Legge Stabilità: 1 miliardo di tagli da riordino agevolazioni fiscali

Previsti tagli per 1 miliardo con l’obiettivo di razionalizzare il quadro delle agevolazioni fiscali per famiglie e contribuenti ed eliminare quelle sovrapponibili. Operazione che andrà valutata bene

Legge Stabilità: 1 miliardo di tagli da

La Legge di Bilancio 2018 potrebbe prevedere tagli per 1 miliardo di euro grazie al riordino delle agevolazioni fiscali



AGGIORNAMENTO: Sarà la volta buona, finalmente, per un riordino delle agevolazioni fiscali dopo che tante vote si è detto e no si è mai fatto. Certo da una parte l'esecutivo potrebbe portare avanti una serie di punti con una certa indipendenza e, quindi, in parte anche non troppo be visti dai cittadini, ma dall'altra c'è daprestare attenzione al consenso per le prossime elezioni che si forma anche ora.

Il riordino delle agevolazioni fiscali, delle detrazioni, delle deduzioni o crediti d’imposta è uno dei punti salienti che dovrebbero animare la prossima Legge di Stabilità. Previsti tagli per 1 miliardo con l’obiettivo di razionalizzare il quadro delle agevolazioni fiscali per famiglie e contribuenti ed eliminare quelle sovrapponibili tra di loro. Operazione che potrebbe essere rischiosa perché ridurre un’agevolazione fiscale vuol dire aumentare il prelievo fiscale. Operazione sempre sgradita ai Governi a maggior ragione quando le scelte bisogna compierle in un anno che presenta la scadenza elettorale. Per questo motivo l’esecutivo guidato attualmente da Paolo Gentiloni sta procedendo con estrema cautela per quel che riguarda questo tema. Fino allo scorso anno le agevolazioni erano ben quattrocento quarantaquattro e con la nota di aggiornamento del DEF di fine settembre probabilmente inizierà un riordino.

Legge Stabilità tagli per un miliardo

La manovra correttiva messa in campo dal governo per puntellare il bilancio contiene anche delle misure per la crescita, che anticipano il pacchetto di provvedimenti previsto con l’approvazione della Legge di Stabilità 2018. Seguendo le linee definite con il Def, la prossima manovra finanziaria avrà come scopo principale quello di una riduzione concreta del deficit strutturale e disinnescare le clausole di salvaguardia Iva. Previsti tagli per un miliardo di euro che, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere racimolato semplicemente con un riordine delle agevolazioni fiscali per famiglie e contribuenti.

Sul fronte della crescita si punta ad una nuova riduzione costo del lavoro con una decontribuzione, forse piena, in favore del primo impiego per gli under trentacinque, senza penalizzare le future pensioni, per tre anni. Un’altra ipotesi che potrebbe configurarsi è quella che riguarda il taglio strutturale del costo che grava sulle imprese per il lavoro stabile. Si ipotizza poi un ripristino nei premi di produttività della decontribuzione a favore delle imprese, da inserire già nel Def. Tutto questo, come è ovvio, sarà possibile solo nel caso si riescano a trovare le risorse. Il risanamento della finanza pubblica sarà ricercato anche attraverso tagli significativi ai ministeri. Con la riforma del bilancio i tagli alla spesa delle amministrazioni centrali dovrebbero seguire un percorso diverso, meno orientato a tagli lineari. Il Dpcm che distribuirà i sacrifici tra i ministeri arriverà in primavera e a quel punto ciascun singolo dicastero avanzerà le proprie proposte.

Riordino agevolazioni fiscali

Il punto di partenza per il riordino delle agevolazioni fiscali è rappresentato dal primo rapporto elaborato nei mesi scorsi dalla Commissione guidata da Mauro Marè, che ha censito ben quattrocento quarantaquattro voci tra agevolazioni tra sconti, crediti d’imposta, regimi speciali e così via. Con una consistente scrematura rispetto alle oltre settecento agevolazioni che esistevano nel 2016. Questa ricognizione dovrà essere aggiornata con cadenza annuale e, quindi, per il 2017 entro la metà di ottobre, ha suddiviso le agevolazioni censite in venti missioni di spesa così come indicate dal bilancio dello Stato.

In questo modo emerge che al primo posto ci sono gli interventi a sostegno delle politiche economico-finanziarie e di bilancio, seguiti dalla missione competitività e sviluppo delle imprese, nonché quelle diritti sociali e politiche per la famiglia e politiche per il lavoro. Per rientrare sotto la voce di spesa fiscale, che significa anche potenzialmente aggredibile dai tecnici del ministero dell’Economia per una revisione o un taglio, l’agevolazione non deve rappresentare una caratteristica strutturale del tributo. Ecco perché il rapporto della commissione esclude agevolazioni e bonus pesanti del nostro ordinamento tributario dal paniere delle spese fiscali.

In questo modo si esclude che alla voce Irpef rientrano tra le spese fiscali tutte quelle legate alla produzione del reddito, quelle per familiari a carico o ancora le imposte sostitutive sui redditi di capitale. Sotto l’ombrello Ires sono al riparo l’Ace mentre sotto quello dell’Iva ci sono le aliquote ridotte.

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di Luigi Mannini pubblicato il