Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 successo manifestazione edili

Si torna a manifestare per richiesta concreta di novità per le pensioni: settori interessati, ultime notizie e aspettative

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 Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Non si può dire che sia per forza collegata, ma sicuramente non è stata la prima manifestazione dei lavatori edili organizzata per le pensioni e alla fine sono riusciti ad ottenere che per l'ape social e quota 41 il conteggio dei 6 anni su 7 non continuitivi venga fatta dalla Cassa degli edili come er stato richiesta per le novità per le pensioni del loro settore. A questo punto alcune migliaia di persone in più nelle ultime notizie e ultimissime potrebbero smettere anzitempo

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Passano anche dalle manifestazioni le novità per le pensioni perché come emerge con sempre maggiore chiarezza, la volontà a fare da parte di chi avrebbe il potere per farlo è prossima alla zero. A cercare di fare sentire la loro voce nelle ultime notizie e ultimissime sono adesso i rappresentanti del comparto dell'edilizia, il vero termometro dello stato di salute del Paese.

Tornano ad essere organizzate proteste e manifestazioni per ribadire richieste di necessarie modifiche e cambiamenti per gli impiegati del settore delle costruzioni. Si tratta di una questione particolarmente importante, tanto che non è la prima volta che si organizza una manifestazione per la richiesta di novità per le pensioni specifiche. Stando a quanto riportano le ultime notizie, è stato organizzato nella giornata odierna un nuovo presidio davanti alla sede del Dicastero dell’Occupazione contro ennesime ingiustizie perpetrate ai danni degli impiegati del settore delle costruzioni per i requisiti di accesso alla novità per le pensioni di mini pensione senza oneri.

La situazione degli impiegati del settore delle costruzione e novità per le pensioni di mini pensione senza oneri

Le ultime notizie confermano come i requisiti richiesti per l’accesso alla mini pensione senza oneri siano decisamente difficili da raggiungere per gli impiegati del settore delle costruzioni che spesso non riescono a maturare gli anni di impiego consecutivi richiesti dalla stessa mini pensione senza oneri. E si tratta di una difficoltà resa ancor più forte dalla crisi che lo stesso settore delle costruzioni sta vivendo, in maniera molto profonda. A peggiorare una situazione già difficile le ultime notizie relative ad una circolare dell’organismo per le pensioni che chiederebbe all’impiegato nel settore delle costruzioni di presentare insieme alla domanda per la mini pensione senza oneri anche la dichiarazione del datore di lavoro che certifichi la prestazione svolta negli ultimi anni dal dipendente.

Tuttavia, come ben noto, nella maggior parte dei casi, tali impiegati non hanno rapporti occupazionali a tempo indeterminato e spesso sono soggetti a cambiamenti dello stesso datore di lavoro, per cui si tratterebbe di una richiesta nella maggior parte dei casi impossibile da soddisfare. Ciò che i rappresentanti dei dipendenti rivendicano, e motivo per il quale è stata organizzata la manifestazione, è una maggiore conoscenza delle dinamiche occupazionali del settore delle costruzioni da parte dell’esecutivo, in modo da poter definire soluzione adeguate, senza ulteriori richieste impossibili e considerando anche le ultime notizie di piena crisi del settore. Se, infatti, da una parte è vero che il mercato immobiliare è in grande ripresa, dall'altra, il settore delle costruzione vive ancora un momento di forte crisi.

A Genova, per esempio, le imprese iscritte alla Cassa dei costruttori nel 2016,sono diminuite di 43 unità (1.825) ed è diminuito anche il numero di operai attivi, con una riduzione dell’1,21% rispetto al 2015 passando da 9.034 unità del 2015 a 8.925 dello scorso anno; in Sicilia, dal 2008 allo scorso anno, sono diminuite notevolmente le imprese attive nel settore e gli occupati. Secondo le ultime notizie, le imprese di costruzioni sono passate dal 2008 al 2016 da 34 mila a 21 mila e il calo occupazionale nello stesso periodo è stato di 86 mila unità. E’ chiara, dunque, la condizione di estrema difficoltà che il settore continua a vivere, settore che dovrebbe essere dimostrazione di un Paese che sta bene o meno, perchè dovrebbe essere quello trainante di rilancio dell’economia in generale. Ma in realtà così non è, nonostante c’è chi continui a dire che la nostra economica interna, seppur lentamente, stia migliorando. In realtà, stando a quanto riportano le ultime notizie, questo miglioramento non si vedrebbe in alcun modo e, anzi, sembrerebbero continuare ad esserci le forti differenze che continuano a condurre ad una cosiddetta guerra tra poveri per un continuo rinvio di profonde novità per le pensioni positive per tutti.

Continue differenze, privilegi e necessità di novità per le pensioni per tutti

Le ultime notizie confermano, infatti, ancora, la mancanza di risorse economiche necessarie per l’approvazione di novità per le pensioni strutturali e per tutti come quota 100 e come quota 41 per tutti senza alcun onere, per cui, come confermano le ultime notizie, servirebbero, rispettivamente, circa 7 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro, costose sì ma forse anche le uniche, soprattutto la novità per le pensioni di quota 100, che potrebbero effettivamente rivedere l’attuale sistema rendendolo più ‘morbido’ rispetto a quanto attualmente previsto. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che il nostro sistema previdenziale è al momento considerato il più rigido tra quelli degli altri Paesi comunitari, dove, come dimostrano Germania e Francia, è possibile andare in pensione prima, a sessanta-sessantadue anni, o anche prima, a cinquantacinque anni, per determinate categorie di persone.

Approvare novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti significherebbe soddisfare le richieste di milioni di impiegati ancora bloccati a lavoro in condizioni davvero pesanti. Si tratterebbe di un modo per porre fine alla cosiddetta guerra tra poveri, considerando che sono gli impiegati comuni a pagare il prezzo della crisi, con alcune persone ancora più penalizzate, come coloro che sono impiegate in attività faticose o chi è entrato nel mondo occupazionale da giovanissimo, a fronte di pochissimi che, al contrario, continuano a godere di grandi privilegi. E stiamo parlando di determinati comparti occupazionali i cui impiegati hanno la possibilità già di lasciare anzitempo la propria occupazione. Per fare qualche esempio, potremmo citare:

  1. gli impiegati del comparto sicurezza e militari, che possono andare in pensione prima, a cinquantasette anni e sette mesi di età con trentacinque anni di contributi o con quarant’anni e sette mesi di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico;
  2. gli impiegati del comparto dello spettacolo, che possono andare in pensione a sessanta quattro anni e sette mesi di età, che scendono a sessantuno e sette mesi per le donne;
  3. di dirigenti medici, professori e ricercatori universitari, che possono in pensione a sessanta cinque anni.

Ciò che servirebbe sarebbe l’introduzione di novità per le pensioni di revisione degli attuali requisiti di pensione che possano valere per tutti, favorendo, di conseguenza, tutti, senza creare ulteriori differenze e discriminazioni. E nonostante l’importanza di queste novità per le pensioni ci si chiede perché si continui a temporeggiare per la loro approvazione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il