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Sono in tanti a ritenere il fiscal compact uno spettro che si avvicina e non solo per le novità per le pensioni, ma anche per le conseguenze a livello fiscale.

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:01): Dunque, anche il continuare ad agitarsi tra scontri interni ed esterni serve davvero a poco e semmai si riuscisse a trovare una convergenza solida tutto si rischierebbe di perdere per non essersi concentrati e aver avuto la forza di trattare sul fiscal compact (e non solo) con condizionamenti per le novità per le pensioni evidenti così come per tutte le iniziative ma che a ben vedere nelle ultime notizie e ultimissime arrivano anche da molto più lontano

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): L'incubo si chiama adesso fiscal compact e anche per le novità per le pensioni le posssibilità sono tutt'altro che rassicuranti. Il fronte di chi considerare estremamente negative le imposizioni imposte al nostro Paese nelle ultime notizie e ultimissime è sempre più ampio, anche e soprattutto perché le disposizioni più severe non potranno essere aggirate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Cresce il fronte degli scontenti del fiscal compact, considerando le novità per le pensioni e tutte le iniziative che si vorrebbero attuare. Troppo impegnativo costituzionalizzare il pareggio nei conti nazionali nelle ultime notizie e ultimissime, anche immaginando le limitazioni agli investimenti che comporta.

Ci sono molte difficoltà nazionali a convivere con il fiscal compact. Nessuno sembra apprezzare fino in fondo i provvedimenti, a cui il nostro Paese ha tempo aderito, sia dal punto di vista strettamente numerico e sia da quello delle scelte possibili per il futuro, comprese le novità per le pensioni e provvedimenti simili. Insomma, si tratta di un bel rebus, difficile da risolvere nelle ultime notizie pensioni, soprattutto per le scarse prospettive di crescita.

Le ultime posizioni di Jean-Claude Juncker e conseguenze per novità per le pensioni

Se c'è un paladino del fiscal compact, questo è Jean-Claude Juncker, alto esponente comunitario. Rispetto agli obiettivi prefissati - su tutti il pareggio nei conti nazionali - sono previste eccezione ovvero si tiene conto dei cosiddetti fattori rilevanti come la struttura del deficit e in che modo famiglie e imprenditori incidono in quello privato. Tuttavia, l'aria è più respirabile, tenendo conto che la stessa Comunità ha allentato la morsa sul rigido rispetto di numeri e regole ai fini dell'equilibrio di bilancio e, nel rispetto di condizioni ben precise, non esclude cambiamenti ovvero novità per le pensioni come l'assegno universale. Il punto è che per raggiungere gli obiettivi prefissati, al nostro Paese viene chiesto di raggiungere un avanzo primario di almeno il 4,5 per cento del Prodotto interno lordo, magari sacrificando le novità per le pensioni e altri provvedimenti di questo tenore. Considerando il pressoché inesistente tasso di crescita, per ottenere questi risultati occorrerebbe intervenire sull'aspetto fiscale e con limitazione, sempre piuttosto complicata dalle nostre parti, della spesa nazionale.

Le recenti posizioni di Yoram Gutgeld e impatto su novità per le pensioni

Così com'è, anche Yoram Gutgeld, a capo delle operazioni di revisioni della spesa nazionale, sa bene che il fiscal compact è un problema anziché una opportunità. Questo pacchetto di regole con il suo obiettivo principe di conquistare il pareggio nei conti, oltre a non essere mai stato particolarmente efficace, viene ritenuto anche inattuale. Risale infatti ad alcuni anni fa, in un periodo in cui le esigenze erano differenti, la richiesta di novità per le pensioni inferiore e, più in generale, in una fase congiunturale di grandi timori. Il clima è adesso cambiato, come dimostra chiaramente la posizione del Fondo monetario internazionale che ha sottolineato l'importanza del contrasto all'indigenza e sulla revisione della spesa per pensioni e per l'introduzione di ulteriori novità per le pensioni, come precondizioni per rilanciare il Paese. Anche se non le dice chiaramente, le recenti posizioni di Yoram Gutgeld sono molto chiare sull'impatto su novità per le pensioni: l'articolato del fiscal compact può e, anzi, dovrebbe essere revisionato con l'obiettivo di allargare lo spazio di intervento.

Le ultime affermazioni di Beppe Grillo e impatto su novità per le pensioni

Se c'è qualcuno che senza troppi giri di parole si schiera contro il fiscal compact perché ritenuto estremamente nocivo per le possibilità di crescita del Paese, per il rilancio delle novità per le pensioni e più in generale per le possibilità di ripresa del Paese, è Beppe Grillo. Il numero uno dei pentastellati ritiene dannoso questo insieme di regole. L'idea di prevede il pareggio nei conti nazionali e di prevedere questo passaggio nella Carta è ritenuto eccessivo ed estremamente frustrante, al pari del rientro dal debito se oltrepassa il tetto del 60 per cento del Prodotto interno lordo al ritmo di un ventesimo in meno ogni anno. E poco conta, a suo dire ovvero a detta dell'intera squadra dei pentastellati, la previsione di eccezioni per eventi straordinari o interventi una tantum, anche perché la copertura delle novità per le pensioni o provvedimenti di questo tenore, difficilmente entreranno in questo versante. Più nello specifico viene ammesso un deficit pari allo 0,5 per cento del Prodotto interno lordo che può raddoppiare per gli Stati con un debito sotto al 60 per cento.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il