Pil nel 2017 in crescita, ma Ocse certifica che è il peggior di tutti. Non detta verità su ripresa

Pil in crescita, ma molto meno che le altre nazioni per l'Ocse con differenti segnali in chiaro e scuro. La ripresa non pare davvero ancora iniziata

Pil nel 2017 in crescita, ma Ocse certif

Disoccupazione povertà disagio sociale Confcommercio Luglio



I numeri son numeri e, solitamente, non si discutono. Ma quando si parla di economia anche le certezze più solide possono sbriciolarsi in pochi minuti. Per questo motivo anche i dati che evidenziano la crescita del Pil italiano nel 2017 vanno presi con le molle. La performance dell'Italia, infatti, è la peggiore o quasi dei paesi che fanno parte dell'area Ocse.

Non è chiara la situazione economica italiana, partendo da due criteri fondamentali ovvero il Pil e l'occupazione che di solito mostrano la crescita di una nazione, ma che in questo caso nonostante siano buoni entrambi, sono smentiti da ulteruiori segnali come ad esempio la fiducia e in parte anche i consumi che continuano ad avere una situazione altalenante.

Pil segnali contrastanti

Per quanto riiguarda il Pil, la crescita al momento tenedenziale è del 1,3%, ma potrebbe arrivare anche all'1,5% quindi andando oltre alle stime che gli stessi esperti del Tesoro avevano fatto. Tutto bene, dunque? Non proprio visto che come abbiamo e, poi, mostreremo anche succesivamente altri indici non mostrano questa certezza di sviluppo economico. Alcuni esperti parlano di un miglioramento economico solo per alcuni milioni di italiani e basta, con una separazione sempre più netta e distinta tra le varie parti sociali, altri ancora di una crescita economica al di fuori dei canoni tradizionali che si potrebbe sgonfiare rapidamente.

C'è da sottolineare che anche gli ultimi dati Ocse mostrano che non c'è molto da cantare vittoria e che la crisi è ancora dietro l'angolo, se non che nonostante alcui numeri e cifre, ci siamo ancora. Il nostro Pil è infatti cresciuto ma è ben lontano da quello del 2010 considerati questi due primi trimestre dal rapporto Ocse. 
Sempre l'Ocse riporta che per il primo trimestre l'Italia è la penultima nazione come sviluppo del Pil con 99,1 punti quando la media delle nazioni Ocse è di 113, 3 punti. Solo la Grecia fa peggio di noi con 81, 6 punti. Migliori sono gli Stati Uniti con 115,2 punti, seguito dalla Gran Bretagna a 114 punti, la germania con 112,6 punti e la Francia con 107,6 punti. La Spagna ora è 104,8 punti quando solo tre anni fa aveva un Pil peggiore dell'Italia.

L'italia, prendendo i 7 anni, ma anche gli ultimi trimestri è quella che ha la crescita più lenta in assoluto del Pil

Occupazione in bianco e nero

Sale nel mese di luglio il tasso di disoccupazione nel nostro Paese ma le ultime notizie, paradossalmente, parlano anche di un aumento del numero degli occupati. Si tratta di una situazione che porta alla forte confusione, che poi tale non dovrebbe essere analizzando i dati nel dettaglio. Secondo le ultime notizie, infatti, se è vero che nel mese di luglio si è registrato un boom di occupati, è anche vero che il tasso di disoccupazione è salito, mettendo a tacere quel grande entusiasmo espresso dal segretario della maggioranza Matteo Renzi, particolarmente fiero del risultato che, a suo dire, sarebbe dipeso dalla nuova norma per l’occupazione approvata dal suo precedente esecutivo. Nulla, però, di più falso, considerando che il numero degli occupati in maniera assoluta non considera, nella definizione del tasso di disoccupazione, tutti coloro che:

  1. hanno perso il lavoro non trovandone un altro, soprattutto in tarda età;
  2. sfiduciati, hanno smesso di cercare una nuova occupazione;
  3. i giovani che non studiano, non hanno un lavoro ma non lo cercano.

Ultime notizie dal Misery Index di Confcommercio

Stando alle ultime notizie rese note da Confcommercio, il disagio sociale è ancora molto elevato, basti pensare che a luglio il Misery Index, Indicatore che permette di rilevare peggioramenti delle condizioni di vita e del benessere dei cittadini, analizzando andamento di occupazione, disoccupazione, ricorso alla cassa integrazione, tasso di variazione dei prezzi di beni e servizi maggiormente acquistati, come generi alimentari, bevande, spese per l'affitto, ha raggiunto i 18,4 punti, in crescita di tre decimi di punto rispetto a giugno, mese in cui si è registrato il valore più basso dall'aprile 2016.

Secondo Confcommercio, i motivi che hanno portato a tale aumento sono diversi e possono essere individuati in:

  1. stabilità dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto (+0,9%);
  2. incremento su base congiunturale della disoccupazione estesa, risultante dalla somma dei disoccupati ufficiali e della stima delle persone in cassa integrazione e degli scoraggiati, ora al 14% da un +0,2% del mese precedente.

Aumento occupati e aumento disoccupazione: il paradosso

Le ultime notizie, dunque, parlano, da una parte, di un aumento del numero degli occupati, che a luglio ha superato il livello di 23 milioni di unità, in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), e di un contestuale aumento anche del tasso di disoccupazione, che a luglio si è attestato all'11,3%, segnando un aumento di 0,2 punti percentuali da giugno e un aumento della disoccupazione giovanile, che si attesta al 35,5%, in aumento di +0,3 punti rispetto al mese precedente. La forte crescita del tasso di disoccupazione, secondo gli esperti, sarebbe dovuta al grande aumento degli inattivi: secondo le ultime notizie, infatti, il tasso di inattività si attesta al 34,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto allo scorso mese di giugno. Inoltre, sono cresciute, sempre a giugno, anche le domande di disoccupazione del 3,8%, per 132.222 unità su base annua, mentre il mese precedente erano state presentate 96.805 domande.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il