Domini.it sono a quota un milione e mezzo. Il bilancio dopo 20 anni dalla prima registrazione

Il dominio '.it' compie vent'anni dalla prima registrazione. Il Cnr ricorda quegli anni e cio che ne è seguito



Il suffisso italiano compie vent'anni, ma la storia del web italiano è andata avanti in maniera così galoppante che due decadi sembrano quasi poche. Ora siamo al sesto posto al mondo per domini attivati, ma tutto è iniziato vent'anni fa, quando, il 23 dicembre 1987, fu registrato il primo dominio con il suffisso .it. Era il dominio del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, a cui fu poi affidata la gestione del registro internet dei domini tricolore. Fino al 1993 le registrazioni furono così poche da non rendere necessario un anagrafe preposto. Ora i domini attivi sono un milione e mezzo, ma allora nessuno avrebbe mai immaginato come sarebbe andato il mondo.

"Nessuno, tra i ricercatori che allora contribuirono a realizzare la prima infrastruttura di rete, avrebbe mai creduto che quello strano modo di far parlare tra loro computer diversi, sparsi in ogni luogo nel mondo, un giorno avrebbe rappresentato uno dei principali mezzi di comunicazione. E non per gli scienziati, ma per la gente comune", osserva l'ingegner Enrico Gregori, direttore dell'Iit-Cnr. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche rende omaggio al celebre suffisso regalando ai lettori una raccolta di memorie (tratta dalla newsletter Focus.it) dei personaggi che hanno costruito, anche in maniera defilata, il futuro del web italiano.

Inutile dire che a quella generazione di ricercatori l'Italia deve moltissimo. L'altra data doverosa da ricordare è il 30 aprile 1986, quando si verificò il primo collegamento italiano al World Wide Web. Partì dall'Istituto di Informatica e Telematica di Pisa, diretto verso gli States, passando per il satellite. Ora l'espansione dei domini italiani cresce al ritmo di 20 mila registrazioni al mese, con un boom clamoroso durante gli anni della new economy. Piano piano il suffisso .it fu concesso anche alla gente comune, prima a soggetti senza partita Iva e poi a qualsiasi cittadino maggiorenne. Nel 2008 si prevede l'esistenza di 2 milioni di domini italiani. Il prossimo obiettivo dell'anagrafe italiana è quello di permettere l'immatricolazione in tempo reale.

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