Pensioni ultime notizie: benefici da ridistribuzione per quota 100 e quota 41

Ritornano casi di ridistribuzione che potrebbero rivelarsi importanti per rilancio di novità per le pensioni: quali sono e cosa prevedono

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:14) Si è avviato un lungo itaer che probabilmente, salvo proteste e interventi fino alla cassazione, porterà alla rimodulazione delle pensioni alte applicandogli il metodo contributivo. Si tratta di un processo lungo, socialmente giusto nei confronti di chi paga con il contributivo, e che, secondo i calcoli, nel medio-lungo termine porterà quei benefici necessari per poter finanziare soluzioni definitive e costose come quota 100 e quota 41.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01) Possibile ritorno per la ridistribuzione delle risorse con cambiamenti importanti sulle detrazioni fiscali (che dovrebbero diminuire), con riduzione per la spesa della sanità, con il ricalcolo delle pensioni più alto col metodo contributivo. Tutte novità interessanti per le pensioni, soprattutto per i quota 100 e quota 41 per cui ptorebbero giovarne.

Mentre si continua a rimandare l’attuazione concreta delle profonde novità per le pensioni, come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri, ancora considerate troppo costose per il budget disponibile, richiedendo, rispettivamente circa 7-10 miliardi di euro la prima e circa 5 miliardi di euro la seconda, mentre si parla di novità per le pensioni ancora incerte del momento successivo che potrebbero interessare novità per le pensioni per i ragazzi o di revisione delle attese vita, senza dimenticare la novità per le pensioni del sistema inedito di uscita anzitempo a 62 anni per gli iscritti ai singoli comparti di settore che abbiano maturato determinati requisiti contributivi, le ultime notizie confermano l’avvio di casi di ridistribuzione che, stando a quanto spiegato, dovrebbero contribuire a ristabilire, da una parte, equità sociale, e dall’altra, contribuire a recuperare risorse economiche da reimpiegare in maniera equa tra tutti in provvedimenti positivi per tutti, come anche le stesse importanti novità per le pensioni.

Casi di ridistribuzione avviata nelle ultime notizie

Le ultime notizie confermano l’avvio di piani di ridistribuzione che riguarderebbero:

  1. detrazioni fiscali;
  2. prestazioni sanitarie;
  3. alte pensioni da ricalcolare con sistema contributivo;
  4. imposte, soprattutto per gli anziani pensionati.

Revisione delle detrazioni e prestazioni sanitarie ed effetti su novità per le pensioni

Partendo dalla revisione delle detrazioni fiscali, sarebbe al vaglio un piano di tagli che dovrebbe interessare oltre 400 detrazioni per le famiglie, che potrebbero interessare spese sanitarie, spese veterinarie, spese per le attività dei ragazzi, senza però toccare quelle più importanti relative, per esempio, a spese di mutuo. Si tratterebbe di tagli e revisioni che verrebbero attuate in maniera graduale, interessando in un primo momento le imprese per poi allargasi anche a comprendere le famiglie e per queste ultime i criteri di revisione seguiranno, come immaginabile, il valore Isee del nucleo familiare.

Novità in vista anche per quanto riguarda le prestazioni sanitarie: secondo le ultime notizie, i pagamenti delle prestazioni sanitarie potrebbero essere modulati in base alle condizioni economiche dei cittadini, prevedendo costi più elevati per i più abbienti e costi meno pesanti per i più indigenti, arrivando ad azzerarsi per coloro che vivono in condizioni di indigenza assoluta, garantendo, pertanto, a tutti, la possibilità di accedere alle prestazioni sanitarie, cosa cui oggi in tanti rinunciano, stando a quanto riportano le ultime notizie, proprio perché non hanno possibilità economiche di accedervi.

Ma la cura della salute è un diritto ed è giusto che il nostro Paese in qualche modo lo garantisca a tutti. Stando alle ultime notizie, oltre ad un positivo caso di ridistribuzione, quello relativo alle prestazioni sanitarie è un piano che sottolinea anche la necessità di cambiare l’attuale sistema delle pensioni, considerando che i dati mostrano come a richiedere sempre più prestazioni siano soprattutto coloro in tarda età, costretti a continuare a lavorare ma impossibilitati, talvolta per condizioni di salute, talvolta per le mansioni che svolgono perché troppo in avanti con l’età, mentre dovrebbero già essere a riposo.

Ma solo approvando novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri, che permetterebbero a chi è più avanti con l’età di lasciare anzitempo la propria attività, si potrebbe porre fine a questo problema, aprendo, allo stesso tempo, le porte del mondo dell’impiego ai ragazzi che oggi, stando alle ultime notizie, ne sono completamente esclusi.

Revisione delle alte pensioni e impatto per le pensioni

Tra i casi di ridistribuzione più importante certamente spicca quello del ricalcolo contributivo delle alte pensioni dei cittadini in parte ancora risultato del vecchio e più vantaggioso metodo retributivo. Si tratta di una revisione che l’organismo per le pensioni avrebbe già avviato e che, secondo le stime, permetterebbe di recuperare budget sufficiente da destinare soldi, seppur nel medio-lungo periodo, ad ulteriori provvedimenti positivi, come le stese novità per le pensioni per tutti e tanto attese da tutti, come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri.

Il ricalcolo contributivo delle alte pensioni, contrariamente agli allarmismi, non è un piano di penalizzazione per nessuno, considerando che mira essenzialmente a ristabilire equità adeguando i valori dei trattamenti pensionistici tra chi finora ha percepito più di quanto avrebbe dovuto e chi percepisce la propria pensione in base ai contributi previdenziali effettivamente versati nel corso della propria vita in attività.
 
Stando alle ultime notizie, infatti, si tratterebbe di un ricalcolo che penalizzerebbero coloro che sono andati in pensione con calcolo dell'assegno finale in parte ancora risultato del sistema retributivo, percependo somme superiori ai 50mila euro lordi l'anno e che hanno lasciato la propria occupazione dopo i sessanta sette anni.

Revisione delle imposte e conseguenze per le pensioni

Un altro importante caso di ridistribuzione, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe quello legato alla proposta di far pagare imposte maggiori agli anziani ormai in pensione per ridurre il carico fiscale che grava sui ragazzi, la maggior parte oggi impiegati in attività precarie e discontinue, impossibilitati a sostenere un peso fiscale elevato come del resto impossibilitati a crearsi un futuro certo, sia da un punto di vista previdenziale, considerando le loro attività discontinue che non permettono l’accumulo di contributi consistenti tali da poter rendere una pensione effettivamente dignitosa, sia da un punto di vista privati, visto che la mancanza di attività impedisce la possibilità di rendersi autonomi dai propri genitori e avere quell’indipendenza tale e necessaria per potersi creare una famiglia. Sarebbe, dunque, forse anche giusto pensare di far gravare un po’ più di costi su chi una vita l’ha già vissuta e ha la possibilità di pagare di più.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il