Amd: il 2007 è stato un anno complesso e difficile. Previsioni per 2008

Amd il 2007 è un anno da dimenticare, nel corso del quale ha infilato una serie di sbagli strategici consistenti



"Abbiamo fatto un sacco di cose ben fatte nel primo trimestre, ma poi ne abbiamo sbagliata una, vale a dire non abbiamo mantenuto le promesse sui quad core": così parla il Chief Operating Officer del colosso californiano, Dirk Meyer, attribuendo all'insuccesso la responsabilità della débacle aziendale. In realtà i problemi sono stati anche altri e per Amd il 2007 è un anno da dimenticare, nel corso del quale ha infilato una serie di sbagli strategici consistenti.

Le notizie non sono delle più rassicuranti: Advanced Micro Devices, seconda produttrice mondiale di semiconduttori con sede a Sunnyvale, non è mai scesa così in basso in borsa. La multinazionale chiede scusa agli analisti e cerca di mettere fine alle polemiche sullo stipendio eccessivo del Ceo, Hector Ruiz, chiarendo che il compenso è più basso di quanto scritto. I mea culpa riguardano la sopravvalutazione di Ati (per la cui acquisizione ha sborsato 5,6 miliardi di dollari, dovendo ricorrere all'emissione di obbligazioni convertibili) e il disatteso debutto del quad core Barcelona, che doveva essere l'asso nella manica.

Riguardo ad Ati, azienda canadese specializzata nella realizzazione di chipset integrati e schede video, l'errore di valutazione per i suoi cosiddetti intangibile assets è stato madornale e ora Amd si ritrova con una capitalizzazione in borsa di circa 5 miliardi di dollari, 400 milioni in meno di quanto speso per Ati, dopo aver avviato un'indagine interna e aver consegnato un documento di auto-denuncia alla Security and Exchange Commission (l'organismo di vigilanza della borsa statunitense).

Mentre per il ritardo dei quad core Barcelona e Phenom Amd ha dovuto recentemente fare marcia indietro, dichiarando che la produzione in volumi dei suoi processori quad core sarà rimandata al prossimo anno per un difetto di progettazione. Intanto il Ceo Hector Ruiz, che rimane il manager più pagato nell'industria del settore, non vuole dimettersi e passare il testimone a Dirk Meyer (designato come suo successore): lo sostiene in un'intervista, dichiarando che per lui la cosa più importante è la sorte dei sedicimila dipendenti dell'azienda.

Ma nel 2008 Amd volterà pagina: punterà tutto sul taglio dei costi, su ricerca e sviluppo e sul ritorno al profitto.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il