Mps: nuova direzione. E gli italiani devono pagare molto più del previsto iniziale

Prospettive nebulose per Mps salvato con i soldi dello Stato, con una montagna di debito e nel mirino degli ormai ex azionisti.

Mps: nuova direzione. E gli italiani dev

Mps salvato con i soldi dello Stato



Per evitare il crac di Mps è stato necessario l'intervento dello Stato, che ha messo a disposizione 5,3 miliardi di euro. I soci di Mps, inoltre, scottati dal crollo delle azioni dell'istituto senese, vanno alla carica con una richiesta danni che sfonda gli ottocento milioni. Orizzonte che si fa piuttosto oscuro per i contribuenti italiani.

L'affare Monte dei Paschi di Siena non è stato affatto conveniente per le casse dello Stato. Il recente focus di Equita punta l'indice contro l'operazione di salvataggio orchestrata dal Tesoro: da qui a due anni - prevedono gli osservatori - l'istituto produrrà un utile pari al 3% del suo patrimonio netto ovvero una capitalizzazione di circa metà del suo patrimonio. Detto in altri termini, lo Stato si è fatto carico di circa due miliardi di debiti di una banca sì molto antica, ma dalle prospettive nebulose. Senza considerare, come vedremo a breve, le richieste danni degli ex azionisti raddoppiate rispetto alla fase precedente all'ingresso del denaro pubblico. E a poco sembra servire per rincuorare gli animi i dato fornito da Mps secondo cui i depositi vincolati e i conti correnti da clientela sono saliti di 9,4 miliardi da inizio anno.

Monte dei Paschi di Siena salvato con i soldi dello Stato

Insomma, fino a che punto Monte dei Paschi di Siena è da considerare una delle banche sicure? Per evitare il crac di Mps è stato necessario l'intervento dello Stato, che ha messo a disposizione 5,3 miliardi di euro. Nei giorni scorsi ha staccato il primo assegno da 3,8miliardi di euro, che l'ha portato a controllare la banca, con una quota del 52%. Altri 4,5 miliardi di euro sono arrivati dalla conversione in azioni dei subordinati, grazie a cui Generali è diventata la seconda azionista, al 4,3%. Mps ha chiuso il primo semestre con un rosso da 3,2 miliardi di euro, dovuto alle perdite per la cessione delle sofferenze. L'intervento pubblico ha però garantito la stabilità dei conti della banca, che ha un patrimonio netto di 11,3 miliardi di euro. Il Cet1 è al 15,4%. Il piano di ristrutturazione prevede 5.500 esuberi. Il ritorno in Piazza Affari è atteso per l'autunno.

Raddoppiate le richieste danni degli ex azionisti

I soci di Mps scottati dal crollo delle azioni dell'istituto senese vanno alla carica del Monte di Stato, con una richiesta danni che sfonda gli 800 milioni di euro. Ma per Rocca Salimbeni, da poco nazionalizzata, non si tratta dell'unica grana. La Bce, a conclusione di una ispezione sul portafoglio crediti durata oltre otto mesi, si attende ancora 250 milioni di euro nonostante la gran parte dei suoi rilievi siano stati assorbiti dalle svalutazioni operate nel 2016 e nel 2017. Dalla semestrale del Monte emerge che le richieste di danni degli ormai ex azionisti sono più che raddoppiate nel corso del semestre rispetto ai 396 milioni di euro di fine 2016.

Alla base di cause e reclami nei confronti del Monte dei Paschi di Siena - circa 800, ma alcuni formulati collettivamente da studi legali e associazioni - c'è la convinzione, da parte degli ex soci, di essere stati indotti nel corso degli anni ad acquistare azioni e sottoscrivere aumenti di capitale (4 dal 2008 al 2015, per un controvalore di 15 miliardi di euro) sulla base di bilanci, prospetti e informazioni false o non veritiere. A fare causa a Mps, la Coop Centro Italia e Coofin, che chiedono danni per 137,1 milioni di euro, il socio Andrea Marangoni, nel cui giudizio sono intervenuti successivamente altri 123 azionisti, e altri 14 soci e azionisti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il