Riforma pensioni necessaria per rilancio economia duratura e reale

La vera svolta che potrebbe portare ad una concreta ripresa della crescita del nostro Paese può passare dalla riforma per le pensioni, una riforma reale e concreta

Riforma pensioni necessaria per rilancio

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Vedremo allora quale sarà il sapere del prossimo iter che, a differenza degli altri, arriva a pochi mesi di distanza dalla chiamata alla urne. Ecco allora che le novità per le pensioni potrebbero tornare d'attualità anche se nelle ultime notizie e ultimissime non sembra affatto che l'esecutivo voglia cavalcare questa questione, preferendo piuttosto puntare sull'abbassamento delle imposte come provvedimento cardine. (aggiornamento ore 22:30)

La ripresa economica nel nostro Paese resta ancora molto flebile, quasi inesistente, nonostante le recenti dichiarazioni del responsabile del Dicastero dell'Economia, secondo cui, invece, il nostro Paese sarebbe fuori dal tunnel della crisi che in questi anni lo ha fortemente e pesantemente attanagliato, con prospettive ottimistiche per il futuro. Dichiarazioni che, però, sono state chiaramente smentite dalle ultime notizie su determinati andamenti tra:

  1. andamento di alcuni comparti, come quello delle costruzioni che solitamente rappresenta il settore di riferimento per capire se un'economia va bene o meno;
  2. andamento della ricerca di attività, che continua ad essere decisamente bassa, soprattutto per i ragazzi, mancando proprio le opportunità di impiego;
  3. andamento del deficit statale, che, come confermano le ultime notizie, piuttosto che migliorare continua a peggiorare.

E', dunque, ben chiaro ed evidente come di fronte ad uno scenario come quello appena descritto serve una svolta che sia in grado di invertire concretamente la rotta attuale di stallo totale. E’, però, necessario capire cosa, e come fare e in questo ambito rientra una vera e propria riforma per le pensioni o almeno un inizio di essa.

Ripresa che manca e ultime notizie su riforma lavoro e pensioni

La mancata ripresa effettiva, nonostante le affermazioni di miglioramento della nostra economia, dovrebbe portare a profonde riflessioni per capire, appunto, come tornare a crescere, iniziando ad abbandonare quelle strategie e riforme che evidentemente finora non hanno portato ad alcun risultato positivo e di nuovo sviluppo. Parliamo, per esempio, della riforma per l’occupazione introdotta dal precedente esecutivo, per cui sono stati stanziati circa 24 miliardi di euro ma che, dopo solo i primi mesi di boom, non ha portato ad alcuna crescita significativa delle assunzioni e infatti le ultime notizie sull’andamento degli impieghi restano ancora decisamente negative, soprattutto per quanto riguarda i ragazzi. Proprio questi ragazzi che, come già spiegato, dovrebbero rappresentare la risorsa principale sulla quale basarsi per ripartire. Ma si tratta di un ragionamento che al momento continua ad essere allontanato.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la ricerca di attività sarebbe del tutto ferma con paradossale crescita degli impiegati over 50, soprattutto per effetto delle attuali norme pensionistiche, e sono, dunque, sempre meno gli impiegati rientranti nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni. D’altronde, l’attività viene favorita nel momento in cui vi sono opportunità di impiego una norma come quella approvata sarebbe stata comunque destinata al fallimento non essendoci, appunto, posti di impiego liberi che si potrebbero avere solo con l’introduzione di novità per le pensioni che avrebbero il vantaggio di avviare il ricambio generazionale, liberando posti attraverso il prepensionamento degli impiegati più anziani e sostituendoli con i ragazzi.

Rilancio dellle novità per le pensioni per una concreta ripresa

Meglio sarebbe stato, dunque, investire quegli oltre 20 miliardi di euro in novità per le pensioni come quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza oneri, sempre rimandate perché troppo costose, per cui sono stati stimati, rispettivamente, circa 7 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro, ma che sarebbero decisamente più convenienti, riuscendo ad avviare quel circolo virtuoso in grado di innescare un riavvio dell’economia generale attraverso:

  1. rilancio di impieghi per ragazzi;
  2. rilancio di produttività ed efficienza;
  3. rilancio dei consumi.

Perché questo accada, però, bisognerebbe orientarsi su una riforma per le pensioni vera e propria, che potrebbe anche iniziare con quota 100 e quota 41 per tutti, o di blocco del sistema delle attese vita, che cambierebbero profondamente l’attuale sistema, e non più su novità per le pensioni che sanno maggiormente di strumenti di aiuto e sostegno come fatto finora nelle ultime notizie e ultimissime per le pensioni, come le mini pensione con e senza oneri e quota 41 ad essa collegata, che non permettono di innescare realmente alcun interscambio e generare alcun nuovo posto, ponendosi unicamente come forme di aiuto per i più bisognosi e indigenti, proprio come coloro che sono rimasti senza attività, chi svolge impieghi faticosi o invalidi e malati gravi, cui si rivolgono proprio mini pensione senza oneri e quota 41.

Attraverso, invece, una riforma che può essere strutturale o anche solo apportare sistemi epr usicre prima attraverso formule di pensioni anticipate per tutti, come la quota 100, che viene considerata da sempre la migliore soluzione pensionistica per tutti ma che sembra ancora dimenticata nonostante la sua importanza, gli impiegati più anziani potrebbero finalmente collocarsi a riposo, smettendo anzitempo, il che si tradurrebbe in un offrire a chi lascia la propria attività una pensione sicura e, allo stesso tempo, un reddito sicuro a chi entra a far parte del mondo degli impieghi al posto degli anziani usciti, portando così, come sopra detto, ad un concreto rilancio dei consumi, ma anche ad un concreto rilancio di produttività ed efficienza, decisamente appannaggio dei ragazzi che sono i più esperti conoscitori delle moderne tecnologie. E una loro indipendenza economica, li porterebbe ad affrancarsi, finalmente, anche da quelle famiglie in cui, stando alle ultime notizie, continuano oggi a vivere fino a 40 anni, non avendo possibilità di crearsi autonomamente un proprio futuro e una propria famiglia. Un rilancio dell’attività per i ragazzi potrebbe, dunque, anche ad un aumento della natalità.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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