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Le ultime posizioni di Debenedetti, Morando, Rughetti su prossime misure economiche e attese per rilancio di novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:01): Le decisioni non sono state ancora prese, neanche sulle novità per le pensioni, ma l'iter è stato informalmente avviato e le prese di posizione nelle ultime notizie e ultimissime iniziano a delineare il quadro che si prospetta.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Ci sono le prime mosse che coinvolgono anche le novità per le pensioni, in vista delle decisioni d'autunno. Le affermazione di rappresentanti dell'esecutivo fanno notare come sia già arrivato il tempo nelle ultime notizie e ultimissime di valutare se e cosa fare concretamente.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Iniziano a esserci interessanti affermazioni per quanto ruiguarda l'iter economico dell'autunno prossimo con le novità per le pensioni che non sembrano al momento nelle ultime notizie e ultimissime al centro dell'attenzione.

Inizia a destare sempre più preoccupazioni e perplessità l’iter di definizione delle misure economiche che dovranno essere presentate il prossimo autunno. Come orma ogni anno, si ripropone anche quest’anno il problema dello scarso budget a fronte di diversi provvedimenti che l’esecutivo dovrebbe attuare per dare nuovo avvio alla crescita interna del Paese e raggiungere gli obiettivi economici fissati e stabiliti anche insieme alla Comunità. Si tratta, però, di un percorso che, come chiaramente si evince dalle ultime notizie, appare piuttosto complicato.

Per fare qualche esempio di numeri divergenti, basti pensare che per il rinnovo degli stipendi servirebbero circa 5 miliardi di euro a fronte di una disponibilità di 2,4 miliardi di euro; oltre 14 miliardi servirebbero per bloccare le clausole di salvaguardia sull’imposta sul valore aggiunto e le accise; e ulteriori soldi servirebbero per l’attuazione di provvedimenti già decisi da precedente e attuale esecutivo. Complessivamente sarebbero disponibili 12 miliardi di euro, cui potrebbero sommarsi ulteriori 9 miliardi di euro concessi dalla Comunità. E con questa cifra ci si dovrà orientare sui provvedimenti da attuare che, secondo le ultime notizie, potrebbero essere:

  1. revisione delle imposte in generale;
  2. nuova revisione delle imposte per l’occupazione:;
  3. rinnovo degli stipendi degli statali.

Le ultime affermazioni di Debenedetti e impatto su novità per le pensioni  

Per Franco Debenedetti, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, i soldi disponibili dovrebbero essere usati nel prossimo iter economico per cambiare il volto del fisco italiano, trovando il coraggio di una profonda revisione che semplifichi, sostenga il cittadino e diventi più equo e trasparente. La soluzione, secondo Debenedetti, sarebbe l’approvazione di un’imposta unica con aliquota al 25% per tutte le principali imposte del nostro sistema tributario, da Iperf e Iva a Ires, Imu, imposta sostitutiva sui redditi da attività finanziarie; di abolizione dell’Irap; e di un nuovo sistema di finanziamento di servizi pubblici che, con particolare riferimento al mondo della sanità, siano gratuiti per la maggior parte dei cittadini, con previsione di costi esclusivamente a carico dei più abbienti. Si tratta di una proposta che porterebbe decisi benefici, tanto per i cittadini che, secondo Debenedetti, non si perderebbero più nei meandri delle imposte fiscali, quanto per il fisco stesso che sarebbe decisamente più semplice e ordinato da gestire. Nessun riferimento, però, alle eventuali novità per le pensioni che potrebbero essere attuate. E chiaramente investendo il denaro disponibile in un piano di semplificazione fiscale, le novità per le pensioni passerebbero ancora una volta in secondo piano.

Le ultime posizioni del viceministro Morando e conseguenze per novità per le pensioni

Il viceministro del Dicastero dell’Economia, Enrico Morando, è tornato ancora una volta a rilanciare sul nuovo taglio delle imposte per favorire l’occupazione, misura di cui probabilmente, stando a quanto riportano le ultime notizie, potrebbe essere il coordinatore. Si tratta di un provvedimento che,però, secondo le stime, dovrebbe richiedere circa 15 miliardi di euro, una cifra decisamente elevate e anche sopra le possibilità disponibili, per cui ci si chiede come mai continuare a perseguire questa strada che, come già accaduto in precedenza, non dà certezza di risultati positivi, anzi, rischia ancora una volta di rivelarsi inefficace, quando, invece, si potrebbero investire meno soldi, circa 7 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro, per l’approvazione di quelle novità per le pensioni importanti come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere.

Si tratta di novità per le pensioni sempre rimandate perché troppo costose, ma evidentemente sempre messe in secondo piano, visto che per altri interventi i soldi, anche maggiori, si trovano, eppure le uniche, forse, misure che riuscirebbero effettivamente a rilanciare l’occupazione, soprattutto tra i ragazzi, perché grazie ai prepensionamenti libererebbero posti di lavoro in cui impiegare i non occupati, dando, di conseguenza, anche nuova spinta a produttività e consumi allo stesso tempo. Nonostante questi vantaggi, ormai conclamati, lo stesso Morando è ancora tra coloro che pur riconoscendo l’importanza delle novità per le pensioni continua a considerale non prioritarie per il rilancio economico del nostro Paese.

Le ultime posizioni di Rughetti e conseguenze per novità per le pensioni

Per il sottosegretario del Dicastero della P.A. Rughetti è giusto che le risorse economiche disponibili vengano impiegate per sbloccare finalmente gli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego che, in maniera scandalosa e incresciosa, sono bloccati da oltre otto anni ormai. Nonostante si tratti di una misura che, come spiegato, tra retribuzioni vere e proprie e spese contributive potrebbe arrivare a costare circa 5 miliardi di euro, mentre ne sarebbero disponibili solo 2,4, probabilmente con l’ulteriore concessione da parte della Comunità si riuscirebbe a raggiungere la cifra necessaria per far finalmente scattare gli aumenti, dovuti tra l’altro, ai pubblici impiegati.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il