Feltri ribatte agli attacchi ricevuti per le sue idee di non andare in Sicilia e malattie portate da immigrati

Continua il botta e riposta tra il direttore editoriale di Libero e gli oppositori al quotidiano. Ecco il ragionamento di Feltri a difesa delle sue posizioni.

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Feltri: risponde alle critiche



Ribatte con forze il noto giornalista a chi lo ha attaccato per le sue posizioni per l'immigrazione che porta malattie e del suo timore di non andare in Sicilia. Vediamo se la polemica si fermerà qui.

Il sito è adesso online e la situazione sembra normalizzata. Sembra, appunto, perché il direttore editoriale di Libero non le manda certo a dire. Vittorio Feltri attacca tutto e tutti, risponde alle critiche per le sue affermazioni su migrati e malattie e tenta di far chiarezza su quanto detto in merito all'indisponibilità ad andare in Sicilia (oltre che in Burkina Faso). Secondo Feltri, la colpa di Libero sarebbe di utilizzare il linguaggio dell'odio, ma di dire le cose così come stanno senza filtri e in maniera diretta. Un modo di far che, spiega Feltri, viene considerato odio. In realtà, la sua sarebbe solo una corretta rappresentazione dei fatti, così come sono. E il risultato è stato appunto l'attacco hacker, definito l'assassinio del sito web di un quotidiano con sessanta milioni di pagine.

Anticonformismo e pensiero unico

La principale colpa sarebbe quella di essere un giornale anticonformista che non si allinea al pensiero unico. Nel mirino di Feltri ci sono soprattutto Ordine dei giornalisti e Federazione nazionale della stampa, rei di non essere dalla sua parte, ma di coloro che "desiderano imbavagliarci e sono capaci di farlo con estrema facilità grazie a tecniche telematiche". Il direttore di Libero respinge le accuse di razzismo, preferendo piuttosto essere definito un realista. Siamo dunque davanti a una querelle che attende solo il prossimo fatto di cronaca per riaccendersi nuovamente. L'impressione è che Libero da una parte e gli anti Libero dall'altro siano quasi in trincea, pronti ad attaccarsi a vicenda a suon di invettive (e di attacchi hacker).

Attacco hacker al giornale Libero

La punta dell'iceberg di questa vicenda è stata per ora raggiunta con l'attacco hacker al sito di Libero che è stato offline nella giornata di venerdì per alcune ore. Lo stesso quotidiano aveva spiegato con una nota online diffusa in mattinata quello che a loro avviso era successo. "Ci vogliono zittire, ma non ci riusciranno", sono state le parole utilizzate, a dimostrazione di come i toni della vicenda siano accesi. Secondo quanto hanno appreso, il responsabile dell'attacco sarebbe stato un certo anonplus e viene considerato l'ultimo atto di quella che definiscono una campagna d'odio scatenata contro il loro quotidiano in seguito al titolo "Dopo la miseria portano le malattie", relativo al caso della bimba morta di malaria a Trento. Un fatto che il loro quotidiano ha legato all'emergenza migratoria e al ritorno di morbi e malattie scomparse.

Il ragionamento di Feltri nel suo acuminato editoriale a difesa delle posizioni del quotidiano da lui diretto è semplice: perché i bambini italiani sono obbligati a vaccinarsi per frequentare la scuola mentre agli stranieri non sono fatte neanche le analisi del sangue complete? A loro dire, Libero non ha fatto altro che raccontare la verità, anche se qualcuno ha provato a zittirli attaccando il direttore Vittorio Feltri per quanto detto in un intervento alla trasmissione La Zanzara di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. "Ma siamo ancora qui", chiosano con una punta di orgoglio.

Le parole conclusive dell'editoriale di Feltri sono significative della polarizzazione della posizione delle parti: "Aggiungo che i cyberterroristi ce l' hanno col sottoscritto, personalmente. Sostengono che se a me non importa niente degli immigrati, a loro non importa nulla di me. Giusto. Ma se per loro conto zero come mai sparano su questo giornale?". Vala la pena evidenziare che Ordine dei giornalisti e Federazione nazionale della stampa avevano espresso solidarietà al quotidiano diretto da Feltri auspicando - dice l'Ordine - che le indagini riescano a identificare i responsabili di questo atto grave e preoccupante che minaccia la libertà di stampa e di opinione. Dalla parte di Feltri si era schierato anche Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano La Verità, le cui posizioni sono state spesso coincidenti con quelle del direttore editoriale di Libero, come dimostrato dai tanti anni di collaborazione lavorativa.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il