Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Polito, Revelli, Franzi

Il rapporto che lega populismo e novità per le pensioni può essere considerato di amore e odio perché mescola alternativamente elementi positivi e negativi.

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:30): Il populismo può avere connattazioni differenti per le novità per le pensioni ma probabilmente lo stesso non è, poi, così significativo nelle ultime notizie e ultimissime senza una consistenza così reale e condizionante

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Si usa spesso populismo e viene legato in maniera alterna per le novità per le pensioni in un dibattito che diventa sempre più centrale nelle ulime notizie e ultimissime da prendere, però, con una estrema cautela.

C'è una parola che più di altre sembra trovare spazio nel dibattito attuale ed è quella di populismo. In base ai punti di vista può essere considerato auspicabile o deprecabile sul fronte delle novità per le pensioni perché se nella maggior parte dei casi gli annunci sono solo di facciata, dall'altra nelle ultime notizie pensioni si registra una maggiora concretezza e una tempestività d'azione sicuramente più apprezzabile. Ma poi, ed è la riflessione da fare, siamo sicuri di cosa sia populismo?

Le ultime posizioni di Antonio Polito e conseguenze per novità per le pensioni

Il quadro tracciato da Antonio Polito per dipingere la situazione attuale è tutt'altro che rassicurante. Sono terminati i grandi confronti e scontri sui temi concreti e sulle questioni che sono realmente in grado di mettere il nostro Paese lungo i binari della ripresa. Di novità per le pensioni, nuove idee per contrastare l'indigenza che galoppa, ipotesi differenti per favorire la crescita delle attività, soprattutto, tra i giovani, non c'è più traccia. Adesso, ragiona, la lotta è tra populismi. In qualche modo si tratta di una gara a chi la spara più grossa per andare a colpire proprio lì, nella pancia dei cittadini, con proposte, magari da non concretizzare, dall'immediato impatto mediatico ma dalla scorsa utilità. Ed essendosi riposizionata su questo terreno, quei progetti che necessitano di un maggiore impegno e di scadenze non imminenti, come appunto le novità per le pensioni e tutte quelle disposizioni a essere collegate, sono fatalmente messe da parte.

Le recenti posizioni di Alessandro Franzi e impatto su novità per le pensioni

Quando il giornalista Alessandro Franzi scrive che al populismo va cambiata la denominazione non intende aprire una discussione sul significato lessicale della parola. Ma cerca di andare oltre, spiegando come le semplificazioni non aiutano a comprendere un fenomeno che sta coinvolgendo tutti i Paese senza distinzioni e che non mostra traccia di cedimento. Significa forse che non si tratta di populismo, così come da sempre lo intendiamo, in cui da una parte c'è chi sfrutta facili allusioni, tira in ballo le novità per le pensioni mancate e paventa lo spettro dell'immutabilità delle cose per accrescere il consenso. Esiste evidentemente un'ampia parte della cittadinanza, anche nel nostro Paese, che non ne può più di troppi mediatori, dei compromessi al ribasso, dell'avvio di progetti che poi si perdono tra discussioni e rinvii. Cerca invece risposte concrete e immediati a problemi reali e avvertiti. E quello dell'assenza di novità per le pensioni ben si presta all'instaurazione di un rapporto diretto tra i cosiddetti populisti e la cittadinanza. Ma anche tra chi non si riconosce affatto in questa definizione, purché si dia realmente da fare.

Le ultime affermazioni di Marco Revelli e impatto su novità per le pensioni

Diciamolo pure senza troppi giri di parole: il populismo non è il vero problema. E anche se i responsabile delle principali forze sono pronti a puntare l'indice contro chi estrarre dal cilindro argomentazioni che si rifanno al populismo, a rappresentare il male per il Paese è l'assenza di responsabilità nei confronti di chi gestisce il Paese che si traduce in scarsa capacità o volontà di azione. E purtroppo sono tanti i casi che si possono tirare in ballo, dall'inerzia sulle novità per le pensioni alla messa in campo di un progetto ampio e contrastato di contrasto all'indigenza. E c'è una verità che il politologo Marco Revelli offre ai suoi ascoltatori: il populismo, piaccia o meno e indipendentemente dalle sue gradazioni, nasce e si sviluppa se i cittadini non si sentono adeguatamente rappresentati. C'è dunque un problema di fondo ed è proprio lì che occorre intervenire per impedire le degenerazioni. E se viene meno il senso di rappresentanza è anche per via delle scelte degli esponenti, così distanti dai problemi reali, come appunto l'assenza di novità per le pensioni. Ed è proprio intervenendo su versanti simili che i rappresentanti acquisirebbero maggiore credibilità.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il