Imprese in crisi o lavoro che cresce: la verità testimoniata dai 162 tavoli del Mise

Vicende più complesse del previsto sia perché alcune sono state lasciate a marcire sia perché con un contesto di ammortizzatori sociali meno forte del passato. Si spera nei 162 tavoli del Mise

Imprese in crisi o lavoro che cresce: la

162 tavoli aperti al Mise per affrontare la crisi delle aziende



Sarebbe un paradosso, ma forse non lo è, anzi è un dato che permette di capire la reale verità, ovvero che mentreil Pil cresce e alcune statistiche mostrano un aumento dei posti disponibili potenziali, dll'altra vi sono aperti 162 tavoli al Mise tra Sindacati e Governo oltre alle industrie per riuscire a risolvere altrettatnte crisi industriali....(aggiornamento ore 15:30)

Le buone notizie sull’andamento del Pil e dell’occupazione non devono far perdere di vista gli aspetti che ancora gettano l’Italia in una condizione di incertezza sul futuro della propria economia. Sono tante, purtroppo, le aziende che navigano in cattive acque se non sono proprio in crisi. Per questo motivo il Governo ha deciso di scendere in campo con un’azione molto decisa e concreta.

Sono circa centossesantadue, infatti, i tavoli aperti al Mise, il Ministero dello sviluppo economico tra Sindacati e Governo e dai primi di settembre si riparte con una fitta serie di appuntamenti che vanno dalla Perugina alla delicata situazione di Ilva, dall'ex Antonio Merloni ai supermercati Tuodì. Un tentativo di sciogliere diverse matasse che si sono create intorno a queste aziende. Vicende più complesse del previsto sia perché alcune di queste sono state lasciate a marcire e adesso sono incancrenite, sia perché con un contesto di ammortizzatori sociali meno forte del passato, lo spettro dei licenziamenti sono dietro l’angolo.

I 162 tavoli aperti interessano aziende che impiegano complessivamente circa centocinquanta mila persone. Le vertenze senza dubbio più importanti sul tavolo sono quelle dell’Ilva, dell’Alitalia, dell’la Aferpi di Piombino.

Imprese in crisi 162 tavoli aperti al Mise

Quello delle imprese in crisi è certamente un fatto che agita i sogni di Gentiloni e del suo Governo. Per questo motivo l’Esecutivo non ha esitato a mettere in campo una strategia volta ad andare incontro alle esigenze di aziende che stanno ancora lottando contro i colpi della crisi economica. I buoni numeri sulla ripresa italiana che nelle ultime settimane hanno occupato le cronache italiane, non sono infatti sufficienti per scacciare definitivamente gli spettri.

Le industrie sentono ancora le conseguenze dell'urto che l'ultima crisi economica ha causato loro. Per questo motivo sono ancora 162 i tavoli di crisi aperti presso il Mise, il Ministero dello sviluppo economico. Sono in campo diverse proposte per affrontare queste crisi. I numeri non sono aumentati rispetto allo scorso anno, ma la situazione è un più complesse, proprio perché nel frattempo è passato un altro anno e sua perché gli ammortizzatori sociali è più debole e questo pone la prospettiva che ci siano licenziamenti. All'inizio del prossimo mese ripartiranno gli incontri che mettono di fronte imprese e lavoratori con la mediazione del ministero. Tra i primi faccia a faccia in programma, Perugina , l'ex Antonio Merloni ai supermercati Tuodì.

Uno degli scogli più importanti resta l’Ilva, per la quale ci sarà a settembre il primo appuntamento del negoziato con gli indiani. Nel piano presentato dal grande gruppo, in consorzio con il gruppo Marcegaglia, sono previsti almeno da quattro a sei mila esuberi. Prospettiva però contro cui si sono scagliati le forze sociali, definendola inaccettabile. Insomma la coda d’estate promette di lasciare in eredità al Governo un autunno ancora più caldo. Se non dal profilo climatico, certamente sotto quello della crisi delle aziende e dell’occupazione in generale.

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di Luigi Mannini pubblicato il