Frontiere abolite in 9 nazioni dell'est europa che entrano nell'area di Schengen

Milioni di persone possono ora circolare liberamente dall'Est all'Ovest dell'Unione Europa grazie all'abbattimento di ben 9 frontiere di Stato



Meno frontiere in Europa. Con l’ingresso di 9 nuovi paesi nell’Area Schengen, che passa da 15 ad un totale di 24 stati, più di 400 milioni di persone possono liberamente circolare senza più controlli e passaporti dall’Est all’Ovest dell’Unione Europea.Gli ex Paesi comunisti entrati nel 2004 nell'Unione europea - Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Repubblica ceca - hanno abolito i controlli terrestri e marittimi con gli Stati vicini dell'Ue, mentre l'isola di Malta ha soppresso le formalità per i traghetti diretti ai porti europei.

Questi paesi entrano ufficialmente a far parte del sistema istituito più di vent’anni fa nella cittadina lussemburghese di Schengen, dove nel 1985 venne firmato l'accordo da Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi, al quale hanno successivamente aderito Austria, Danimarca, Finlandia, Grecia, Islanda, Italia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia. Svizzera e Cipro entreranno a far parte dell’area nel 2008, mentre   restano escluse Gran Bretagna e Irlanda, con la Norvegia e l’Islanda (unici paesi del vecchio continente che non fanno parte dell’Ue).

Per l’Europa è un grande passo avanti verso un vero spazio di libertà, sicurezza e giustizia. “Questo significa «Schengen», un esempio pratico della ragion d’essere dell’Europa: semplificare la vita dei cittadini”, così ha commentato il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso. “L’Unione europea si è data molto da fare per raggiungere questo risultato, primi fra tutti i nove Paesi”- continua Barroso – “Abolire i controlli alle frontiere interne non è cosa che si possa fare dall’oggi al domani. Richiede un alto grado di fiducia tra i Paesi Schengen, fiducia nella capacità di tutti di proteggere efficacemente le frontiere esterne e rispettare le norme comuni per il rilascio di visti validi in tutti i paesi Schengen. Ciò è possibile solo garantendo la nostra sicurezza comune alle frontiere esterne”.
 
Questo evento segna anche un grande passaggio storico, il crollo della “Cortina di ferro” . In primo luogo con l’abbattimento della frontiera sull'Oder-Neisse, tragico confine tedesco-polacco, teatro di guerre e scontri e sangue versato di migliaia di soldati. Era il 1˚ settembre 1939 quando Hitler attaccò la Polonia, annettendola. In poche settimane, il Paese fu cancellato dalla mappa politica, dopo essere stato invaso, da Est, anche dalle truppe dell'Armata Rossa. Oggi, dopo 70 anni, il crollo di muri non solo ideologici è un passo straordinario per la Germania e per la Polonia, che finalmente non sente più la sindrome di accerchiamento, retaggio politico e culturale della sua storia recente.
 
Dall’altra parte, l’eliminazione della frontiera tra Gorizia e Nova Gorica, confine italo-sloveno, le città “gemelle” separate per decenni dalla frontiera che un tempo coincideva con la Cortina di ferro. “È un momento storico - ha commentato il sindaco di Gorizia Ettore Romoli - soprattutto per le nuove generazioni, che cresceranno in un modo diverso da noi, purtroppo abituati alle divisioni”.
 
Divisioni che solo l’Ue, con il suo sogno di libertà e di aggregazione di culture, riuscirà a rimuovere nei territori di quel confine nord-orientale italiano, segnato dalla guerra che ha portato al Trattato di Parigi del 1947 con la divisione dell’Istria (con Trieste in Zona A, sotto il Governo alleato, e la Zona B, sotto la Jugoslavia di Tito), e il Memorandum di Londra del 1954, con la definizione dei confini attuali.
  ''Con la riunificazione del continente, diviso per decenni da una cortina di ferro, oggi si è compiuto un definitivo passo in avanti nella missione storica di ricomporre la grande famiglia europea''. Così il ministro per le Politiche europee, Emma Bonino  che ha commentato con grande soddisfazione l'ingresso dei 9 nuovi Paesi nell'area di Schengen. ''Questo grande risultato non è però a costo zero - ha proseguito il Ministro - abolire le frontiere interne deve accompagnarsi a un rafforzamento dei controlli ai confini esterni dell'Unione, creare una effettiva politica comune sull'immigrazione, istituire una politica sui visti e sulla protezione dei dati, incrementare la cooperazione tra le forze di polizia. L'Europa allargata non deve diventare una fortezza impermeabile e ripiegata su se stessa ma neppure una zona franca dove far passare ogni sorta di traffico e di immigrazione illegale''.

''L'Europa - conclude Bonino - è una grande opportunità, da oggi la famiglia europea acquista ancora più significato''.
  Un entusiasmo che ha contagiato lo stesso Presidente della Commissione Europea Barroso :“Approfittate di questa libertà, - ha detto -  applauditela e scoprite l’Europa in tutte le sue diversità, da Nord a Sud, da Est a Ovest. In futuro, attraversare le frontiere dei nove Paesi sarà un passo piccolo, ma che passo per l’Europa!”

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
Fonte: pubblicato il