quali sono le novità dopo l'approvazione del Job Act per gli autonomi



La platea degli interessati, i circa due milioni di possessori di Partita Iva, ha drizzato le antenne quando, finalmente, dopo una lunga attesa, il Job Act per gli Autonomi è diventato una legge dello Stato. Un provvedimento che disciplina attraverso un apposito statuto le regole per il lavoro autonomo non imprenditoriale. A iniziare dalla malattia, uno degli aspetti che più stanno a cuore a chi, fino a questo momento, non ha potuto, in pratica, accampare alcun diritto in questa materia e che, grazie alle nuove regole ufficiali potrà usufruire di aiuti e sostegni molto graditi.

Il Job Act Autonomi, proprio in conseguenza delle importanti novità che introduce per i professionisti oltre alla veste che già si conosceva, quella di contratto a tutele crescenti e decontribuzione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, assume un ruolo più ampio occupandosi, per la prima volta in modo concreto, di un mondo a lungo trascurato. Quello delle partite iva.

Partita Iva 2017 nuove regole malattia

Chi possiede una Partita Iva ricorderà il 2017 come l’anno in cui il Job Act Autonomi ha introdotto nuove regole che finalmente vanno ad incidere su aspetti non secondari della vita professionale di ciascuno. Legati anche alla malattia. Oltre a quelle che riguardano nello specifico la malattia, sono diverse le misure previste per garantire maggiori tutele su maternità e pagamenti certi. Anche la Dis Coll è stata rafforzata ed estesa ai dottori di ricerca titolari di borsa di studio e agli assegnisti. Maggiori garanzie sui pagamenti e una regolamentazione più puntuale anche dello smart working per i lavoratori dipendenti.

Aiuti e sostegni malattia per professionisti

La normativa prevede che aiuti e sostegni vengano concessi anche in caso di gravidanza oltre che di malattia per i professionisti con Partita Iva. Il lavoratore dovrà, in caso di malattia o infortunio sul lavoro, inoltrare una specifica richiesta che di fatto sospenderà, senza diritto al pagamento, l’attività lavorativa per un periodo che non potrà superare i centocinquanta giorni all’anno, fatto salvo il venir meno dell’interesse del committente. In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento delle specifiche mansioni per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso fino ad un massimo di due anni.

Trascorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. Inoltre, i periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparati alla degenza ospedaliera.

Nuove regole Job Act Autonomi Partita Iva 2017

Le nuove regole contenute nel Job Act Autonomi sulla malattia per chi possiede una Partita Iva 2017 estenderanno le tutele con la possibilità di sospendere l’attività per un massimo di cinque mesi. Si va incontro all’interruzione del versamento dei contributi e alla riscossione di premi assicurativi per un massimo di due anni. L’indennità di disoccupazione diventa permanente per collaboratori coordinati e continuativi ed estesa agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca. Introdotti anche benefici fiscali per le spese sostenute per corsi di aggiornamento professionale e certificazione delle competenze. Nel primo caso si potrà dedurre una cifra pari al massimo a diecimila euro.

Nel secondo, invece, si scende a cinquemila euro. Inoltre sarà attivato uno sportello dedicato al lavoro autonomo, la disciplina del lavoro agile e il diritto alla disconnessione. Le novità, tuttavia, sono soprattutto in tema di diritti. Il testo segna un importantissimo passo in avanti per chi ha figli. L’astensione obbligatoria del lavoro non è prevista ma almeno si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare. Il congedo viene potenziato salendo dai tre mesi previsti prima della riforma ai sei attuali. Provvedimento valido anche per i padri e se ne potrà usufruire entro il terzo anno d’età del figlio.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il
Puoi Approfondire