Assegno universale pensioni: novità richiesto da Europa, confronto con altri Stati

Due tendenze globali importanti da considerare per rilancio di novità per le pensioni nel nostro Paese. Quali sono

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Considerato ormai una necessità, l'assegno universale, diffuso ormai in quasi tutti i Paesi d'Europa, in Italia stenta ancora a prendere forma. Tutti i partiti hanno più o meno una loro visione su questo strumento che introdurrebbe una novità importante per le pensioni, ma non vi è la volontà politica di introdurlo allundendo al problema dei fondi, quando invece, senza alcun problema si riescono a trovare decine di miliardi per salvare all'ultimo minuto le banche (aggiornamento 10:30)

L'assegno universale è una realtà in quasi in tutti i paesi dell'Unione Europea ed è per questo, che dopo continui pareri negativi di Bruxelles di rivedere il sistema pensionistico, ora sembra aver cambiato rotta. L'Europa ci chiede novità per le pensioni proprio in direzione dell'assegno universale, uno strumenti che tutti i partiti in Italia propongono anche se con caratteristiche diverse. (aggiornamento 15:19)

Mentre si continua a discutere di novità per le pensioni in un infinito dibattito previdenziale che non sembra risolversi in alcuna maniera concreta, considerando che nulla di profondo ed effettivo è stato fatto per una revisione dell’attuale sistema, ci sarebbero due tendenze globali fondamentali che dovrebbero essere considerate e che, forse, potrebbero agevolare a chiusura dell'iter di approvazione di novità per le pensioni. Stiamo parlando, in particolare, dei vari studi e delle recenti analisi degli organismi internazionali che hanno decisamente rilanciato l’urgenza di attuazione di novità per le pensioni, da una parte, e la situazione attuale delle pensioni negli altri Paesi, dall’altra. E’ chiaro ormai, infatti, come mentre il nostro sistema continua ad essere considerato il più rigido della Comunità, vi sono altri Paesi, come Germania e Francia, dove di può lasciare la propria attività decisamente prima che noi, a 64 e 62 anni, e ancora prima accettando ulteriori penalità.  

Le nuove posizioni degli organismi internazionali e rilancio di novità per le pensioni

Partendo dagli organismi internazionali che finora si sono sempre detti contrari all’attuazione di novità per le pensioni, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbero assunto nuove posizioni, soprattutto alla luce delle ultime notizie sull’andamento di alcune dinamiche, come le condizioni di impiego per i ragazzi, che continuano ad essere decisamente allarmanti, e un deficit statale in continua crescita che dovrebbe essere rivisto, però, al ribasso. Gli stessi organismi internazionali prima più orientati verso austere politiche, ora, come riportano le ultime notizie, sarebbero sempre più orientati verso novità per le pensioni pensioni e ulteriori misure di sostegno per i più indigenti, a partire dall’introduzione dell’assegno universale. E su quest’ultima misura, a spingere, in particolar modo, è la Comunità che da tempo invita il nostro Paese ad introdurlo, soprattutto per adeguamento al modello comunitario, considerando che si tratta di una misura di sostegno già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi comunitari.

Insieme alla Comunità, che a parte l’assegno universale avrebbe cambiato rotta anche sulle novità per le pensioni importanti come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri aprendo ad una loro attuazione soprattutto in riferimento al rilancio di nuove opportunità di ricerca di impiego, le ultime notizie confermano nuove posizioni di Ocse ed Fmi di sostegno all’introduzione di novità per le pensioni. e sarebbero forse arrivato il momento di cogliere queste nuove posizioni di disposizione da parte degli organismi internazionali per arrivare finalmente a cambiamenti concreti delle attuali norme pensionistiche in vigore, che comunque continueranno ad essere richiesti.

Sistemi di pensione in altri Paesi e richieste di novità per le pensioni nel nostro

Le nuove posizioni di favore alle novità per le pensioni dimostrate dai diversi organismi internazionali sono accompagnate da un’altra tendenza globale che dovrebbe essere considerata per arrivare a novità per le pensioni concrete nel nostro Paese. Stiamo parlando delle possibilità già in vigore in altri Paesi di lasciare il proprio impiego prima rispetto a quanto da noi previsto. Decisamente diverse, infatti, sono le soglie dei requisiti anagrafici richiesti:

  1. in Italia si va in pensione, oggi, a 66 anni e sette mesi, suscettibile di ulteriore aumento, fino a 67 anni, dal prossimo 2019 se non sarà rivisto il sistema delle attese vita;
  2. in Francia si va in pensione a 62 anni;
  3. in Germania si va pensione a 64 anni.

In questi ultimi due casi vi è poi la possibilità di lasciare la propria attività anzitempo anche a 55 anni accettando, come immaginabile, penalità. Agli esempi di Francia e Germania si affiancano anche le ultime notizie di novità per le pensioni relative all’Inghilterra, dove chi raggiunge il requisito anagrafico dei cinquantacinque anni può decidere di ritirare tutti i contributi versati nel proprio fondo privato previdenziale, riscattando il tutto in un'unica somma complessiva o scegliendo di ricevere il classico assegno mensile di erogazione dei propri contributi.

Perché, dunque, se in altri Paesi comunitari si è potuto procedere ad una revisione dei sistemi pensionistici nel nostro Paese non si fanno altro che rimandare quelle stesse novità per le pensioni importanti come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere che avrebbero il grande vantaggio di riavviare un ciclo virtuoso economico generale? Si tratta, infatti, come ormai ben sappiamo, di novità per le pensioni che permetterebbero di lasciare anzitempo la propria attività, garantendo al tempo stesso:

  1. nuove opportunità di impiego per i ragazzi;
  2. rilancio della produttività, proprio grazie all’impiego di ragazzi;
  3. vantaggi in termini economici, con possibilità di accumulare risparmi nel lungo periodo.  

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di Chiara Compagnucci pubblicato il