Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 sprechi senza sosta crescita

Ancora sprechi in costante crescita: ultimi casi ed esempi, scandali sempre più in vista e impatto su novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Se si ponesse un freno a questo sprechi, probabilmente per le novità per le pensioni ci sarebbero possibilità ben più interessanti. Ma per ora le cose non vanno proprio così e a sorprendere nelle ultime notizie e ultimissime è il coinvolgimento di quei comparti che sembravano invece immuni da sperperi, in quanto indicati come settore virtuosi e da cui ripartire.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Non cessano mai di essere scoperti sprechi che vengono a galla senza sosta e sono chiaramente di ostacolo per le novità per le pensioni e tutte le iniziative nelle ultime notizie e ultimissime che sarebbero urgenti da affrontare.

Mentre continua a montare la polemica per la mancata revisione della spesa pubblica e i mancati tagli che consentirebbero all’esecutivo di recuperare ingenti risorse economiche tali da poter andare avanti con le iniziative urgenti al momento in sospeso, sia a causa di costi elevati che comporterebbero a fronte di una scarsa disponibilità di budget, sia per mancanza di forte volontà politica di attuazione, con lo sguardo e l’attenzione volti sempre verso ulteriori provvedimenti considerati prioritari, le ultime notizie confermano una situazione di sprechi in costante crescita. Ultime notizie che fanno che far infuriare quanti attendono che nel nostro Paese le cose cambino seriamente, in senso positivo. E le ultime notizie su due casi scandalosi di sprechi dimostrano come la strada da compiere per arrivare davvero a tagli e rinnovata equità è ancora lunga. Stiamo parlando di:

  1. sprechi e costi di enti pubblici e province;
  2. uso sempre più diffuso delle auto blu.

Enti territoriali e province: costi, sprechi e ultime notizie

Nonostante la loro abolizione, fittizia, le province continuano ad avere un ingente costo per il nostro Paese. Costano personale e servizi che, nonostante revisioni e finte cancellazioni, continuano a lavorare per gli enti provinciali. Costano le società partecipate che, secondo le ultime notizie, sarebbero cresciute in maniera esponenziale negli ultimi anni, raggiungendo circa 8.893 società partecipate dalle pubbliche finanze, con circa 5mila nate fra il 2000 e il 2014, fino a raggiungere uno spettacolare rapporto di una ogni 6.821 abitanti. Secondo alcuni esperti, si è trattato di un proliferare avviato dalle novità sulle autonomie locali, che si sono allargate a comprendere gli enti locali, per rendere, si diceva, più efficienti i servizi pubblici vestendoli da privati. Il problema è che di tante partecipate esistenti, molte risultano inattive, secondo le ultime notizie circa 1.663 delle 8.893 società partecipate.

Anche il caso delle partecipate rappresenta un esempio di grande spreco e mancata revisione della spesa pubblica, considerando che erano stati previsti piani di razionalizzazione delle partecipate che, secondo l’ex commissario per la revisione della spesa pubblica, avrebbero potuto portare risparmi per ben 2 miliardi di euro. Una riduzione delle partecipate che evidentemente non è mai stata fatta concretamente. Se davvero fatta, avrebbe permesso la possibilità di impiego del budget risparmiato per l’attuazione di importanti provvedimenti, come le novità per le pensioni, che però continuano ad essere rimandati per scarsa disponibilità di soli.

Auto blu e ancora sprechi e impatto su novità per le pensioni

Caso scandaloso di sprechi nel nostro Paese è rappresentato dall’impiego delle auto blu: dopo impegni, polemiche e decisioni forti per la loro abolizione, tornano a ad essere particolarmente presenti sulle strade procurando ingenti costi a carico del pubblico. Secondo le ultime notizie, infatti, l’uso delle auto blu sarebbe tornato a crescere, aumentando soprattutto nei Comuni delle regioni meridionali e, secondo gli ultimi dati, nel 2016 ci sono state 8.791 auto di servizio in più, passando da 20.891 a 29.682, mentre l’esecutivo ha parlato di riduzione di 1.049 auto, pari al 3,3% rispetto al 2015.  In realtà, come ben si evince non è stato applicato alcun taglio, i costi continuano ad essere elevati continuando a provocare solo sprechi milionari, risorse economiche che vengono sottratte a ulteriori provvedimenti che potrebbero essere decisamente più importanti e vantaggiosi, come le novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti.

Sprechi, dietrofront importanti e ripercussioni su novità per le pensioni

Ai casi di sprechi appena riportati, si aggiungono quelli ormai già ben noti che riguardano soprattutto il dietrofront sulle revisioni delle alte pensioni sia per gli esponenti istituzionali, sia per i rappresentanti dei dipendenti, che continueranno a mantenere così i loro privilegi, comportando sprechi ingenti si denaro pubblico, e aggravati dalle ultime notizie che parlano di riabilitazione dell’alta pensione per esponenti condannati e che l’avevano persa e reintroduzione delle alte pensioni per gli esponenti della Basilicata per cui erano state abolite. Si è trattato di dietrofront clamorosi che dimostrano ancora una volta come gli orientamenti siano soprattutto verso i propri interessi e che avranno un ennesimo impatto negativo sui provvedimenti importanti ancora in sospeso per scarsità di risorse economiche, a partire dalle stesse importanti novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri, novità per le pensioni che, come ben sappiamo ormai, sarebbero fondamentali come volano per la crescita del nostro perché favorirebbero:

  1. occupazione, soprattutto per i ragazzi;
  2. produttività ed efficienza;
  3. ripresa dei consumi;
  4. ulteriori risparmi, nel lungo periodo.

Ennesimo spreco di soldi e dimostrazione di una gestione sbagliata, secondo le ultime notizie, sarebbe l’incentivo di 80 euro che, secondo alcune stime, sarebbe stato erogato a circa il 40% delle famiglie che non ne avrebbe avuto bisogno in realtà, perché risulterebbero titolari di redditi medio-alti, soldi che, dunque, rappresentano un vero e proprio spreco e che troverebbero migliore impiego se lo stesso bonus venisse erogato seguendo specifici criteri di valutazione legati al quoziente familiare che non viene considerato non solo per l’erogazione di questo bonus ma anche per altri che, esattamente come questo, vengono erogati a chi in realtà non ne avrebbe bisogno perché, con il suo contesto familiare, non vive in condizioni di indigenza e necessita, dunque, si misure di sostegno.

Grande spreco è anche quella ingente cifra di 50 miliardi di euro usata per incentivi diversi, da quello degli 80 euro appunto, a quello per insegnanti, a per i maggiorenni, ai diversi aiuti per le famiglie, dal nuovo incentivo bebè, al bonus asilo nido, al voucher baby sitter, al bonus mamma domani, tutti incentivi una tantum, che in molti casi non sono utili per un concreto miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie e che potrebbero essere tranquillamente sostituiti dall’introduzione di un assegno universale unico per tutti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il