Pensioni Assegno universale: ecco le Regioni, Provincie e comuni che lo prevedono

Le realtà territoriali come esempi di rilancio concreto di novità per le pensioni e non solo: casi ed esempi di cambiamenti già avviati

Pensioni Assegno universale: ecco le Reg

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In questa situazione di difficoltà economica, di perdita del posto del lavoro e di inefficacia dei centri per l'impiego, alcuni enti statali tra cui Regioni, Provincie e singole città hanno deliberati degli strumenti di sostegno per quei cittadini che hanno perso il lavoro e a cui mancano pochi anni per andare in pensione, situazione sempre più comune e in cui è difficile trovare, a quell'età, una nuova occupazione. Vediamo qui quali sono questi enti (aggiornamento lunedì 7 Agosto 10:30)

A causa dell'inerzia dello Stato centrale nel supportare i cittadini che perdono il lavoro, in particolare quelli ormai troppo avanti con l'età per ottenere un nuovo impiego, regioni, province e comuni stanno studiando metodi locali di welfare e supporto per queste tipologie di lavoratori.

E alcuni già da tempo offrono soluzioni che in molti casi andrebbero studiate per la loro efficacia e che potrebbero essere estese a livello nazionale. In genere la strada prescelta è quello dell'assegno universale, una forma di sostegno economica per alcuni tipologia di lavoratoridisoccupati. Spesso a queste soluzioni, si affiancano interventi diretti di grandi aziende che spingono per un turnover incentivando le uscite. (aggiornamento domenica 6 agosto 11:09)

Regioni e Comuni, insieme a singole realtà aziendali, sono diventati nel corso del tempo due elementi fondamentali di rilancio di novità per le pensioni, dimostrazione della necessità sempre più impellente della loro approvazione non solo per l’avvio di una ripresa economica ma anche per garantire un miglioramento di condizioni e qualità della vita dei cittadini. Tra assegno universale e novità per le pensioni per lasciare anzitempo la propria attività, sono infatti diversi i casi di Regioni e Comuni che li hanno avviati e vi stanno beneficiando.

Regioni e Comuni tra assegno universale e novità per le pensioni già avviate

Partendo dall’assegno universale a livello locale, sarebbe già stato avviato in diverse regioni e comuni, da Piemonte e Lombardia a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Puglia, ai Comuni di Trento, Reggio Emilia, Livorno, Bari e Ragusa, ponendosi come misura di aiuto per i più indigenti. E per fare qualche esempio di come i governatori locali hanno modulato questa novità, citiamo i casi di:

Provincia di Trento

Provincia di Trento, dove è in vigore un assegno per coloro che hanno un valore Isee inferiore ai 6.500, destinato ai cittadini della Provincia di Trento e diviso in erogazione di denaro ed equivalente monetario, denaro accreditato sulla tessera sanitaria di ogni beneficiario e che può essere usata come bancomat, per pagare l'affitto, di casa, o per sostenere spese sanitarie, il tutto fatto nella massima tracciabilità. L’assegno universale in Trentino ha un valore che parte da 625 euro al mese per un unico componente del nucleo familiare fino ad un massimo di 1.300 per le famiglie più numerose;

Comune di Bari

Dove è in vigore un assegno universale destinato a coloro che hanno un valore Isee inferiore ai 3mila euro e che sono rimasti senza occupazione; ha una durata di sei mesi e un valore di 450 euro al mese;

Regione del Friuli Venezia Giulia

E' in vigore un assegno universale che ha un valore di 550 euro al mese e durata di un anno e può essere richiesto dai cittadini residenti nella regione da almeno 2 anni e che abbiano un Isee annuo pari o inferiore ai 6mila euro annui.

Passando alle realtà territoriali che, invece, in piena autonomia, senza aspettare le decisioni dell’esecutivo a livello nazionale:

Sicilia

Già tempo fa, ha approvato la novità per le pensioni di quota 100 per i dipendenti pubblici della regione, prevedendo penalizzazioni sull’assegno finale che possono arrivare anche al 10% rispetto alla pensione che avrebbero percepito maturando i normali requisiti richiesti e chi matura tali requisiti fino al 2020.

Calabria

Ha dato il via libera alla novità per le pensioni di mini pensione per i dipendenti pubblici che accettano di lasciare prima lasciando impieghi per i ragazzi;

Piemonte

Ha definito un piano di pensione anticipata con passaggio al part time per gli over 50 cui mancano tre anni circa alla maturazione dei requisiti pensionistici richiesti, sempre con l’obiettivo di rilanciare opportunità di impiego per i ragazzi. Con il passaggio al part time, l’azienda continuerà a pagare all’impiegato più anziano solo i contributi per l'orario ridotto e per il resto vengono coperti dall’organismo per le pensioni.

Gli esempi di aziende che hanno avviato già novità per le pensioni

Esattamente come Comuni e Regioni, sono diversi anche i casi di imprenditori che hanno già avviato in piena autonomia novità per le pensioni interne. Alcuni degli esempi più importanti sono quelli di:

  • Ducati
  • Luxottica
  • Banca Intesa

Ducati, come riportano le ultime, ha avviato novità per le pensioni interne, che prevedono che chi maturerà gli attuali requisiti di pensione entro i prossimi 30 mesi potrà chiedere di lasciare anzitempo la propria occupazione per favorire l’interscambio, continuando così a percepire dall'azienda un assegno pari all'80% dello stipendio ricevuto in servizio fino alla maturazione della normale pensione finale, con contestuale avvio di piani di nuove assunzioni.

Luxottica, invece, la grande azienda leader nel settore degli occhiali, avrebbe dato il via sia ad un nuovo bonus vita, del valore compreso tra i 30mila e i 70mila euro, in base alla composizione della famiglia, se sono presenti minorenni o pagamenti di mutuo in essere, per le famiglie dei propri dipendenti in caso di loro scomparsa anche fuori dal luogo di lavoro, sia ad un nuovo patto generazionale, che prevede la possibilità di pensione anticipata per tutti coloro a cui mancano tre anni al raggiungimento dei requisiti pensionistici attualmente richiesti, con contestuali piani di nuove assunzioni, esattamente come nel piano Ducati.

Banca Intesa, invece, avrebbe avviato un sistema di interscambio, prevedendo una riduzione dell’orario di lavoro in cambio di assunzioni di nuovi giovani, con il dipendente che continuerà a percepire il regolare versamento dei contributi previdenziali fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici. I dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 2018 potranno lasciare anzitempo la propria occupazione percependo il 75% della retribuzione annua lorda, a condizione di dare il via a nuove contestuali assunzioni.

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di Marianna Quatraro pubblicato il