Nuove tasse UE per le aziende automobilistiche che producono auto poco "ecologiche"

Entro il 2012 le aziende costruttrici di automobili dovranno adeguarsi ai nuovi parametri forniti dall'UE, altrimenti per loro scatteranno pesanti tasse.



Nonostante una battaglia interna tra i vicepresidenti della commissione, l’Unione Europea ha varato il programma per il contenimento delle emissioni, proponendo una tassazione contro chi produrrà vetture troppo inquinanti. Il valore medio dovrà scendere da 160 g/km a 130 g/km di CO2 ed i costruttori per primi dovranno impegnarsi tecnologicamente per essere pronti, nel 2012, a rispettare i nuovi limiti.

Il peso della vettura conterà per il 60% sul calcolo delle emissioni concesse, quindi le vetture più grandi e pesanti dovranno impegnarsi ancora di più per rispettare i nuovi valori. I costruttori dovranno comunque rispettare una media di 130 g/km sull’intera produzione, argomento molto discusso negli ultimi mesi. Alcune case dovranno rivedere gli investimenti previsti e diversificare la propria gamma per non incorrere nelle sanzioni.

Decisamente forti, infatti, sono le penalizzazioni previste e già anticipate dalla stampa, variabili da 30 a 95 € per ogni vettura dal primo al quarto anno dall’entrata in vigore del provvedimento. Le reazioni non si sono fatte attendere, come nel caso del presidente ANFIA Eugenio Razelli che afferma “”La nuova strategia comunitaria che fissa la data di applicazione del regolamento al 2012 non tiene conto di alcuni elementi fondamentali dello scenario competitivo: i tempi di progettazione e industrializzazione, la necessità di un approccio integrato al problema, gli elevati costi industriali e dunque l’impatto sul prezzo finale delle auto. Inoltre, l’introduzione di un criterio che differenzia il target di riduzione in base al peso dei veicoli penalizza in modo particolare i costruttori di vetture di segmenti bassi che avranno un obiettivo di riduzione maggiore rispetto a quello medio di 130 g/km proposto dalla UE. L’industria italiana ritiene indispensabile, innanzitutto, posporre la data di applicazione del regolamento al 2015″.

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Fonte: pubblicato il