Ossitocina, immigrati ben accolti grazie a questa droga che ci iniettano per Belpietro

Le persone drogate con l'ossitocina sono condizionate anche mentalmente al punto di mostrarsi docili e accoglienti nei confronti dei migranti.

Ossitocina, immigrati ben accolti grazie

Ossitocina, la droga per renderci più docili



Un articolo che può sembrare una bufala o, comunque, con una teoria molto forte, che è difficile credere. Al momento non ci sono state smentite ufficiali, ma si attende chiarimenti per capire se si può trattare di una bufala o meno (aggiornamento 17:15)
 

Si chiama ossitocina, ma è più semplice ricordarla come ormone dell'amore. E ci sono due atenei tedeschi e uno statunitense che, sulla base di 300 persone coinvolte e tre esperimenti, hanno scoperto il modo per renderci più docili, non avere paura di chi viene da Paesi lontani, ha un colore di pelle differente ed è portatore di usi e costumi differenti. In buona sostanza per favorire l'accoglienza dei migranti senza troppe polemiche e timori. Ossitocina e rieducazione sono gli strumenti in grado di fare la differenza e di farci vedere il mondo da un punto di vista diverso, anche diametralmente opposto rispetto a chi pensa che non ci siano le condizioni materiali per nuovi ingressi. Il tutto è stato messo nero su bianco sulla rivista Proceedings of the National academy of sciences of the Usa. E non si tratta solo di risultati, ma di obiettivi auspicabili, come messo alla luce dal quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro.

Ossitocina, la droga per renderci più docili con i migranti

Il punto di partenza dei ricercatori delle Università di Bonn, Lubecca e del Laureate Insitute for brain research di Tulsa è il cambiamento dei tempi. Questa è l'epoca degli spostamenti, anche di massa, e dell'abbattimento dei confini. Chi pensa di erigere muri e barriere va contro la storia, ragionano gli studiosi. Di conseguenza si pone il problema di adeguarsi alla diversità etnica, al pluralismo religioso e alla differenziazione culturale. Più facile a dirsi che a farsi considerando che l'effetto provocato è opposto: l'aumento dell'immigrazione accresce la paura e la xenofobia. Ecco allora che si rendere necessario un aiutino ovvero la necessità di elaborare strategie per aiutare a favorire l'integrazione. E la soluzione è individuata appunto nell'ossitocina, quella che i detrattori chiamano droga invitando all'attenzione.

Sulla base degli esperimenti realizzati, si legge, le persone drogate con l'ossitocina sono state condizionate anche mentalmente. Stiamo parlando di una sostanza, mette in evidenza il quotidiano La Verità, composta anche da nove amminoacidi. La funzione principale è stimolare le contrazioni della muscolatura liscia dell'utero e le cellule dei dotti lattiferi delle mammelle. Secondo altri studiosi, l'ossitocina aiuta a contrastare ansia e stress mentre gli esperti di nutrizione ne consigliano il consumo per migliorare l'umore ai fini del benessere.

Insieme alla propaganda per ottenere risultati

Le parole della Verità sono chiare nel lungo articolo che a distanza di alcuni giorni sta ancora facendo molto discutere: lo studio dimostra che la somministrazione dell'ormone, unita a un po' d'indottrinamento, toglie la diffidenza verso gli immigrati: È la soluzione contro la xenofobia. Già, perché per ottenere risultati efficaci occorre abbinare l'inalazione della sostanza al condizionamento sociale ovvero occorre affianca un'azione di propaganda. Per dirla con le parole di Rene Hurlemann, a capo del dipartimento di Psichiatria di Bonn, in questo modo possono diminuire le motivazioni egoistiche e le persone diventano più aperte rispetto all'accettazione e all'integrazione degli immigrati nelle culture occidentali. E ancora: se le persone di cui ci fidiamo, come insegnanti, vicini di casa e amici rappresentano un modello positivo rendendo evidente il loro atteggiamento positivo nei confronti dei rifugiati, probabilmente più persone si sentiranno motivate ad aiutare. In un tale contesto prosociale, l'ossitocina può aumentare la fiducia e minimizzare l'ansia.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il