Rinnovo contratti statali, riforma pubblica amministrazione Madia a rischio per sentenza Tar su Guardia Forestale

Un importante pezzo del riforma Madia è a rischio incostituzionalità con possibili ripercussioni sulle trattative per il rinnovo contratti statali.

Rinnovo contratti statali, riforma pubbl

Rischi per il rinnovo contratti statali



Il percorso è ancora in buona parte da compiere ed è inevitabile che anche la questione in corso sul rinnovo del contratto degli statali, in particolare sull'entità della somma aggiuntiva in busta paga, torna di nuovo al centro dell'attualità con una sentenza che potrebbe mettere in bilico tutto per tutti.

Spetterà all'Alta Corte pronunciarsi sul destino dei forestali. I giudici amministrazioni di Pescara hanno infatti deciso di rimettere alla loro decisione quel pezzo di cambiamento della pubblica amministrazione che prevede appunto il loro inglobamento nell'Arma dei carabinieri. E a catena, se non altro per ragioni meramente economici nel caso di sentenza sfavorevole all'esecutivo, potrebbero arrivare ripercussioni anche sulle trattative in corso per il rinnovo del contratto degli statali. Stanno infatti al Tribunale amministrativo regionale, ci sono valide ragioni per dubitare della costituzionale ovvero della legittimità di questo provvedimento. Più precisamente, sarebbero in discussioni gli articoli 2 (principio di autodeterminazione) e 4 (assunzione dello status di militare, tra l'altro in controtendenza rispetto al trend seguito), ma anche 76 e 77 per non aver permesso ai forestali di optare per il passaggio a una Forza di Polizia a ordinamento civile.

Rischi per il rinnovo contratti statali

C'è poi un passaggio nella sentenza del Tar che merita attenzione: l'assorbimento dei forestali nei carabinieri non troverebbe alcun riscontro in termini di risparmio economico. Con una spesa pubblica che nel 2017 si dovrebbe attestare sui 773 miliardi di euro al netto degli interessi sul debito, il tema chiave resta quello della razionalizzazione, ma questa seguita dal dicastero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione non sembra affatto il modo giusto per affrontarlo. Il percorso è ancora in buona parte da compiere ed è inevitabile che anche la questione in corso sul rinnovo del contratto degli statali ovvero sull'entità della somma aggiuntiva in busta paga, torna di nuovo al centro dell'attualità.

Secondo una recente elaborazione, in questa legislatura, sebbene ci sia stato il blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, i risparmi strutturali ottenuti sono stati pari a 30,4 miliardi di euro. Nel frattempo, però, la spesa corrente al netto degli interessi è aumentata di 31,8 miliardi di euro. Come dire, i risultati del taglio della spesa pubblica e provvedimenti come l'assorbimento dei forestali nei carabinieri non sono ancora sufficienti, oltre che a rischio incostituzionalità.

Malfunzionamenti della pubblica amministrazione

Di più: il malfunzionamento della pubblica amministrazione costerebbe all'Italia più dell'evasione fiscale, da un punto di vista strettamente economico. C'è anche chi ha provato a quantificato il peso delle principali inefficienze della macchina pubblica: 42 miliardi di euro di penalizzazione al sistema economico dovuti al deficit logistico-strutturale, debiti della pubblica amministrazione per 64 miliardi di euro, una burocrazia che grava sulle piccole e medie imprese per 31 miliardi di euro, sprechi nella sanità per 23,6 miliardi di euro e altri 16 miliardi di euro dovuti alla lentezza della giustizia civile. Costi non sommabili tra loro, dal momento che in alcuni casi si sovrappongono, ma dai quali non è impossibile trarre indicazioni di massima.

Gli effetti economici derivanti dal cattivo funzionamento della nostra amministrazione pubblica siano superiori al mancato gettito riconducibile all'evasione tributaria e contributiva che, secondo il ministero dell'Economia e delle Finanze, sottrae alle casse dello Stato attorno ai 110 miliardi di euro ogni anno. Se recuperassimo una buona parte dei soldi evasi al fisco, la nostra macchina pubblica funzionerebbe meglio e costerebbe meno, d'altra parte è plausibile ipotizzare che se si riuscisse a tagliare la spesa pubblica, permettendo così la riduzione di pari importo anche del peso fiscale, l'evasione sarebbe più contenuta.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il