Evasione fiscale: obiettivi e controlli rivisti da Agenzia Entrate dopo entrate in calo

L'evasione fiscale è una degli italici difetti più radicati nella società. Le entrate calano ancora e questa volta anche dai comuni come ha evidenziato la Corte dei Conti nel Rendiconto generale

Evasione fiscale: obiettivi e controlli

Quali sono gli obiettivi e le nuove strategie dell'Agenzia delle Entrate per combattere l'evasione fiscale



I dati emanati dalla Corte dei Conti parlano chiaro. Il calo del 2016 conferma un trend in atto da anni. Si è scesi da 3.455 accertamenti del 2012 a 1.156 del 2016 passando per i 2.916 del 2013, i 2.701 del 2014 e i 1.970 del 2015. Ora questo trend si vuole cambiare o comunque occorre modificare chi e come deveono essere soggetti a i contorlli come spiegato sotto.(aggiornamento ore 8:40)

Novità importanti per quanto riguarda le strategie per combattere l’evasione fiscale. Il piano 2017- 2019 stabilisce di riscuotere sedici miliardi grazie sia ai versamenti diretti sia alla riscossione tramite ruolo. Strategia dei blitz abbandonata così come la stagione del redditometro. (aggiornamento ore 11:45)

L’evasione fiscale resta una delle emergenze principali del paese. E, nonostante gli appelli, gli annunci e i toni trionfalistici dei vari Governi che si sono susseguiti, continua a rappresentare un vero e proprio tallone d’Achille per l’Italia. Compromettendo, ovviamente, le possibilità di una ripresa solida e vigorosa. Calano le entrate, questa volta anche dai comuni come ha evidenziato la Corte dei Conti nel Rendiconto generale. Un calo, quello del 2016, che conferma un trend in atto da anni. Si è scesi da 3.455 accertamenti del 2012 a 1.156 del 2016 passando per i 2.916 del 2013, i 2.701 del 2014 e i 1.970 del 2015. Per questo bisogna correre ai ripari e vedremo anche quali sono gli obiettivi e i sistemi di controllo rivisti dall’Agenzia delle Entrate.

Evasione fiscale calano le entrate

L’evasione fiscale non accenna a diminuire. Un fenomeno tutto italiano che certifica il cattivo rapporto che esiste tra contribuente ed erario. Se si prendono in considerazione i dati la Corte dei Conti ecco che nel 2012-2016 la diminuzione degli accertamenti realizzati con il contributo dei comuni raggiunge il 66,5%. A livello regionale i comuni che maggiormente hanno utilizzato lo strumento nel 2016 sono quelli della Calabria con ducento trenta segnalazioni seguiti dagli Enti della Lombardia con 161 segnalazioni e dall’Emilia Romagna con centosessanta segnalazioni.

Fanalino di coda la Basilicata con zero segnalazioni, preceduta da Valle d’Aosta con una segnalazione, Abruzzo con quattro e Molise con cinque segnalazioni. Il crollo più significativo nelle segnalazioni si è registrato in Lombardia e in Emilia Romagna, ma il trend è purtroppo generale. In calo anche le somme riconosciute dal fisco ai Comuni. Nel 2015 l’ammontare complessivamente riconosciuto ai Comuni è diminuito di oltre il 22,6% rispetto al 2014 passando da circa ventidue milioni a circa diciassette milioni. A fare la parte del leone negli incassi gli Enti di Lombardia e Emilia Romagna che nel 2015 assorbono il 64,6% del totale. Dopo un periodo di crescita delle somme ricevute dai comuni il calo delle segnalazioni inizia a ripercuotersi sugli incassi dei Comuni. Dopo gli Enti di Lombardia e Emilia Romagna ai quali va rispettivamente 6,4 mln e 4,4 mln troviamo i comuni del Piemonte che nel 2015 incassano 1,2 milioni seguiti da quelli della Liguria con 1,1 mln, del Veneto con 1,0 mln e della Toscana con 960 mila euro.

Obiettivi e sistemi di controllo rivisti da Agenzia Entrate

L’emergenza deve essere combattuta con efficacia e rapidità. Non servono più annunci e spot elettorali ma bisogna stilare obiettivi e sistemi di controllo. E se quelli adottati fino a questo momento non hanno funzionato, vanno rivisti dalla Agenzia delle Entrate. Il piano 2017-2019 stabilisce di riscuotere sedici miliardi grazie sia ai versamenti diretti sia alla riscossione tramite ruolo. Abbandonata ormai la strategia dei blitz e archiviata quasi definitivamente la stagione del redditometro, l’Agenzia punta per ogni categoria di contribuenti all’utilizzo di sistemi specifici di analisi e valutazione del rischio evasione e/o elusione in modo da scegliere in modo mirato il controllo da effettuare, anche sfruttando il patrimonio dei database dell’Anagrafe tributaria. Molta importanza quindi all’aspetto qualitativo.

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di Luigi Mannini pubblicato il