Dieselgate Volkswagen: Altroconsumo raccoglie adesioni class action risarcimenti, mentre FBI accusa ingegnere italiano

Le ultime notizie ora sul caso Dieselgate che vede coinvolgere il Gruppo Volkswagen: gli agenti del FBI accusano un ingegnere italiano per lo sviluppo del software

Dieselgate Volkswagen: Altroconsumo racc

Altroconsumo contro Volkswagen



La torrida estate che sta mettendo a dura prova la resistenza di quelli che ancora non sono riusciti a scappare al mare o in montagna e di bambini e anziani da sempre vittime preferite della canicola che non lascia troppo spazio nemmeno al respiro, potrebbe rappresentare lo snodo cruciale per gli sviluppi di una vicenda che ha tenuto banco nel recente passato in tutto il mondo. Parliamo dello scandalo Dieselgate Volkswagen.

Le ultime notizie rivelano clamorosi scenari che si aprono dopo la decisioni delle autorità degli Stati Uniti di accusato un ex dirigente della Audi di essere in qualche modo il responsabile della manipolazione dei dati sull’inquinamento dei motori diesel di modo che potessero ingannare i test sulle emissioni. Si tratterebbe dell’ottavo ex dirigente della casa tedesca accusato di essere uno dei principali responsabili di una cospirazione che ha accompagnato lo scandalo costato alla Volkswagen più di venti miliardi di dollari in multe e cause. La truffa è andata avanti per anni prima di essere smascherata dalla West Virginia University.

Intanto Altroconsumo raccoglie, dopo il parere favorevole del Tribunale di Venezia, le adesione per la class action messa in piedi per richiedere i risarcimenti e l’FBI accusa l’ingegnere italiano Giovanni Pamio, sessantenne, ritenuto uno dei principali responsabili di questa truffa sulla quale, probabilmente, presto verrà fatta anche completa chiarezza.

Class action Altroconsumo risarcimenti: come partecipare

Dopo oltre un anno e mezzo di attesa e di battaglie ecco che ha preso il via anche la class action messa in piedi da Altroconsumo all’indomani dello scoppio dello scandalo dieselgate legato alla celebre casa automobilistica tedesca Volkswagen. Stando alle ultime notizie, infatti, il tribunale di Venezia ha dato il suo parere positivo a questa iniziativa. Le auto coinvolte nello scandalo in Italia sono seicentocinquanta mila. Coinvolti anche modelli dei marchi satelliti come Audi, Skoda e Seat. Questa iniziativa consentirà a chi deciderà di parteciparvi, di richiedere indietro il quindici per cento del prezzo d'acquisto dell'auto. Possono aderire solo i consumatori e non le aziende che hanno acquistato in Italia, dal quindici agosto 2009 al ventisei settembre 2015, un’auto Volkswagen, Audi, Seat e Skoda con motore EA189 Euro 5.

Dieselgate Volkswagen accuse FBI a ingegnere italiano

Le ultime notizie Sky Tg24 sullo scandalo Dieselgate Volkswagen quindi parlano dell’ingegnere italiano Giovanni Pamio ex manager di Audi, finito nel mirino del dipartimento di Giustizia americano dopo le accuse dell’FBI di aver progettato software per truccare i test sulle emissioni in centinaia di automobili diesel di Audi. Associazione a delinquere, frode e violazione della normativa sono le ipotesi di reato formulate dalla procura di Detroit.

Secondo l’accusa, l’ingegnere italiano era a capo dell’area termodinamica nel dipartimento di sviluppo dei motori diesel di Audi, in Germania, dove coordinava un team di ingegneri che dovevano controllare le emissioni dal 2006 al 2015. È ritenuto responsabile di aver diretto dipendenti Audi nel progettare ed implementare funzioni software per ridurre le emissioni durante i test. L’uomo sta cooperando con le autorità americano in cambio dell’assoluzione. Le nebbie intorno a questo caso che ha sconvolto il mondo e le casse del celebre marchio automobilistico tedesco, si stanno diradando. Presto, forse più presto del previsto, si scoprirà la verità e nessun colpo di scena è escluso visto la portata dell’inchiesta.

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di Lorenzo Pascucci pubblicato il